Pensavate di sapere cose vere sulla Cina? Provate a verificare giorno per giorno quanto lo siano.
Questo è il racconto della vita in Cina , nella città di Shanghai, di un Italiano che ha voluto
vederci chiaro e vi svela le sue scoperte, senza peli sulla lingua, o quasi.

Eccomi

Blogger: shanghai

Sono un italiano trasferitosi in Cina.

La mia avventura "blogghistica" è iniziata a poche ore dal mio arrivo in Cina, nell'estate del 2005.

Il blog in questione, "Shanghai è in Cina" non è più stato aggiornato, anche in funzione del fatto che non vivo più a Shanghai... lo stesso è però ancora frequentatissimo e fra i primi risultati nei motori di ricerca.

Se proprio non puoi fare a meno di leggere quanto ho scritto nei miei primi sei mesi di vita cinese, puoi scaricare la versione PDF delle prime 100 pagine del blog:

BLOG SHANGHAI VOLUME 1

Sulla scia della prima avventura da scribacchino (in realtà non è la prima, ho alle spalle un libro e parecchi articoli pubblicati) dopo mesi di meditazione è nato il nuovo blog:

La Mia Cina!

Che fin dal titolo vuole riflettere quello che per me sta diventando questo Paese.

Ecco allora che si riparte, a dire la mia, spesso controcorrente, qualche volta frutto di visioni prettamente "personali" ma, pur sempre, caratterizzati dal fatto di essere qui.

Mi rendo conto, infatti, che sempre più spesso c'è chi parla della Cina ma, se messo alla prova, non sa neanche indicarla sulla carta geografica.

Spero di condividere con molti la... "MIA" Cina!

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giovedì, 04 agosto 2005
Sai Xché? (Episodio V)

Ni hao!

Ho fatto un ragionamento (strano dite?) che vorrei condividere con tutti voi.

Qui in Cina esiste un solo partito, il Partito Comunista, a cui sono iscritte circa 50 milioni di persone. Si tratta all'incirca del 3% della popolazione.

In Italia esistono molti partiti ma si potrebbe ipotizzare che abbiano più o meno (non conosco i dati reali) un paio di milioni di tesserati. Si tratterebbe all'incirca del 3% della popolazione. Cavoli che similitudine!

In Cina il popolo elegge circa 2.000 rappresentanti locali che compongono una sorta di parlamento. Ovviamente ad essere eletto è in sostanza chi ha più agganci, più amici che dicono ad altri amici di votare ecc.

In Italia fra Deputati e Senatori non ricordo quanti siano, non 2.000 ma oltre 1.000 credo di si. Il concetto di chi viene eletto però sembra lo stesso, ovvero chi ha o sa crearsi più amicizie. Altra similitudine!

Il governo del paese è basato su un piano programmatico presentato ogni 5 anni. Come da noi, dove a ogni elezione i due Poli presentano il loro piano.

Negli ultimi decenni qui il piano è sempre stato rispettato. Ok, qui la similitudine ammetto che non riesco a vederla. Ma andiamo avanti...

Chi prende le decisioni è un consiglio di 25 elementi, delle specie di ministri. Proprio come in Italia!!!

Okkio che ci avviciniamo alla domandona...

Qui, a capo del consiglio c'è una persona che è contemporaneamente il Presidente dello Stato e del Partito.
In pratica è lui che decide tutto, dalla A alla Z e tutto l'organico sotto serve solo a convalidare le sue decisioni per far credere al Popolo di aver avuto qualche tipo di influenza.
Per evitare che il Popolo capisca, oltretutto, questo signore controlla la Stampa e la Televisione per far si che dicano quello che vuole lui.

Insomma, qui è vero Comunismo, della peggiore delle speci!!!

Eccola domanda:

Ditemi un po'... in Italia?

Zaijian,

Chen Long.

Postato da: shanghai a agosto 04, 2005 21:45 | link |
cina, business, affari, sai xche, shanghai

martedì, 02 agosto 2005
Sai Xché? (Episodio IV)

Ni hao!

Ormai è l'una di notte, qui a Shanghai, le sette di sera in Italia, e fra 6 ore suona la sveglia per andare a scuola (che fa sempre strano dirlo a 33 anni se non si è un insegnante o un bidello).

Sarebbe il caso di andare a dormire ma proprio mentre faccio l'ultimo passaggio in bagno mi salta in mente un Sai Xché?, tipo sassolino nella scarpa che mi voglio togliere subito subito.

Buttando il naso fuori dalla finestra, infatti, mi si para davanti il cantiere dell'ennesimo grattacielo in costruzione, che qui è quasi un palazzetto normale, visto che il normalissimo condominio dove abito io ha 26 piani (ricordo che il palazzo più alto d'Italia, il Pirellone, ne ha 30). Alla luce delle fotoelettriche, gli operai del turno di notte lavorano alacremente, e come loro tutti quelli degli altri innumerevoli cantieri di Shanghai. E lo stesso era ieri, domenica. L'altro ieri, sabato. Già, qui si lavora 24 ore su 24. Ecco come hanno fatto in 10 anni a creare una città di credo oltre 200 palazzi che superano i 100 metri di altezza.

La domanda non è sulle 35 ore italiane di Faustino (Bertinotti ovviamente), sarebbe troppo scontato.

No, guardando gli operai mi viene in mente una compagna di scuola che oggi pomeriggio, eravamo nella Piazza del Popolo, dove il Popolo Cinese (ovviamente) ammira una magnifica fontana sormonata dalla BANDIERA ROSSA (il maiuscolo è per far rodere un po' il fegato a Gigetto) e lei osservava: "mi hanno detto che questi qui hanno si un sacco di grattacieli, ma che sono fatti in fretta e male, se viene una scossa di terremoto vanno giù tutti come Torri Gemelle" (ammetto che il riferimento alle torri l'ho aggiunto io, non per mancanza di rispetto alle vittime della strage, ma perché io ci credo alla frase attribuita all'architetto che diceva "questo non vengono giù neanche se ci va contro un aereo").

Insomma, tornando a casa e passando fra i vari grattacieli di Pudong, il quartiere (chiamalo quartire, sono 500 kilometri quadrati) dove vivo ci ho riflettuto e mi è venuto un ragionamento del genere:

"Può anche darsi che sia vero, ma se dovesse succedere scommetto che sarebbero milioni quelli che partono da tutta la Cina per venire qui a ricostruire, indipendentemente dal fatto che siano pagati o meno. E scommetto anche che lo rifanno in 5 anni invece che i 10 che ci sono voluti dalla metà degli anni 90 ad oggi (notare che, visto con i miei occhi, cantieri immensi usano i ponteggi fatti con canne di bambù, per la felicità della premiata ditta Ponteggi Dalmine)."

E ho anche aggiunto (occhio che ci avviciniamo alla domanda del Sai Xché?):

"Da noi penso che ci sia ancora gente seduta da qualche parte che aspetta che gli vanno a ricostruire la casa, giù in Irpinia".

E qui scatta il domandone (che forse qualcuno dei miei 3 lettori ha già vagamente intuito):

Ma noi, la tassa sull'Irpinia, la stiamo ancora pagando?

Secondo me si, ma sarei felice di ricevere smentite.

Zaijian,

Chen Long.

Postato da: shanghai a agosto 02, 2005 17:04 | link |
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Sai Xché? (Episodio III)

Ni hao!

Ah! Questa che mi è venuta è una bella domanda, facile facile.

Perché tantissimi imprenditori italiani non si sono fatti nessuno scrupolo ad andare a piantare le fabbrichette in Romania e in altri paesi dell'Est Europa e invece in Cina nessuno ci vuole venire?

Io ho due delle ipotesi plausibili, non certo le uniche possibili e nessuna esclude le altre:

La prima è che nei paesi ex comunisti non c'é controllo, non c'é regime, e quindi con poche mazzette in nero si produce in nero, si vende in nero, si guadagna in nero, tutto in barba alle tasse e tutto il resto. Differentemente in Cina, dove il Governo e il controllo ci sono, e le mazzette qualcuno dice di si, altri dicono che sono ritenute un'offesa. Quindi è chiaro che qui se ti danno due anni di esenzione fiscale (non sono anni di galera, come quelli che danno ai vari Gigetti tanto non li fanno) e altri tre anni al 50%, poi le tasse le paghi, tutte e per benino, perché qui il controllo c'é eccome.

La seconda è che nei paesi dell'Est ci sono un sacco di gnocche che la danno via aggratis o per poco e quindi con la scusa di controllare la fabbrichetta, un paio di volte al mese, la moglie a casa a fare la calza (voi credete) e in Romania la diciottenne (in alcuni casi temo anche di meno, purtroppo) in albergo. Beh, cari i miei imprenditur (spesso simpatizzanti per il senatur, che se non sono nere è facile anche che ve le fa anche portare a casa perché tanto è difficile distinguere che sono extracomunitarie) le gnocche se per quello ci sono anche in Romagna (anche se ho sentito dire che non la danno più via come una volta) ma, credete a me, almeno su questo (solo su questo?) vi sbagliate anche nei confronti della Cina, perché è pieno pure qui e non è difficile andare in giro per una città come Shanghai e farsi venire il torcicollo. Certo, non sono in grado di confermare se, come nei paesi dell'Est la diano via a destra e manca (si dice, anche lì non ho esperienze, come sulla lunghezza dei cinesi), ma se dovessi avere occasione di saperne di più (sempre e solo per sentito dire, non pensate male) vi renderò partecipi delle mie scoperte.

Nel frattempo, attendiamo desiderosi altre valutazioni sul perché: Rumene sì! Cinesi no! (Parlo delle fabbrichette ovviamente)

Zaijian,

Chen Long.

Postato da: shanghai a agosto 02, 2005 16:49 | link |
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Sai Xché? (Episodio II)

Ni hao!

Qualcuno saprebbe dirmi perché mai (eccheccavolo) i giornali e le televisioni in Italia hanno parlato per un sacco di tempo dell'invasione di prodotti (scarpe e abbigliamento) Cinesi, tanto da pretendere le quote e tutto il resto, ma nessuno ci ha detto che il 70% di tali importazioni ha origine (leggi domanda) da imprenditori italiani?

E sì, pare proprio che dai dati che ho estrapolato facendo ricerche e incroci di informazioni, venga fuori che fra ordini di furbi trader, sovraproduzione dei fabbricanti italiani per mantenere profittevoli le linee e tutto il resto, oltre due terzi di questa sovrabbondanza di merce sia proprio stata ordinata dagli stessi che poi sono andati a Bruxelles a protestare, volo rigorosamente pagato con i guadagni extra fatti negli anni precedenti, quando la Cina non era nel WTO e loro riuscivano a produrre là ma a marchiare italiano. Pochi, quelli che lo facevano, ne sono certo, ma anche questo è male nostrum (si si male, non mare, quello lo lasciamo alla Romagna) che cerchiamo di rigirare (fra politica e media) su quei comunisti mangia bambini (Gigetto docet) che portano via il lavoro alle nostre donne (e una volta questa battuta la faceva qualcuno sui viados, tale cabarettista torinese che non ha mai avuto a mio vedere il successo che meritava).

Zaijian,

Chen Long.

Postato da: shanghai a agosto 02, 2005 16:29 | link |
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Sai Xché? (Episodio I)

Ni hao!

Questa è la prima puntata della serie "Sai Xché?".

Mi sono ispirato, per il titolo, alla trasmissione televisiva magistralmente condotta da Andrea Pellizzari (ma non era bravo a fare i record di apnea, mi domando?) e mirabilmente messa a nostra disposizione dalla magiche frequenze di Rete4 (che per quanto ne so dovrebbero essere utilizzate da un'altra emittente che ha legalmente ottenuto dette frequenze ma non ha mai potuto utilizzarle, è il Governo che fa? Ah! Già! Il Capo del Governo, Gigetto come lo chiama il grande Paolo Rossi, è anche il Capo di Rete4... che sciocchino sono a non capire.) perchè ho delle domande a cui non so dare risposta.

Ecco allora che ogni tanto proporrò qualche domanda a cui non so dare, appunto, risposta. Ovviamente un blog è fatto anche per interagire, quindi chi avesse o volesse provare a dare delle risposte, è il ben venuto.

La domanda di oggi è (o meglio, le domande di oggi sono):

- Perché fra le città del mondo che ho visitato (non tutte ma neanche poche, molte delle più importanti), Shanghai è quella con la più alta presenza in assoluto di automobili e ciclomotori con motore elettrico?

- E perché di tutti gli articoli di quotidiani, libri, relazioni di esperti economisti, giornalisti pluripremiati ecc, che ho letto non ne ho mai sentito parlare prima?

Aggiungo alle domande un paio di mie riflessioni:

Possibile che questo incredibile esempio di civiltà, proveniente da un Paese che ci ostiniamo a definire come la rovina per inquinamento dell'intero pianeta, non sia stato notato da nessuno? Io me ne sono accorto dopo due ore di vita in città. Vuoi perché ti sfrecciano di fianco, sul marciapiede e senza casco, ma non ho potuto non notare che uno su tre dei ciclomotori che mi sfiorano ogni minuto, uno non ha la marmitta e non emette alcun rumore ne fumo molesto.

Possibile che non ci raccontino queste cose così banali perché in pochi hanno interesse a farci pensare ai Cinesi, o quantomeno agli abitanti di Shanghai, come persone estremamente civili? Sono poche ore che frequento la città, ma non ho visto nessuno litigare per una precedenza, prendersi a male parole in pubblico, fare atti osceni, tantomeno mangiare i bambini, anche se si sa che qui sono tutti comunisti e come è noto questa è una loro pratica comune no? O almeno così ci dice un certo Gigetto di cui credo di aver gia' parlato.

Zaijian,

Chen Long.

Postato da: shanghai a agosto 02, 2005 16:01 | link |
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