Pensavate di sapere cose vere sulla Cina? Provate a verificare giorno per giorno quanto lo siano.
Questo è il racconto della vita in Cina , nella città di Shanghai, di un Italiano che ha voluto
vederci chiaro e vi svela le sue scoperte, senza peli sulla lingua, o quasi.
Sono un italiano trasferitosi in Cina.
La mia avventura "blogghistica" è iniziata a poche ore dal mio arrivo in Cina, nell'estate del 2005.
Il blog in questione, "Shanghai è in Cina" non è più stato aggiornato, anche in funzione del fatto che non vivo più a Shanghai... lo stesso è però ancora frequentatissimo e fra i primi risultati nei motori di ricerca.
Se proprio non puoi fare a meno di leggere quanto ho scritto nei miei primi sei mesi di vita cinese, puoi scaricare la versione PDF delle prime 100 pagine del blog:
Sulla scia della prima avventura da scribacchino (in realtà non è la prima, ho alle spalle un libro e parecchi articoli pubblicati) dopo mesi di meditazione è nato il nuovo blog:
La Mia Cina!
Che fin dal titolo vuole riflettere quello che per me sta diventando questo Paese.
Ecco allora che si riparte, a dire la mia, spesso controcorrente, qualche volta frutto di visioni prettamente "personali" ma, pur sempre, caratterizzati dal fatto di essere qui.
Mi rendo conto, infatti, che sempre più spesso c'è chi parla della Cina ma, se messo alla prova, non sa neanche indicarla sulla carta geografica.
Spero di condividere con molti la... "MIA" Cina!
Se qualcuna delle mie fotografie ti piace particolarmente e la vuoi per usarla come sfondo dello schermo o per farne un poster, puoi richiedrmi via mail la copia ad alta risoluzione.
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Ni Hao!
Se dovessi giudicare il successo di questo blog dalle critiche e dai commenti negativi, negli ultmi giorni dovrei considerarmi fortunato, ne piovono in quantità.
A dire il vero in buona parte arrivano dalla stessa tastiera, quella che mi chiede se ho amici, ma non specifica di averne lei (al femminile essendo laureatA).
Beh, qui a Shanghai qualche amico direi che c'é. Erano parecchi venerdì scorso, a festeggiare il mio compleanno al Mural bar, una quarantina.
Prima della festa avevo pensato di farvi un resoconto completo e corredato di immagini. Alla fine della festa ho pensato bene di desistere.
Come ormai saprete al Mural il venerdì si bevè senza pagare (a parte i 10 Euro di ingresso) e quindi immaginatevi come già di solito si concia la gente. Certo, che le performance più audaci arrivassero per opera della mia insegnante di cinese, questo non me lo aspettavo. Resta il fatto che tutti hanno sostenuto che le torta, 5kg di cioccolata e crema cacao, era buonissima. Sono estremamente felice per questo.
Mi scuso con Eli, Marco e gli altri che mi hanno fatto notare che un altro salame non sarebbe risultato sgradito. E' nel frigo, alla prossima...
E' venerdì anche oggi, quindi questa sera andremo a vedere se al Mural ci fanno ancora entrare 8-o ... vi farò sapere.
Oggi invece voglio riprendere in mano con voi le mie esperienze di consumatore.
Non più di un paio di giorni orsono parlavo al telefono con il mio avvocato in Italia. A lui in particolare spiegavo che quando vai al supermercato per fare la spesa, quella grossa, quella della settimana, arrivato alla cassa ci rimani male perché alla fine non sei riuscito a spendere più di una ventina di Euro. Ci rimani male per modo di dire, ovviamente.
In realtà gli ho anche detto che venire a vivere qui in Cina è stata l'unica soluzione possibile per far fronte ai costi che lo riguardano e che assorbono il 98% delle mie capacità finanziarie.
A proposito, 13 minuti di telefonata dal mio cellulare cinese (China Mobile) al numero di Milano dell'avvocato mi sono costati 13 Euro, 1 Euro al minuto. Tanto, certo, ma provate a chiedere agli operatori mobili italiani quanto costerebbe fare altrettanto al contrario, cioè dal vostro cellulare chiamare me in Cina. Ve lo anticipo io, dai 40 ai 70 Euro a seconda dell'operatore. Alla faccia!!!
Ma torniamo all'esperienza di acquisto. Vi anticipo che sto preparando una puntata sulle automobili, ci vuole solo tempo per decifrare le riviste di settore in Cinese e individuare i corrispondenti modelli italiani, compresi quelli di casa FIAT.
La missione di oggi è il Ragù alla bolognese!
Sono infatti appena tornato dal supermercato dove, oltre alla versione cinese dell'idraulico liquido che mi è indispensabile se voglio fare la doccia, ho comprato tutti gli ingredienti necesari per produrre un bel piatto di penne al ragù.
Diciamo subito che la cosa più difficile è stato comprare la merce a peso. Non vi dico poi per trovare il sedano, che si era mimetizzato il bastardo e ho girato come un cretino per mezz'ora. Non avevo idea di come chiederlo e a descriverlo a gesti temevo l'arresto. Ma d'altronde chi potrebbe accettare di fare un soffritto per il ragù senza il sedano?!?
Ecco la lista della spesa:
Ni Hao!
Ho individuato tre modi principali di fare un blog.
Il primo è quello prettamente personale, dove le persone raccontano i fattacci loro, anche i più intimi, come una volta si faceva con il diario in stile "piccole donne". Questi blog hanno molto spesso un'aggiornamento quotidiano o anche più volte al giorno, che va da piccoli pensieri (tipo "oggi ho le mie cose") a ore di racconti su come "quella bastarda sta cercando di soffiarmi il tipo" (che di solito non la considera di pezza, lei non l'amica). Questo tipo di blog non ha come scopo ultimo quello dell'interazione, che è gradita quando è limitata a commenti di supporto e/o (soprattutto) commiserazione, del tipo: "lascia perdere, sono tutti uguali".
Il secondo genere è quello dei pensatori, diciamo dei provocatori. Sono quelli che amano lanciare la prima pietra. Sono blog dove, con cadenza giornaliera, in pochissime righe il proprietario scrive un commento su qualcosa di accaduto o che accadra, il più possibile (si spera) attinente al tema del blog. Scopo ultimo di questi è la generazione di partecipazione da parte dei lettori, quindi la sezione commenti punta a dimensioni esponenziali rispetto al contenuto vero e proprio.
Il terzo genere è quello che racconta cose e pensieri, molto spesso in composizioni corpose, che possono essere più o meno condivise. Di solito non vanno più di un tot fuori tema e lo scopo è quello di cercare un'interazione più intima con il lettore, senza per forza spingerlo alla convulsione del "commento obbligatorio". L'aggiornamento non è quasi mai quotidiano, ma i temi sono di solito trattati in profondità.
E' inutile dire che è in questo terzo "tipo" che identifico questo blog. Prima di tutto per la incostanza e la lunghezza dei miei interventi. In secondo luogo per il tipo di interazione che cerco con voi. I commenti sono certamente piacevoli. Le e-mail alla mia casella (che è indicata qui a sinistra, ricordo) sono apprezzatissimi. Lo sapete in molti, visto che ogni giorno ricevo delle e-mail che, nella maggiorparte dei casi, sono piacevoli spunti per far crescere la mente e, in molti, sono anche diventate occasioni per nuove amicizie.
Un esempio (e un ringraziamento) è la festa di Halloween a cui mi hanno gentilmente invitato Eli & Marco (il link al loro blog e alle loro foto lo trovate a sinistra) che da ottimi PR hanno riempito l'appartamento con vista su People Square di almeno 100 persone. Il fatto che l'appartamento non fosse il loro ma di Dani e Ale poco conta no? Grazie anche a loro quindi. Mi sono veramente divertito e poi, finalmente, ho scoperto che anche a Shanghai ci sono gli italiani. Mi rimane il dubbio che fossero tutti li sabato sera, una cinquantina in tutto, però... io la mia parte l'ho fatta, presentandomi oltre che con qualche litro di birra, con un bel salame cremonese da mezzo chilo, che ha per un po' trasformato la cucina nel posto più cool di tutta Shanghai. A proposito, grazie Eli & Marco per aver citato la cosa indicando solo l'inziale del mio nome italiano ;-)
Queste sono le piccole (grandi) cose che nascono da un blog e da un semplice messaggio o una e-mail. Allora, cosa aspettate? Per l'ennesima volta esorto chi magari si sia tirato indietro perché "magari disturbo" a non fare il pollo (che fra l'altro rischia l'influenza) e a scrivermi a: chen.long.sh@gmail.com.
Nel frattempo mi sto riambientando nella vita shanghainese, e magari ve ne racconto un po'...
S.P.Q.C. - Sono Pazzi Questi Cinesi!!!
Lunedì avevo un appuntamento di lavoro a HuZhou, ridente cittadina industriale a circa 150Km da Shanghai, che potremmo paragonare a una versione impoverita di Melfi, dove però le fabbriche aprono invece che chiudere.
L'unico mezzo per raggiungere Huzhou è la corriera, la ferrovia lì non arriva. Non perché le ferrovie cinesi non siano valide, anzi, sono forse la rete più estesa al mondo, ma semplicemente perché, come anche da noi, molte località non hanno la stazione ferroviaria.
La corriera per Huzhou non ha nulla da invidiare ai nostri mezzi turistici occidentali, anzi. Il pullman era un ottimo mezzo, decisamente nuovo, confortevole, con aria condizionata, tv e distributore dell'acqua fresca. Altro che le gite delle medie. A parte i VideoCD di karaoke che per tutto il viaggio hanno popolato la televisione e l'impianto di diffusione audio del mezzo, il viaggio presentava tutti i presupposti per essere confortevole.
Una sola cosa manca ai pullman cinesi rispetto ai nostri. Un autista con la testa sulle spalle!
Non ho mai approfondito il tema della guida cinese, lo farò in parte oggi. Sono dei pazzi criminali. In realtà mi chiedo come sia possibile che non si verifichino montagne di incidenti. Faccio qualche esempio.
Huzhou si trova a ovest di Shanghai, nell'entroterra. Il percorso per arrivarvi prevede una prima parte di Autostrada a due corsie più emergenza di circa 60km. Diciamo che è un'autostrada a 3 corsie, perché quella di emergenza viene regolarmente usata dai mezzi più veloci per la marcia in regolare sorpasso a destra di chi viaggia sulle corsie normali. Non è poi raro trovare dei cammion stracarichi che viaggiano sulla corsia di sorpasso a 50 all'ora, incuranti di lampeggiate e clacson.
Già, i clacson. Ormai ho capito che per avere la patente in Cina non devi andare a scuola guida, ma bensì al conservatorio. L'autista cinese, infatti, dedica il 70% del suo tempo a suonare il clacson. Ogni scusa è buona. Anche se sei in corsia di sorpasso, 3km di strada vuota davanti, se vedi un contadino che ara il campo ben lontano dal ciglio della strada, comunque suoni il clacson. Non si sa mai. Anche in questo momento, sono le 10 del mattino, sono in casa con le finenstre ben chiuse. Il palazzo è il terzo del cortile e la strada più vicina è a non meno di 200 metri con una buona quantità di edifici nel mezzo. Sento comunque un continuo e incessante concerto in mi be molle settima crescente e andante (dove, fate voi).
Ma i pazzi non sono loro, gli autisti. C'è di peggio.
Già perché dopo i primi 60 km di autostrada, i restanti 100 sono composti da una statale a due corsie per senso di marcia (con spartitraffico centrale) che secondo me la Salerno Reggio-Calabria dovrebbe un po' invidiare. Ma almeno sulla tanto contestata autostrada italiana non ci sono incroci a ogni metro e fabbriche su tutto il percorso. Cosa succede a questi incroci? Molto semplicemente, zelanti cinesini dal cervello fino (nel senso di piccolo) fanno cose tipo attraversare senza guardare conducendo mezzi di ogni genere, dal carretto tirato a mano, alla bicicletta a tre posti, dal motorino usato come cucina mobile al carretto, motorizzato adattando una motozzappa, caricato come un tir Iveco Turbostar da 480 cavalli.
Immaginatevi due ore (per fare 100km) di viaggio in modalità "burrasca vento forza 7" con il pullman che arriva a 80 all'ora e poi inchioda bruscamente con i piedi sul clacson per uno di questi scavezzacollo ambulanti, per poi ripartire, arrivare a 80 all'ora e rinchiodare... e via così per 100km.
Al ritorno, con il buio, il clacson è stato in parte sostituito dagli abbaglianti, costantemente accesi. Io se fossi uno che arriva in senso contrario, vorrei avere un bazooka a bordo per far saltare in aria tutti quei cretini che mi sparano gli abbaglianti in faccia, ovvero il 97% dei mezzi che circolano.
La spesa francese
Dopo ormai qualche mese di vita e sperimentazione a Shanghai, ho deciso. Si và a vedere il Carrefour.
Partiamo dal principio che il Carrefour in Italia non mi piace. Non mi piace proprio la sensazione che ti offre girando fra gli scaffali. Non è cool come la Esselunga e non è neanche massiccio come l'Iper Coop. Non è accattivante, insomma non trasmette un buon feeling. Ma è francese e quindi a Shanghai il sabato e la domenica fai la fila ore, anche solo per entrare. Tanto per non fare il pirla, ci sono andato di venerdì sera, ed era vuoto.
Non mi piace neanche il Carrefour di Shanghai. Certo, è grande. Certo, l'assortimento è vasto. A parte il fatto che è mediamente caro, anche per i prodotti prettamente cinesi, non mi ha trasmesso grandi entusiasmi.
Non mi fermerò qui e mi sono ripromesso la prossima settimana di visitare il Wall Mart. Già in partenza ho la sensazione che troverò qualcosa di molto diverso dagli originali americani, che sono catene del basso prezzo, quasi come i nostri hard discount tipo LD, Penny market ecc. Vi farò sapere.
E quella svedese
Ah! L'IKEA...
Ho fatto il calcolo. Sono 10 anni che arredo case esclusivamente IKEA. Dovrebbero darmi quasi il premio fedeltà. Le IKEA del nord Italia le ho girate tutte. Di alcune come quella di Carugate (alle porte di Milano, a 3 minuti dagli studi di Canale 5) conosco anche gli acari per nome. Ma ho comprato all'IKEA di Londra, a due passi dallo stadio di Wimbledon, e in quella di Parigi. Insomma, sono IKEA dipendente. Ho 5 tavolini LACK perché due li ho buttati, dato che era caduta sopra della cera dalle candele INDEVIT (il nome delle candele è inventato, non quello dei tavolini).
Ammiro la genialità del Sig. IKEA. So che non si chiama così, ma non ho voglia di cercare su google il nome vero. Però è un Signor IKEA, di questo sono certo, non si tratta di una conglomerata nata pubblica e diventata di proprietà delle banche ma di un vero genio del marketing applicato ai mobili.
Talmente genio che è riuscito a fare la cosa sognata da tutti gli imprenditori del mondo: metterlo in quel posto ai cinesi!!!
Perché dico questo? Ora ve lo spiego.
Dovete sapere che farsi l'arredamento da IKEA è quasi la cosa più figa che le nuove donne manager rampanti di Shanghai possano fare.
Le nostre ragazze vanno a letto sognando Omar, il nuovo tronista della De Filippi (il marito di Costanzo) che si sta allenando per partecipare alla prossima edizione dell'"isola dei pirla".
Le ragazze di Shanghai vanno a letto sognando OMAR, che è il nuovo divano a tre posti in tinte cangianti dell'IKEA!!!
Sono ammirato da come l'IKEA sia riuscita a mantenere la sua identità ovunque, anche in Cina.
Se siete capaci di raggiungere il ristorante svedese al secondo piano di una qualsiasi IKEA italiana, senza farvi fregare dal percorso a ostacoli in mezzo a orde di mobili e suppellettili, beh ci riuscirete anche a Shanghai. I magazzini IKEA sono proprio uguali ovunque. Anche nel menù. Infatti anche all'IKEA di Shanghai il piatto fortè sono le polpette svedesi con salsa ai funghi e annessa composta di mirtilli (che schifo). Unica differenza: da noi il contorno è di patate lesse, qui di patatine fritte.
Ma quello che il Signor IKEA, dicevo, ha avuto la genialità di fare, è di invertire i ruoli.
Perché in Europa quelli come me comprano tutto per la casa, dai mobili agli asciugamani, all'IKEA? Semplicemente perché è il posto più economico che c'é!
E come fa l'IKEA ad essere così economica? Certo, in parte sfrutta i concetti di self service, logistica ottimizzata dallo studio ossessivo degli imballi ecc. Ma la motivazione principale è il fatto che produce in Cina.
E quanto poco costano allora le cose IKEA in Cina, che non hanno neanche spese di logistica? Risposta scontata... oppure no... sono PIU' CARE!!!
Non sto scherzando e l'esempio ve lo faccio con il tavolino LACK, quello di cui ho la collezione completa.
Per chi non l'avesse presente è quel tavolino basso di (finto) legno colorato, quadrato di 60cm di lato. Avete presente? Bene, tenetelo a Mente.
All'IKEA di Carugate il tavolino LACK costa 9,95 Euro, che convertiti in Renminbi (la moneta cinese) corrispondono a 96RMB... All'IKEA di Shanghai il tavolino LACK costa esattamente 119RMB, ovvero il 24% in più!!!
Questo ha dell'incredibile. In questo paese 119RMB sono il salario di 2 giorni di lavoro per un operaio!
Questo significa che in Cina l'IKEA chiede per un tavolino l'equivalente di 2 giorni di salario, contro l'equivalente di 2 ore di salario per un operaio italiano che voglia comprare lo stesso tavolino a Milano.
Questo significa che nel paese dei "poveri" la stessa azienda che in tutta europa è diventata famosa perché mette a disposizione dei più poveri oggetti validi, qui è destinata esclusivamente agli straricchi!!!
Evviva il mercato globale.
Ma come gli è venuta agli svedesi questa idea fenomenale di essere i primi ad aver avuto la capacità di inchiappettare veramente i cinesi? Secondo me hanno letto i libri giusti.
E allora facciamolo anche noi, diamine!
Torna quindi, a furor di popolo, la recensione dei libri a tema.
Fare affari in Cina è una guerra
Se si vuole competere nelle trattative con i manager cinesi, è necessario e fondamentale entrare nella loro visione del business. Adottare le loro stesse strategie e i loro modelli vincenti può consentire di ottenere risultati sorprendenti.
La scuola di management cinese, però, viene da molto lontano, ha migliaia di anni. Se si vuole capire quali sono i fondamenti su cui si basa il modo di concepire il business da parte dei cinesi è necessario partire dalle sue origini, che non sono prettamente legate al mondo degli affari ma fanno più che altro parte dei concetti filosofici. Ecco perché capire la mentalià cinese è fondamentale.
Per fare questo credo che la cosa migliore sia partire dalla scoperta dei pensieri confuciani.
Confucio è il nome latinizzato a nostro uso e consumo del mastro Kong, nato nel 550 a.c. e conosciuto come l'artefice della via della saggezza cinese. Vi riporto un breve passo dei dialoghi di confucio (che come forma potremmo paragonare al nostro concetto di Vangelo, cioè il maestro che racconta a volte storie che necessitano di interpretazione, il tutto tramandato dai discepoli):
L'uomo nobile di animo tiene alla benevolenza, luomo mediocre agli agi; l'uomo nobile di animo tiene all'imparzialità, l'uomo mediocre al favore; l'uomo nobile di animo conosce il senso di giustizia, l'uomo mediocre solo il profitto.
Questo breve passo dei dialoghi confuciani ci fa capire di colpo la base da cui nasce l'approccio di trattativa cinese, per il quale non è importante che una delle due parti ottenga dei benefici, cioè vinca, ma è bensì fondamentale che entrambe abbiano convenienza dal risultato della contrattazione. Perché è l'uomo mediocre che punta esclusivamente al proprio profitto e un manager cinese che si inquadrasse in questo contesto potrebbe perdere la fiducia da parte dei suoi conoscenti.
Ecco perché il manager occidentale che viene qui per fare profitti a scapito della controparte cinese, farebbe meglio a stare a casa a fare l'uomo mediocre, che nel nostro paese è ammirato e riverito (fino a diventare Presidente del Consiglio).
Per andare alla scoperta del pensiero confuciano e aprire così la vostra mente di business man "china ready" potete partire da questo libro:
Confucio - Dialoghi
A cura di Tiziana Lippiello, Einaudi Editore nella collana I tascabili.
Puoi vedere questo libro e saperne di più facendo click qui: Confucio - dialoghi.
Il passo successivo, dopo aver appreso i fondamenti filosofici del pensiero cinese, è quello di imparare le strategie.
Già perché oltre ad applicare le filosofie antiche, qui si applicano anche i modelli strategici vecchi di migliaia di anni e nati per fare la guerra.
L'arte della guerra è il manuale di strategia militare nato dal maestro Sun Tzu e poi esteso dal maestro Sun Pin.
I 36 stratagemmi rappresentano invece le tecniche di base per la conduzione delle battaglie, suddivise in strategie per l'attacco, la difesa, il contrattacco ecc. Sono 6 differenti strategie per ognuna delle 6 tipologie di conduzione della guerra che sono state precedentemente teorizzate dal maestro Sun Tzu.
Entrambi questi libri risalgono ai secoli antecedenti la nascita di Cristo e per molto tempo sono stati vietati al popolo essendo, contemporaneamente, obbligatori nel percorso di studi militare e di conoscenza fondamentale per i generali degli eserciti cinesi.
Oggi le analisi proprie dell'arte della guerra e gli stratagemmi da adottare sui campi di battaglia, sono diventati la materia di studio dei manager cinesi, che prendono spunto dai consigli ai militari per espugnare la fortezza nemica, in questo caso il consiglio di amministrazione dell'azienda partner occidentale.
Se vogliamo competere in questo campo, non possiamo fare altro che apprendere le stesse tecniche di combattimento, partendo da questi due volumi:
L'arte della guerra - Sun Tzu e Sun Pin
Edizione completa adattata da Ralph D. Sawyer e pubblicata da Neri Pozza Editore nella collana Biblioteca
Puoi vedere questo libro e saperne di più facendo click qui: L'arte della guerra.
I 36 stratagemmi - A cura di Gianluca Magi
Edizione particolarmente curata dallo studioso italiano con la prefazione di Franco Battiato, edita da Il Punto d'Incontro.
Puoi vedere questo libro e saperne di più facendo click qui: I 36 stratagemmi.
Come avrete notato, ho aggiunto una funzionalità ai miei consigli editoriali, che è il collegamento diretto a Internet Book Shop Italia, da dove si possono raccogliere le informazioni, leggere le recensioni dei lettori ed eventualmente anche comprare direttamente i libri. Spero che questo vi faccia piacere e approfitterei per darvi i riferimenti anche dei libri che ho consigliato in precedenza:
Federico Rampini - Il secolo cinese
Questo è quanto per oggi.
Domani è il mio compleanno. Ho in serbo una piccola chicca, quindi tornate a trovarmi. Se siete a Shanghai, invece, fatemi un fischio che vi do le coordinate per la mia festa di compleanno che sarà venerdì sera al Mural Bar.
Zaijian,
Chen Long
Ciao!
Sono un po' sconcertato.
Questi i fatti: dopo un giorno di acclimatamento, ovvero di gran mangiate di cibo italiano con forchetta e coltello, mi sono buttato a capofitto sul lavoro e sono iniziati gli appuntamenti in giro per l'Italia.
Ieri avevo un appuntameno a Milano, nel pomeriggio, e quindi mi sono messo in macchina e avviato. Per fortuna ho la buona abitudine di ascoltare Iso Radio, oppure altre stazioni che danno frequenti informazioni sul traffico come Radio 24. Scoperto che tutta la zona nord ovest di Milano era bloccata con code kilometriche per l'ennesimo incidente fra TIR (provenivo dalla direzione Torino), dopo aver già gioito dei cantieri per l'alta velocità ferroviaria ho deciso di evitare il casino e di uscire con buon anticipo a Boffalora. 30 km di statali mi spaventano meno di soli 300 metri di code in autostrada, che odio! Oggi vado a Prato e Firenze, figuratevi cosa mi aspetta :-(
Nel dopo pranzo, quindi, ho attraversato tanti bei paeselli della zona ovest di Milano, per poi entrare in città da via Gallarate (per chi è pratico) e fare il mio percorso preferito fino a Repubblica, dove avevo il mio appuntamento. Per chi non fosse della città, è il quartiere davanti alla stazione ferroviaria.
Non avevo fretta, quindi hopotuto dedicarmi contemporaneamente a guidare e guardare. Il paesaggio di Milano e dintorni lo conosco fin troppo bene, dopo anni di vita in quella città, quindi mi sono dedicato ovviamente a guardare la gente.
Che dire. Non ero più abituato a vedere così poca gente in giro. Ci pensate? Nel viale che corre in direzione della stazione centrale, denso di uffici, dove si concentrano i palazzi più alti di Milano (tre palazzoni fra i 25 e i 27 piani più i 30 del Pirellone, unico grattacielo italiano, se così si può chiamare) le persone che passavano a gruppi di massimo 3 potevano essere, diciamo, 10 al minuto.
Stiamo parlando del centro di Milano, per di più durante la settimana della moda. A Shanghai, in una zona simile e nello stesso lasso di tempo, la media è probabilmente di 500 persone al minuto! Ed erano le 14:30, business time.
A parte questo particolare, la cosa che più mi ha sconcertato nel mio girovagare per un'ora alle porte di Milano e poi in città, è la visione della gente.
Si può dire una sola cosa:
Siamo tremendamente grassi!!!
Si. Non vogliatemene male ma purtroppo è così. Se devo fare una media di quello che ho osservato posso dire che le percentuali potrebbero essere:
- 20% in forma
- 40% fuori forma (soprattutto fianchi e cosce per le donne e pancia per gli uomini)
- 40% decisamente grassi
Terribile!
Sono parametri che fino a dieci anni fa potevamo attribuire all'America, rovinata dai fast food e dallo stress.
Poi ho incontrato la donna cinese con cui avevo appuntamento. Lo devo dire? Si, lo dico. Nonostante abbia ormai trascorso in Italia un quarto della sua vita, è decisamente in forma.
Non o potuto fare a meno di ripensare a quanto vi ho scritto l'8 agosto nel post intitolato: I cinesi sono magri, di cui a questo punto vi consiglierei una rilettura (anche perché non ho voglia di ripetermi troppo).
E poi mi è ancora tornato in mente Bruno Vespa (mi fa proprio male essere tornato in Italia!) che la sera prima ci aveva ammagliati con la sua puntata su: Carne o Pasta?
Carne o pasta un piffero!!!
Ormai non ho dubbi. Riso, tofu, olio di semi di girasole e soia.
Altro che dieta a zona (che posso testimoniare in prima persona, se seguita correttamente e accompagnata da del sano movimento, funziona da matti) cominciamo a pensare alla dieta cinese se vogliamo raggiungere queste medie:
- 30% decisamente in forma
- 40% in forma
- 20% fuori forma
- 10% grassi
A presto,
Chen Long
| lutto lutto |
| lutto lutto |
Ni hao!
Non molto tempo fa, a gennaio, una domenica mattina guidavo sereno fra le strade di New Orleans. Guidavo, insomma, mi facevo trascinare dal traffico. Ma più che sereno ero affascinato.
A differenza di molte altre "leggende metropolitane" (fra cui le tante su Shanghai che mi diverto a sbugiardare) quello che si dice di New Orleans è (era) vero. Nulla di più facile che vedere per la strada anziani di colore, col vestito della festa, che cantano e ballano a ritmo di swing.
Colori. Ecco cosa contraddistingue(va) quella città, i colori.
Colori che, a giudicare da quanto si vede nelle foto pubblicate dai vari giornali online, sono stati tutti sopraffatti da uno solo, quello della melma. E' un peccato.
So che tutto questo non centra nulla con la Cina e con Shanghai, ma avevo voglia di esprimere il mio dispiacere per quei colori andati (speriamo non irrimediabilmente) perduti.
Insomma, è un mese che sono a Shanghai!!!
Gia, a questo si riferiva il titolo di oggi. Che si fa? Tiriamo qualche somma?
Dicamolo subito, se qualcuno mi ponesse che so, la domanda: "dopo un mese a Shanghai, cosa ne pensi?" potrei rispondere con una sola frase:
Scusa ma che ci fai ancora lì dove sei??? Cosa aspetti a venire qui?!?!?!
Quando si tirano le somme, è spesso d'uso farlo con i numeri. Ecco allora un po' dei miei (così avrete motivo per dire che do i numeri):
0 le cose che potrebbero farmi venire voglia di tornare in Italia (a parte la romagna)
1 i mesi che ho passato a Shanghai
2 gli anni che ci vorrebbero per imparare decentemente la lingua cinese
3 il massimo di ore di lezione di cinese che si riescono a sopportare prima di collassare
4 i giorni di pioggia che abbiamo avuto in agosto, contro i 19 di media che segnalano le guide turistiche italiane
5 gli italiani che ho trovato a Shanghai in un mese, di cui 4 nella mia scuola (una volta eravamo ovunque)
6 le ore di differenza di fuso orario fra la Cina e l'Italia
7 il numero che contraddistingue il mio bar preferito qui, il People 7
8 il numero fortunato secondo la tradizione cinese
9 le ore di viaggio minime per raggiungere Shanghai dall'Italia
10 il voto che merita chi ha progettato e gestisce la metropolitana di Shanghai, perfetta
12 i giorni di ferie che matura un cinese in un anno di lavoro
15 gli anni che sono passati dalla costruzione del primo grattacielo alla attuale skyline di Shanghai
30 RMB (3 Euro) il costo di una maglietta Diesel tarocca al mercato dei falsi, cotone 100% e ottima fattura
59 le stazioni della metropolitana, suddivise su 3 linee
100 circa le parole cinesi che sono in grado di riconoscere senza problemi
130 le ore di lezione di cinese che ho seguito fino a questo momento
207 il numero che identifica, sul menù del ristorante, la zuppa di noodle e ravioli di gamberetti, il mio piatto preferito per pranzo
408 il numero dell'appartamento dove abito
628 il numero civico del palazzo dove abito
1.000 le volte che si rischia di essere investiti dai motorini sui marciapiedi, se si cammina per 8 ore a Shanghai
2.000 le nuove offerte di lavoro pubblicate ogni giorno nell'area di Shanghai
5.000 RMB (500 Euro) lo stipendio medio di un impiegato di banca
10.000 gli Euro che sono necessari per vivere un intero anno a Shanghai da benestanti, senza farsi mancare nulla
40.000 abitanti per km quadrato, la densità di popolazione della parte centrale di Shanghai
100.000 i palazzi che a Shanghai superano i 100 metri di altezza, quanto il Pirellone, unico grattacielo italiano
19.000.000 i cinesi che si stima abitino nell'area metropolitana di Shanghai, quanti gli abitanti di Piemonte, Lombardia e Veneto
E questi sono solo un po'... i prossimi alla fine del secondo mese, ok?
Vado a prepararmi, è venerdì e quindi questa sera si va al Mural.
Zaijian,
Chen Long
Ni hao!
Si lo so, mi davate per disperso... ho ricevuto e-mail da "chi l'ha visto"... messaggi su MSN di gente che voleva almeno la scatola nera per analizzare gli ultimi istanti... ma dove cavolo ero finito???
Andiamo per ordine... intanto la tentazione è quella di scrivere del più e del meno per un'oretta, così intanto vi fate un po' di torbide elucubrazioni sul titolo... eh eh eh
Pensavate non vi avessi beccato? Subito a volerne sapere di più sugli esercizi con la lingua eh? Dovrete aspettare, perché prima credo ci sia qualche spiegazione da dare...
Avevo fatto una promessa, e non l'ho mantenuta. Lo so!
Il fatto è che ho una valanga di cose per la testa.
Passo un sacco di tempo a pensare alle cose da scrivervi, e ne ho una marea, ma poi quando mi metto davanti al pc, e come se mi venisse un vuoto di memoria. Perbacco dovrei portarmi il computer in metropolitana!
Ma il motivo è anche (soprattutto) un'altro... Ha più o meno a che fare con il lavoro... Già perché, come sapete, sono qui per imparare il cinese con lo scopo ultimo di lavorare (e quindi di non morire di fame). All'inizio avevo pensato di lanciare una sottoscrizione fra voi lettori per raccogliere fondi che mi permettessero di vivere qui facendo il fannullone, in cambio dei miei scritti, ma poi ho pensato che forse siete un po' pochetti.
Allora succede che, guardandomi intorno, o scoperto che c'è del possibile business da fare, qui a Shanghai. Non vi posso dire di cosa si tratta, ovviamente. Ma casualmente ho degli amici in Italia che si occupano del settore in questione, esportando in vari paesi esteri. E così ho fatto due più due (potenziale mercato più potenziale mercante) e mi sono dedicato parecchio all'analisi e alla stesura di un business plan.
A grandi linee sapete che è più o meno il mio mestiere, anche se non vi ho mai raccontato molto.
Fatto sta che nell'ultima settimana ho dedicato molto tempo (anche gran parte di quello che avrei dovuto dedicare allo studio del cinese) per fare analisi di mercato, parlare con la gente, capire per bene le cose, e trasformare il tutto in un ipotetico piano d'azione.
Va da se che se gli amici italiani dovessero decidere di infilarsi in questo business, o meglio di fare qui quello che fanno già da altre parti, allora avrei risolto il mio problema di trovare un lavoro ;-)
Ecco perché vi ho trascurato un po' (romagnoli a parte) in questi giorni... posso sperare di essere perdonato?
E poi c'è questo cavolo di cinese!!!
No, non quello del piano di sopra che sciabatta... anzi, al piano di sopra ho scoperto abitano delle ragazze che ieri per poco in ascensore mi violentavano... sono scappato in tempo, per fortuna sono solo al 4 piano di 26... per fortuna? ok, lasciamo perdere... ma la cosa ha ovviamente influito positivamente sul mio piccolo ego :-)
Si perché qui il problema si fa serio, l'insegnante dice che dobbiamo fare:
Esercizi con la lingua!
Non voglio neanche sapere quali immonde porcate avete immaginato. Si sta semplicemente parlando di esercitarsi il più possibile a parlare la lingua cinese.
Sembra facile, qui ci sono un miliardo emmezzo di cinesi, ma in realtà non è così come sembra.
In casa non vedo mai nessuno. Arrivano tardi, vanno a dormire e la mattina a lavorare.
Il pazzo americano è meglio lasciarlo perdere, come minimo con lui mi gioco pure quel poco che imparo a scuola.
E poi diciamocelo, dev'essere frustrante parlare con uno che sta imparando la tua lingua.
A meno che tu non abbia una laurea in psicologia, una spiccata attitudine al volontariato, una vocazione per l'assistenza sociale e zero amici, dopo due minuti di dialogo con uno come me ti viene l'istinto omicida!
Per farvi capire cosa intendo, ho pensato di riproporvi la cosa al contrario.
Immaginate di avere un nuovo amico cinese, al quale avete deciso (bontà vostra) di insegnare un po' di italiano.
Prima di tutto, auguri!
Ora, proviamo ad immaginare il dialogo, che per avere un senso dovreste leggere a voce alta, a rischio di passare per deficienti:
Voi: allora, per salutare devi dire "buongiorno"
Cinese: puonzolno
Voi: no, non puonzolno... buongiorno
Cinese: puonciolno
Voi: no, buon..gior..no
Cinese: buonciolno
Voi: ci sei quasi... non è buonciolno ma buongioRRRno!
Cinese: buonciolllno
Voi: no buongioRRRRRno!
Cinese: puongioLLLno?
Voi: no, non L... R...
Cinese: L
Voi: R
Cinese: LL
Voi: RRR
Cinese: LLLLL
Voi: RRRRRRRR
Cinese: LLLLLLLLL
Voi: RRRRRRRR prova a fare RRRRRRRRRRRRR
Cinese: LRLRLRLRLRLRLRLRLR
Voi: ci sei quasi!!! RRRRRRRRRRR
Cinese: LRLRLRLRLRLRLRLRLRL
Voi: prova adesso... BUONGIORNO...
Cinese: BUONGIOLNO
Voi: nooooo RRRRRRRRR
Cinese: LLLLLLLLLL
Voi: RRRRRRRRRRR BUONGIORRRRRNO
Cinese: LRLRLRLRLRLR BUONGIOLLLNO
Voi: senti, per salutare devi dire CIAO!
Cinese: ciao?
Voi: PERFETTO!!!! CIAO!
Ecco, questo è più o meno quello che potete immaginare possa essere per un cinese cercare di comunicare con uno straniero che sta imparando la lingua... capite perché è difficile fare esercizi?
Dicono che la cosa migliore è andare al parco e cercare gli anziani, che hanno tanto tempo e gli fa piacere rendersi utili.
Bene, oggi l'ho fatto.
Sono andato nel parco più grande della città (fra l'altro bellissimo). Peccato che gli anziani non ci fossero! Dopo due ore a girovagare, con la tentazione di mettermi a giocare a mini golf o di noleggiare una barchetta per fare un giro sul laghetto, me ne sono tornato a casa, con il mio bel sacco pieno di pive.
Però un po' di esericizio l'ho fatto... ho pronuciato la seguente frase: "uo ia i ghe ch là" che vuol dire "vorrei una coca"... ho preso la mia bottiglietta (di Pepsi purtroppo), pagato, ringraziato e me ne sono andato.
Anche questo è un esercizio con la lingua, no?
Un'ultima cosa prima di lasciarvi... vorrei mandare un saluto a Virginia (il suo blog lo trovate nei link a sinistra col titolo "innamorata di Shanghai") che ha suo malgrado dovuto lasciare questa città nel week end... ci conosciamo poco ma nutriamo la stessa passione per questo posto magnifico, quindi non posso che augurarle "torna presto a casa!!!".
Zaijian,
Chen Long
Ni hao!
Lo so, devo scrivere più spesso... ma se tanto siete tutti in vacanza, cosa scrivo a fare?!?!
Ok, questa settimana tornate in tanti al lavoro e quindi avete bisogno di cose che vi facciano passare il tempo. Prometto che ve ne darò occasione tutti i giorni.
Ma veniamo al titolo di oggi.
Non voglio parlare della mia amata Ferrari, anche se dopo il gran premio appena finito, sarebbe in tema perfetto con l'andare piano. E non voglio neanche commentare Fernando Alonso, che non si capisce veramente come faccia ad entrare in una macchina così piccola con un fondo della schiena di quelle dimensioni. Se dovesse vincere il mondiale per due punti, saranno quelli che gli sono capottati in testa oggi all'ultimo giro.
Ma dove lo trova tutto quel c**0?!?
Io un'idea me la sono fatta. Secondo me è Flavione (Briatore) che ne ha preso un po' da tutte le modelle che ha trombato e ha trapiantato il tutto nello spagnoletto (che non è il maschio dell'arachide). D'altronde si vede anche dove lo ha messo, per poter stare nello stretto sedile, ha dovuto una parte infilarla sotto le sopraciglia, ecco perché sono così grosse!!!
Oggi, per la prima volta da quando sono arrivato a Shanghai, ho provato veramente disgusto!
No, non per il gran premio, che è stato pure bello e spettacolare.
Ci sono cose che mi piacciono di più, della Cina, altre che mi piacciono di meno. E' ovvio che sia così. Ma oggi ne ho trovata una che proprio non accetto, non condivido e critico.
Andiamo per ordine. Sono andato a comprare un po' di cose al supermercato, e ne ho approfittato per fare un po' di raccolta di dati su un argomento che potrebbe rappresentare in futuro un lavoro, ma non ve ne parlo ora.
Giravo per il centro commerciale, insieme ad almeno la metà dei 20 milioni di abitanti di Shanghai, a quanti erano, quando mi sono imbattuto in qualcosa di inaspettato.
Per la precisione, stavo curiosando il bancone del pesce dove, oltre al pesce fresco e quello surgelato, qui vi è anche una buona scelta di pesce ultra fresco, nel senso che è vivo.
Nulla di male in tutto questo. Da noi al mercato, per esempio, le anguille sono quasi sempre vive. Qui ci sono dei grandi acquari con vari tipi di pesce. Carpe, pesci che assomigliano a dentici ma di acqua dolce, pesci di colore rosso che spero non mi siano mai stati dati da mangiare fino ad ora. In realtà qui il pesce non lo sto mangiando, anche quando lo trovo in tavola. Non per altro ma perché non mi piace come lo cucinano. In pratica lo tagliano a strisce e lo friggono. Quindi è pieno di lische, che io odio. Solo per questo.
Guardo per bene nelle palle degli occhi tutti questi bei pescetti e intanto giro intorno al bancone degli acquari, fino a imbattermi nel disgusto più totale.
Si, perché alla modica cifra di 13 Euro, ho trovato in vendita nella sezione "vivo", degli animali che mai avrei immaginato qualcuno potesse essere così pazzo da cucinare e mangiare.
Tartarughe!
Non sto scherzando, giuro. Tartarughe vive, della lunghezza (guscio) di una ventina di centimetri o poco più, vendute direttamente con scatoletta completa di maniglia per il trasporto. Costo cadauna 120 RMB, ovvero poco più di 13 Euro.
Questo veramente no, mi fa schifo e lo voglio dire. Capisco le differenze di cultura. Capisco tutto. Ma le tartarughe proprio no.
Sono talmente disgustato che non ho voglia di aggiungere altro.
Speriamo solo che per il prossimo 16 ottobre, giorno in cui si correrà il gran premio di Formula 1 qui a Shanghai, la mia amata Ferrari abbia ritrovato un po' di competitività.
Non vorrei mai che così lenta, la friggessero in padella!!!
Zaijian,
Chen Long
Ni hao!
Ve lo avevo promesso, ed eccomi di nuovo qui... per la serie oggi non ho proprio niente da fare, starete pensando... ma come? io mi dedico a raccontarvi un sacco di cose intelligenti (ops) e voi mi prendete in giro?
Oggi mi sono dedicato allo studio... insomma... sapete com'è studiare no?
Si comincia... poi la scrivania è scomoda e ci si appoggia sul letto... poi si sprofonda sempre di più... e quando si arriva a pensare "ok tolgo un secondo gli occhiali per riposare gli occhi e ripasso a mente" state già dormendo da un pezzo.
Dopo un paio d'ore di studio profondo, sono rinsavito e ho deciso di andare a studiare fuori, così almeno non correvo il rischio di addormentarmi.
Oggi era una di quelle giornate da dedicare al turismo d'alta quota. Non parlo di andare in montagna, ma di salire in cima a un grattacielo per guardare la città. La visibilità era molto buona, complice la bassissima percentuale di umidità, che non credo superasse l'80%, valore che qui ha del miracoloso.
Io non mi dedico a queste attività turistiche, non mi piace molto, ma vi mostro qual'è un ottimo punto di osservazione. La Jinmao tower, con i suoi 88 piani, è l'edificio più alto di tutta la Cina:


Ni hao!
Ne ho ricevute di lamentele, eccome se ne ho ricevute... lo so, sono due giorni che non scrivo :-(
Lasciate che vi spieghi, è tutta colpa del cinese.
No, non sto parlando dell'inquilino cinese dell'appartamento del piano di sopra, che sciabatta e non mi fa dormire, sto parlando della lingua cinese.
Anche perché ultimamente dormo, mi sono liberato del bastardo!!! Ricordate? Il bastardo è il gatto. No, non l'abbiamo cucinato come pietanza principale del pranzo domenicale, tranquilli. Semplicemente ho finalmente cambiato stanza. Ora ho una camera tutta mia, senza gatto, senza americano, con il condizionatore che regolo come voglio e pure il tavolino per il computer (che ho costruito togliendo un ripiano dall'armadio).
Ma torniamo al maledetto cinese (non quello del piano di sopra).
Sono qui per studiare il cinese no? O meglio, sono qui per imparare il cinese!
Il problema è che il cinese è una lingua stramaledettamente difficile. Lasciate che vi descriva le caratteristiche principali:
- nel cinese non c'è un alfabeto, ovvero non c'è un elenco di 26 caratteri che hanno un loro suono e che poi, combinati fra loro, producono le parole. Qui si parla di sillabe che sono composte da una parte iniziale e una parte finale. Ad esempio, b, f, x, zh sono delle iniziali. Ce ne sono 23 di iniziali. Mentre a, o, en, iang, sono per esempio finali. Ce ne sono 37. La combinazione di iniziali e finali costituisce le sillabe. Le differenti sillabe che compongono l'alfabeto cinese sono 408!!!
- Come se non bastasse, ci sono le tonalità. Si, perché ogni singola sillaba può essere pronunciata con 4 differenti tonalità e, in alcuni casi, anche con tono neutro che fa 5! Questo significa che le sillabe base diventano oltre 1.600, se si aggiungono le tonalità. Vuol dire che la stessa sillaba "ma" pronunciata con tono differente corrisponde a 5 diversi significati ben distinti, fra cui mamma, lino, cavallo ecc.
- Allo stesso modo, sempre in riguardo ai suoni, per esempio z, c ed s sono al nostro orecchio (vista la nostra abitudine a pronunciarle ben diversamente una dall'altra) incomprensibili, perché qui hanno un suono praticamente identico. E quindi immaginate la difficoltà di pronunciare una c con un suono simile alla z ma che deve distinguersi dalla z pur essendo praticamente identico.
-Per non parlare, ad esempio, di an e ang. Sono due suoni identici, solo che il secondo è aspirato. Il problema è che noi piemontesi abbiamo il vizziaccio, quando parliamo una lingua straniera, di aspirare qualsiasi parola. Non so perché, ma lo facciamo. E quindi tre quarti dei suoni che emettiamo sono aspirati, senza che ce ne accorgiamo.
- Ogni singola parola, è composta da 1, 2 o 3 sillabe combinate fra di loro.
- A questo potremmo aggiungere le eccezzioni, come quella che se due parole consecutive hanno la stessa tonalità, la prima delle due cambia tonalità.
- Ogni parola è poi rappresentata da uno o più simboli, i cosiddetti ideogrammi. Ed ognuno di essi è composto da due parti.
E tutto questo è solo (in parte) la teoria!
Si perché la pratica è che la via dove abito io, ad esempio, che è una via abbastanza importante, si chiama ZhangYang Lu. Bene, la prima parte si dovrebbe pronunciare una specie di "cian" con il finale aspirato e la ci che sembra una zeta. La seconda parte è un "ian" a finale aspirato. Il tutto con i toni che è troppo complicato spiegare.
Sta di fatto che ogni volta che salgo sul taxi, provo 4 o 5 volte a dire il nome della via al tassista. Dopo di che tiro fuori il mio bel bigliettino con l'indirizzo e lui, dopo averlo letto, mi risponde "aaahhh!!! cianian lu!!!" con (secondo me) lo stesso identico accento e tono usato da me. E io che avevo detto?!?!
Inutile dire che non esiste un singolo tassista a Shanghai (su oltre 50.000) che parli una parola di inglese. E a me viene da pensare ad 'A' (ricordate? non abbiamo ecc..) che è convinto che per fare affari qui basti l'inglese. Seeh, voglio vederti ad arrivarci agli affari, con questi taxi!!!
Tornando a noi, capite perché sto impazzendo? Sono giorni difficili perché c'è da fare il salto dai semplici saluti a una maggiore comprensione, per poi poter sviluppare l'uso della lingua. E questo mi assorbe tempo ed energie.
Se poi aggiungiamo che in classe c'ho gli animali che fanno casino... Vi ho già parlato dei miei due amici e compari di merende, anzi, avevo promesso che venerdì sera al Mural li avrei catturati sull'ubriaco andante e fotografati per voi. Ogni promessa è debito e quindi eccoli qui:

Ni hao!
Buona sera care amiche e cari amici del Bel Paese (sempre quello dei formaggini).
Buona sera perché qui a Shanghai sono ormai le 21 e si, come sempre, ho già mangiato da un pezzo (a proposito, oggi parleremo anche di mangiare).
Lo so che non scrivo da due giorni e che sentivate la mia mancanza. Mi scuso ma ieri non sono proprio riuscito a trovare il tempo. Sono in un periodo di lezioni molto difficile. Dopo la prima settimana di insegnanti che parlavano inglese, da questa settimana si è passati al cinese puro, comprese le spiegazioni. Un delirio! Se poi aggiungiamo che ieri era mercoledì, quindi uno dei due giorni di uscite in gruppo (insieme al venerdì) ne risulta che tornato da scuola ho avuto tempo di cenare (sempre più presto, fra un po' farò merenda), docciarmi e uscire.
Oggi però non mi stacco dal computer e oltre ad avere tempo ho anche voglia di scrivere quindi, mettetevi comodi perché sarà lunga.
Ho deciso di parlarvi un po' di cose easy, che ho raccolto in un titolo esemplificativo: Enjoy Shanghai, ovvero posti dove mangiare, da vedere ecc.
Partiamo dal cibo
Questa sera, mentre divoravo la quinta scodella di noodles, mi sono di colpo reso conto che la dimistichezza con i bastoncini è ormai totale. Sapete tutti che qui in cina non si usano le posate, e ne ho già anche parlato. Io non sono arrivato qui a zero, sull'argomento. Sono anni che uso i bastoncini ai ristoranti cinesi e giapponesi e avevo una buona pratica, anche se non accompagnata a una tecnica impeccabile.
Quello che mi ha fatto notare il "passaggio di grado" è il fatto che ho sempre dovuto usare due mani per posizionare i bastoncini in modo da riuscire a usarli per "pizzicare" il cibo. Il cibo non si infilza, mai! Ricordatelo. Porta una sfiga tremenda, è una cosa che si fa solo ai funerali. Allora, dicevo, la mia tecnica consisteva nell'usare la mano sinistra per posizionare adeguatamente i bastoncini fra le dita della destra.
Tutto questo ora non mi serve più, prendo su i bastoncini con la destra e li uso. Questo specialmente con quelli di casa, che sono più lunghi e affusolati di quelli usa e getta da ristorante. Insomma, accorgermi di questa cosa mi ha reso felice e volevo dirvelo. Bastano una decina di giorni, quindi, per passare da un imbarazzante e goffo tentativo di mangiare con le bacchette, a una discreta padronanza del mezzo.
Ma non è con questo che voglio tediarvi.
Ho scoperto, grazie ai messaggi che ricevo, che parte dei lettori di cotante nefandezze è composta da persone che sono in procinto di venire qui a Shanghai (il che non mi stupisce). Allora vai con i consigli per gli acquisti, ma non quelli da guida turistica. A proposito di guide, quella di Time Out è certamente la migliore, così come sono eccezzionali le guide Time Out di ogni città, provatele (signor tecniche nuove, editore delle guide time out, la prego di contattarmi per il pagamento di questo spot).
Siamo in Cina, giusto? E per la precisione a Shanghai, esatto? Bene allora in tema di cibo e ristoranti, non posso che parlarvi di:
CHURRASCHERIA
Come di churrascheria? Sono scemo dite? Voi venite in Cina e io vi mando alla churrascheria??? Ma va là che siete tutti uguali voi italiani, dopo due giorni che siete fuori di casa cominciate a cercare pizza e spaghetti!!! :-D (a proposito di "ma va là" questa settimana a scuola è arrivato Ivan, un bolognese verace, e finalmente di può parlare un po' in dialetto, sochmel! lo so che sono piemontese e che il mio dialetto sarebbe un'altro, ma che ci volete fare, l'emilia e, soprattutto, la romagna...)
Sento delle altre vocine che invece dicono: che caspita è una churrascheria?!?! Uff! Ma vi devo sempre dire tutto!!! Le churrascherie sono i ristoranti tipici sud americani dove, per un prezzo fisso, camerieri con enormi spiedi e coltelloni in mano girano fra i tavoli a servire carni alla brace di diverso tipo (salsicce, filetti, arrosti ecc) tagliati direttamente nel piatto dallo spiedo e, soprattutto, a volontà. Mangi quanto vuoi (o quanto riesci).
Dopo quasi due settimane di cucina cinese, che come sapete adoro, non dispiace fare una mangiata di carne alla brace, che adoro decisamente di più (chiede alla mamma che ogni volta che sono a casa si becca la grigliata).
Churrascheria, dicevamo. A Milano ad esempio sono molto conosciute il Picanas e il Rios, famoso come Porcao prima che cambiasse gestione e nome. Sono posti in cui si mangia bene ma il prezzo, beh, non è certo da tutti i giorni. Fra i 70 e i 90 Euro, escluse le bevande, per il giro di carne a volontà e il buffet di antipasti e contorni.
Questo a Milano, ovviamente, perché qui è un'altro paio di maniche.
Per voi che state per arrivare, ve ne consiglio una che davvero vale la pena. Si chiama Brasil e si trova sulla Huaihai Road, proprio di fronte alla Shanghai Library. Fermata della metropolitana più vicina Hengshan Road, pulman 911 e 926.
Perché parlo di questo posto? Diciamocelo, una mangiata colossale che costa, incluso soft drink (es. coca), 55 RMB ovvero 6 Euro, non si può non consigliarla! Non credete?
Si si, avete letto bene. In Italia 90 Euro... a Shanghai 6!!!
I miei amici tedeschi, che non rinunciano a bere birra, ovviamente non bevono soft drink e quindi arrivano a spendere anche 8 Euro.
Nei prossimi giorni vi darò qualche altra segnalazione. Ma ora cambiamo argomento e parliamo di night life.
Nuovi locali visitati
Vi ho già parlato del Mural Bar, che è ormai stato eletto a locale ufficiale del venerdì e quindi vi torneremo anche domani. Del resto quando hai da bere incluso per tutta la sera con 11 Euro, e in più la musica e la gente sono belle...
Ma ho visitato altri locali (e chi lì in Italia dice che me la sto spassando, sappia che è solo dovere di cronaca, lo faccio per voi).
Il primo che vi consiglio assolutamente è il PEOPLE7. Locale molto esclusivo, un enorme loft in stile newyorkese decisamente hi-tech, frequentato da occidentali e cinesi vip. Un posto veramente di classe. Si trova all'805 di Julu Road. Per entrare dovete infilare la mano in una delle fessure nel muro, la parete si aprira. Quale fessura usare, sta a voi scoprirlo. Qui sotto invece trovate una foto del bar.
