Pensavate di sapere cose vere sulla Cina? Provate a verificare giorno per giorno quanto lo siano.
Questo è il racconto della vita in Cina , nella città di Shanghai, di un Italiano che ha voluto
vederci chiaro e vi svela le sue scoperte, senza peli sulla lingua, o quasi.

Eccomi

Blogger: shanghai

Sono un italiano trasferitosi in Cina.

La mia avventura "blogghistica" è iniziata a poche ore dal mio arrivo in Cina, nell'estate del 2005.

Il blog in questione, "Shanghai è in Cina" non è più stato aggiornato, anche in funzione del fatto che non vivo più a Shanghai... lo stesso è però ancora frequentatissimo e fra i primi risultati nei motori di ricerca.

Se proprio non puoi fare a meno di leggere quanto ho scritto nei miei primi sei mesi di vita cinese, puoi scaricare la versione PDF delle prime 100 pagine del blog:

BLOG SHANGHAI VOLUME 1

Sulla scia della prima avventura da scribacchino (in realtà non è la prima, ho alle spalle un libro e parecchi articoli pubblicati) dopo mesi di meditazione è nato il nuovo blog:

La Mia Cina!

Che fin dal titolo vuole riflettere quello che per me sta diventando questo Paese.

Ecco allora che si riparte, a dire la mia, spesso controcorrente, qualche volta frutto di visioni prettamente "personali" ma, pur sempre, caratterizzati dal fatto di essere qui.

Mi rendo conto, infatti, che sempre più spesso c'è chi parla della Cina ma, se messo alla prova, non sa neanche indicarla sulla carta geografica.

Spero di condividere con molti la... "MIA" Cina!

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domenica, 16 ottobre 2005
Sfiga cinese

Ciao!

Da Shanghai vi ho abituato a leggermi la domenica, dopo il gran premio. Non sono da quelle parti oggi, anche perché altrimenti sarei stato certamente al circuito per seguire la gara dal vivo.


Erano però in Cina la Formula 1 e la mia amata Ferrari. Mamma mia che magone! Meno male che fra pochi giorni sarò di nuovo a Shanghai e potrò scrivervi iniziando con Ni Hao!


Ma non è di Ferrari che vi voglio parlare oggi, lo farò la prossima settimana al ritorno dal week end “rosso” che trascorreremo al Mugello per l'annuale festa organizzata dalla casa di Maranello.


Ne approfitto per dire che se qualcuno pensa di essere da quelle parti, contattatemi e magari ci beviamo una Red Bull insieme (alla faccia della concorrenza).


La gara di oggi mi ha dato lo spunto per parlarvi della superstizione cinese. In particolare della numerologia.


Già, i cinesi sono molto superstiziosi. Forse è per questo che mi ci trovo bene, anche io lo sono. Soprattutto sui numeri, proprio come loro. In Cina però le usanze sono diverse.


Il numero fortunato è l'8 mentre il 4 è il numero della sfortuna.


Cosa centra tutto questo con il gran premio di oggi?


La McLaren si è giocata la possibilità di vincere il campionato del mondo costruttori con l'incidente di Montoya, che indovinate in che posizione era in quel momento? Esatto, quarto. Così come era quarto nella classifica mondiale dei piloti.


Il numero 4 in Cina, quindi, ha proprio portato male al colombiano che, è giusto dirlo, non mi è mai stato simpatico. Ma avrei preferito il titolo in casa McLaren piuttosto che fra le mani dei francesi guidati dal geometra di Cuneo, conosciuto ai più come Flavione.


Giustamente i miei tre lettori mi fanno notare che ho forse dimostrato la validità della superstizione negativa sul numero 4, ma manca la prova della valenza dell'8 fortunato.


Nulla di più facile. Chi ha vinto la gara? E il campionato del mondo? Esatto, Fernando Alonso.


Ho più volte sostenuto che sia stato certo bravo ma soprattutto molto fortunato.


Continuate a non capire in tutto questo dove stia il numero 8, quello che in Cina porta fortuna vero? Eppure è così semplice, palese ed evidente.


Quante sopracilia ha lo spagnolo? Ma certo, sono 8!!!


E di Shumi? Che si dice? No comment.


Ma se vogliamo continuare a parlare di superstizioni cinesi, sapevate per esempio che in Cina i palazzi non hanno il pian terreno? O meglio, non hanno il piano zero. Anche questo si pensa porti sfortuna.


Oltre a parlare di numeroloia cinese, ho deciso di cominciare a parlarvi, a partire da oggi, di libri.


Ho già accennato di recente al fatto che noto sempre più librerie che dedicano spazi al fenomeno Cina. Ma quali sono i libri su cui merita di investire qualche Euro?


Personalmente sono sempre stato un fanatico dei libri, ne compro molti, così come compro numerose riviste.


Anche sull'argomento Cina quindi mi sono documentato molto. Prima di partire, e se ricordano, i miei tre lettori, questo blog è nato proprio dalla differenza che ho trovato fra quanto ho letto e cosa la Cina è veramente.


Ho una ventina di libri sulla Cina, fra guide turistiche, libri di storia così come di business. Qualcuno ve lo voglio consigliare, altri sicuramente invitarvi a non perdervi tempo.


Il libro sconsigliato di oggi è:


CINA

Guida rapida a usi, costumi e tradizioni


di Kathy Flower, edito da Morellini Editore nella collana Altre Culture.


Un libro semplicemente vecchio. Nonostante l'edizione originale a cura di Kuperard sia datata 2003 e l'edizione italiana sia di quest'anno, 2005. Se proprio volete farvi un'idea di cosa fosse una volta la Cina potete sempre leggere questo libretto, piccolo e leggero, 160 pagine che si divorano in poche ore, diciamo mezza giornata.


Il mio parere è che non ne vale la pena. A cosa serve capire come pensavano i cinesi anche solo 5 anni fa, quando oggi sono completamente cambiati?


E' il caso allora di provare a capire una Cina un po' più attuale, con il libro consigliato, anzi, consigliatissimo:


IL SECOLO CINESE

Storie di uomini, città e denaro dalla fabbrica del mondo


di Federico Rampini per Mondadori nella collana Strade Blu.


Un ottimo libro, veramente attuale e vero. Uno dei pochi che sono in grado di offrire uno spaccato reale della Cina di oggi, raccontando storie vere. E' anche facile da leggere, composto come se fosse una raccolta di articoli brevi, 3 o 4 pagine, ognuno con il suo tema. 340 pagine davvero piacevoli da leggere e che offrono un vero arricchimento culturale.


Eppure fra le tante persone interessate alla Cina che conosco ogni giorno, pochi l'hanno letto.


Non si può certo pensare che sia passato inosservato come libro. La campagna marketing che Mondadori gli ha riservato è stata più che valida. In alcune librerie ho visto pile di centinaia di copie, non solo nelle librerie Mondadori ovviamente.


Anche la copertina attira. Il Godzilla rosso con la scritta Made in China che appare in copertina è in realtà una riproduzione di un'opera molto famosa dell'artista contemporaneo cinese Sui Jianguo, che lavora ed espone le sue opere nell'area denominata 798, una ex area industriale dove le fabbriche dell'industria bellica nate durante la guerra fredda sono state ora occupate dai giovani artisti cinesi, che le hanno trasformate nella versione orientale dei quartieri di cultura delle metropoli occidentali.


Federico Rampini è un ottimo giornalista, attualmente corrispondente da Pechino per Repubblica, è già stato editorialista e vice direttore sia di Repubblica che del Sole 24 ore. Ha quindi una grande esperienza di economia ma anche di cultura e di politica. Ha insegnato nei corsi universitari a Berkeley e a Shanghai. Ma soprattutto, a mio avviso, ha avuto la capacità di raccogliere in questo volume uno spaccato reale della Cina di oggi.


Rampini ha un blog che, anche se addirittura meno aggiornato del mio, potete leggere cliccando qui.


Ve lo consiglio quindi, e vi aspetto alla prossima puntata per parlare di libri prettamente “business”.


Ora vado a fare il Tiramisù, alla prossima.


Chen Long

Postato da: shanghai a ottobre 16, 2005 10:16 | link |
questa è la cina, usanze cinesi, libri sulla cina

sabato, 08 ottobre 2005
Attacco alla Cina!

Ciao!

Sono tornato in Italia da due settimane, ormai. Per fortuna è quasi ora di ripartire, mercoledì mi consegnano il nuovo visto e a giorni si torna a Shanghai!

Perché tanto entusiasmo?

Per prima cosa ho il magone! Ieri pomeriggio, mentre percorrevo annoiato sotto la pioggia la Piacenza-Torino, mi ha chiamato Alfredo da Shanghai per chiedermi l'indirizzo del Mural Bar. Erano le 22:30 di venerdì a Shanghai e lui, che è arrivato in città da appena 3 giorni, dopo i miei racconti non vedeva l'ora di andarci. Che invidia!!!

E poi diciamoci le cose come stanno. A Shanghai in questo momento (là sono quasi le 5 del pomeriggio) c'è il sole e una temperatura intorno ai 25 gradi. E' pure calata l'umidità sotto il 50%. Si sta da matti!!! Lo vogliamo confrontare con questo Piemonte dove alle 10 di mattina sta piovendo e ci sono 10 gradi? E non va neanche meglio in Romagna, dove avranno anche 5 gradi in più, ma comunque è freddo e piove.

Due settimane di Italia, dicevamo. Due settimane di confronto con tante persone. Ho già avuto modo di dire che, da quando sono tornato, tutti mi chiedono "com'é questa Cina?".

Due settimane in cui ho avuto modo di approfondire ancora di più i preconcetti che qui in occidente abbiamo nei confronti di quello che non conosciamo.

La Cina è proprio qualcosa che non conosciamo!

La mia teoria è che le cause siano almeno due:

La prima è certamente la scarsa volontà del Governo cinese di dare informazioni. Certo negli ultimi anni, e negli ultimi mesi in particolare, le aperture sono state molte. Di poche settimane fa è l'annuncio di nuove norme che sono state presentate prima ai giornalisti occidentali e poi al resto del Paese. Qualcosa di impensabile fino a pochi anni fa. I miei tre lettori sanno bene che credo al governo cinese manchi più che altro un buon ufficio di pubbliche relazioni.

Ma vi è certamente anche una seconda concausa. Sono fermamente convinto che i nostri governi occidentali (Stati Uniti su tutti, ma anche la Chiesa non disdegna) abbiano forti interessi a mantenere questo stato di ignoranza e, possibilmente, ad alimentarlo con falsi preconcetti e palle varie. D'altronde se sono riusciti a convincervi (non a me) che Saddam aveva le armi chimiche, quando di chimico aveva solo il petrolio, ovvero quello che interessava a loro, perché non dovrebbero convincervi che i maledetti comunisti cinesi mangiano i bambini?

In questa nostra beata ignoranza viviamo e prosperiamo, convinti che la Cina sia "peggio".

Voglio portarvi un esempio pratico.

Come sapete ho frequentato per due mesi una scuola internazionale a Shanghai. Una di quelle scuole dove molti figlioletti di papà occidentali vanno a fare le vacanze studio.

Con una delle tornate di nuovi studenti arriva un ragazzo da Torino. Lo chiameremo Paolo, non tanto per rispetto della sua privacy ma più che altro perché se mai ho sentito il suo vero nome, l'ho completamente rimosso.

Descrizione di Paolo: 21 anni, studente universitario, alto 1,90 con fisico normale, quasi atletico, faccione da imbecille che si dimostrerà tale nella realtà. Evinco questo sin dai primi minuti, quando lui non ha idea delle mie origini in quanto sono con un amico italiano con il quale, per principio, parliamo comunque in inglese er far si che tutti ci capiscano. E' la cosa più corretta in un ambiente internazionale. Non vi potete immaginare le nostre facce quando sentiamo questo soggetto che, parlando con una nuova arrivata anch'essa italiana, dice (riferendosi a segretaria e insegnanti della scuola):

"ora vado a chiedere a quella stordita del piano di sotto cosa ha detto quella imbecille che parlava con l'altra rincoglionita... sta banda di deficienti".

Ovviamente si riferiva al personale cinese della scuola.

Non credo si tratti di xenofobia, sono convinto che questo soggetto dal cervello di gallina si esprima in questo modo anche in patria. Ma il massimo lo ha espresso con me nel pomeriggio.

Mi trovavo seduto nel salottino della scuola, quando è arrivato e non ho potuto fare a meno di presentarmi in Italiano. Si siede sul divano e si comincia a chiacchierare. Ovviamente mi chiede cosa faccio lì in Cina. La mia risposta, semi evasiva, è stata una cosa del tipo "studio il cinese e intanto cerco un lavoro". A questa affermazione non potrò mai dimenticare la sua risposta, che riporto per intero con testuali parole:

"ma puoi cercare lavoro qui in Cina? Pensavo non si potesse..."

"perché?" chiedo io, e ottengo la seguente risposta:

"ma qui non sono comunisti?"

AAAAAAAAAAHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Lo ammetto, ho abbandonato per un momento il mio spirito di integrazione cinese, per il quale non si tratta mai male il prossimo per non fargli perdere la faccia, e l'ho ricoperto di insulti.

Ci sono molti cinesi che pensano ancora che noi occidentali siamo dei cafoni, se non dei veri e propri barbari. Ho visto persone che mi fanno dire: "non hanno tutti i torti".

Ma questo è dovuto soprattutto alla nostra "ignoranza", nel senso che ignoriamo spesso la maggiorparte delle cose riguardanti quel paese. Ciò ci porta a pensare che l'occidente sia meglio e, di conseguenza, se non ci applichiamo con il massimo della nostra capacità intellettiva, viene naturale avere comportamenti di tipo superiore.

E' quindi fin troppo comune che persone occidentali, imprenditori e manager soprattutto, abbiano atteggiamenti ben poco consoni con quello che è il modello di pensiero cinese.

E quello che i cinesi definiscono:

Attacco alla Cina.

Una sorta di modo di pensare "superiore" che mette l'occidentale in netta difficoltà, perché non gli consente di ottenere il rispetto, e quindi l'amicizia, di molti cinesi. Tutto questo non vi nascondo che comporta molte difficoltà di inserimento, soprattutto in ambiente lavorativo.

Io stesso mi sono reso conto, con il passare del tempo, che alcuni comportamenti da me tenuti non sono esattamente nel modello ideale cinese. Credo che la fortuna stia nel riconoscere questo e, di conseguenza, nel porvi rimedio per il futuro.

Ma resta il fatto che la nostra poca conoscenza ci porta a pensare che i Cinesi siano "in via di sviluppo" e quindi che noi abbiamo solo da insegnare.

Bene, voglio provare a contribuire a colmare un po' di questa scarsa conoscenza, proponendovi un elenco di innovazioni, che sono certo troverete molto curiose:

Questi sono solo alcuni interessanti esempi di come la Cina sia sempre stata un Paese molto evoluto e innovativo.

Perché allora non abbiamo beneficiato di tutte le loro innovazioni in breve tempo ma, per alcune cose, abbiamo atteso anche migliaia di anni?

E' molto semplice. La Cina, nella sua storia, ha avuto uno spirito decisamente meno imperialista e conquistatore del nostro. Difficilmente sentirete parlare di cinesi che si sono comportati come gli spagnoli, gli inglesi, i francesi, e anche noi italiani, nella conquista di nuovi mondi.

Non è un caso, infatti, che i cinesi il petrolio se lo comprano. Noi lo otteniamo con le bombe.

Meditate gente... meditate.

Alla prossima,

Chen Long

Postato da: shanghai a ottobre 08, 2005 10:57 | link |
cina, questa è la cina, questa è litalia, usanze cinesi