Pensavate di sapere cose vere sulla Cina? Provate a verificare giorno per giorno quanto lo siano.
Questo è il racconto della vita in Cina , nella città di Shanghai, di un Italiano che ha voluto
vederci chiaro e vi svela le sue scoperte, senza peli sulla lingua, o quasi.

Eccomi

Blogger: shanghai

Sono un italiano trasferitosi in Cina.

La mia avventura "blogghistica" è iniziata a poche ore dal mio arrivo in Cina, nell'estate del 2005.

Il blog in questione, "Shanghai è in Cina" non è più stato aggiornato, anche in funzione del fatto che non vivo più a Shanghai... lo stesso è però ancora frequentatissimo e fra i primi risultati nei motori di ricerca.

Se proprio non puoi fare a meno di leggere quanto ho scritto nei miei primi sei mesi di vita cinese, puoi scaricare la versione PDF delle prime 100 pagine del blog:

BLOG SHANGHAI VOLUME 1

Sulla scia della prima avventura da scribacchino (in realtà non è la prima, ho alle spalle un libro e parecchi articoli pubblicati) dopo mesi di meditazione è nato il nuovo blog:

La Mia Cina!

Che fin dal titolo vuole riflettere quello che per me sta diventando questo Paese.

Ecco allora che si riparte, a dire la mia, spesso controcorrente, qualche volta frutto di visioni prettamente "personali" ma, pur sempre, caratterizzati dal fatto di essere qui.

Mi rendo conto, infatti, che sempre più spesso c'è chi parla della Cina ma, se messo alla prova, non sa neanche indicarla sulla carta geografica.

Spero di condividere con molti la... "MIA" Cina!

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lunedì, 07 novembre 2005
Ormai ci siamo

Ni hao!

Comprare in Cina orologi falsi, insieme a finte polo Lacoste, occhiali Rayban e riproduzioni di scarpe Nike è un must per tutti i turisti.

Io mi interesso all'argomento per motivi diversi. Vi ho già raccontato a più riprese delle avventure al cosiddetto "Fake Market", il mercatino delle riproduzioni di marchi famosi.

Fra le bancarelle, che poi in realtà sono veri e propri negozzietti dotati di tutto, anche dell'aria condizionata per l'estate, si trova sfacciatamente di tutto. Vuoi una borsetta di Gucci? Un paio di occhiali di Armani? Le scarpe della linea Vela di Prada? Non devi cercare a fatica, è tutto esposto in bella mostra sugli scaffali.

Qualche giorno fa ho sentito due italiani che, dopo aver lasciato un negoziante senza soddisfazione, commentavano dicendo "è troppo nuovo per trovarlo qui". Parlavano di un orologio di un marchio famoso.

Per curiosità li ho fermati e ho chiesto loro "cosa" fosse troppo nuovo. Mi hanno fatto vedere la pagina strappata da un giornale e li ho invitati a scommettere che lo avremmo trovato in 10 minuti. Ovviamente sapevo come muovermi e ho vinto la scommessa. Non ci ho guadagnato nulla, se non la soddisfazione di vederli contrattare e alla fine pagare 50 Euro un orologio che io avrei potuto portare a casa per 10. Questa è stato il premio per aver vinto la scommessa. E non sono neanche stato tanto cattivo, avrei potuto chiedere al negoziante cinese una percentuale.

Nulla è troppo nuovo per i falsari cinesi.

Nello stesso giorno mi sono imbattuto in un cartello che mi ha fatto sobbalzare. Lungo la strada per il mercatino, dove vado all'incirca ogni due giorni, anche se non compro mai niente, c'erano numerosi poliziotti. Erano quelli in divisa grigia, che ho nel tempo inquadrato come l'equivalente della nostra finanza (che solo a nominarla mi viene la pelle d'oca, a prescindere). Una decina tutti in fila che si guardavono intorno e, di fianco all'ultimo, vedo il cartello che mi sono fermato a leggere.

Più o meno diceva questo:

La Municipalità di Shanghai combatte costantemente contro la falsificazione degli oggetti di marca. Abbiamo messo in campo tutte le forze per combattere questo crimine. Chiunque metta in vendita oggetti di queste 40 marche famose: - segue elenco dei marchi fra cui molti italiani - verrà perseguito ecc. ecc.

Io ho riassunto velocemente, il cartello è molto grande. Mi sono ripromesso di fotografarlo per voi uno dei prossimi giorni.

Ci sono due cose che mi hanno fatto semplicemente ridere una volta letto quel cartello:

la prima è che di fianco allo stesso, c'era una signorina che con in mano un catalogo di orologi ti diceva "watch, bag, dvd, look, look, wanna buy?";

la seconda è che la data riportata sul cartello stesso era il 24 ottobre... 2004!!!

A dire il vero un minimo di affetto questo cartello lo ha avuto. Ci sono due marche in particolare che non troverete esposte. Le borse di Luis Vuitton e gli orologi Rolex. Questo non vuol dire che non siano disponibili ma semplicemente che vanno cercati nei posti giusti. Negli stanzini segreti, nei doppi fondi dei negozi, dietro gli specchi dove si celano i magazzini del proibito. Basta lasciarsi andare.

Ma torniamo ai motivi che rendono per me interessante il mercato dei falsi. Gli orologi di marca. Non una marca a caso, ma una marca specifica: ROLEX.

Non mi interesso ai Rolex falsi perché da grande voglio fare il contrabbandiere. Ce ne fosse poi bisgono. Chi di voi non ha trovato quest'estate in spiaggia il marocchino o il cinese con i Rolex tarocchi? Prezzo medio fra i 30 e i 50 Euro. Buono, anzi, buonissimo, se l'orologio è fatto bene. Al mercatino in Cina ovviamente si compra per 10 euro.

Ma come dicevo non è la compravendita di questi orologi quello che mi interessa, bensì la qualità. Già, perché sono convinto che la qualità nella riproduzione di un oggetto sofisticato come un cronografo Rolex, possa essere un buon indice dello stato di avanzamento tecnologico dell'industria meccanica cinese.

Come dite? Di solito per questo tipo di analisi vi affidate alle ricerche di mercato dei vari istituti che poi ne fanno pubblicazioni e convegni? Beh, lasciatemi dire che se aspettate che, per esempio l'ICE, faccia una ricerca, la pubblichi e ne organizzi un convegno, nel frattempo i cinesi avranno sviluppato le tecnologie per impiantare l'orologio nella cornea. Qui si corre, non si va al ritmo dei carrozzoni istituzionali. Quelli vanno avanti da se, come diceva Renato Zero. Ma se noi vogliamo dei dati certi sull'avanzamento tecnologico dell'industria cinese, permettetemi, è il mercato dei falsi quello che dobbiamo analizzare.

Ci sono più o meno 3 livelli di qualità per i falsi Rolex.

Prendiamo a modello di riferimento il Daytona, cronografo che può offrire un certo livello di sofisticazione. Il modello originale, infatti, ha funzioni di cronometro con utilizzo di tre piccoli quadranti sul principale. Aggiunge quindi al movimento delle lancette segna tempo, quello di indicatori per i secondi e per il tempo cronometrato. E' sicuramente un orologio automatico di notevole complessità.

Questo è intuibile dal fatto che i falsi cinesi non offrono queste funzionalità avanzate (o almeno per il momento prendiamo questo dato come veritiero, poi vi spiegherò meglio). Probabilmente gli orologiai svizzeri hanno impiegato 100 anni a sviluppare le capacità per ottenere meccanismi di precisione che garantiscono questo tipo di sofisticazioni.

La qualità dei falsi Rolex quindi abbiamo detto che si misura su tre livelli, che sono legati più che altro alla fattura e non tanto alla meccanica.

Al livello più basso ci sono quegli orologi che trovate anche sulle spiagge italiane, o nei mercatini. Si contraddistinguono al volo dal fatto che le maglie del cinturino sono trattenute fra loro con dei perni, i classici pernetti da bracciale d'orologio che si schiacciano per staccare le maglie e, ad esempio, stringere il bracciale. Le probabilità che questo si rompa in pochi giorni sono molto alte. Il meccanismo di regolazione poi non è preciso la meccanica da evidenti segnali di scarsità. I modelli in (finto) oro avranno sicuramente colorazioni disomogenee dei vari pezzi e tenderanno a rovinarsi facilmente.

Il livello intermedio è quello che prevede il cinturino con le maglie regolabili attraverso perni a vite. Le 3 o 4 maglie quindi più vicine all'apertura avranno su un lato delle piccole viti a taglio. La robustezza del bracciale è sicuramente migliore. Anche la meccanica è di qualità superiore. Questi orologi potrebbero avere, a differenza dei precedenti, anche una finta etichetta olografica sulla cassa, simile a quelle applicate recentemente dalla Rolex. La doratura, sui modelli che la prevedono, dovrebbe essere più brillante, fatta con vernici migliori, in alcuni casi a probabile trasferimento chimico.

Il livello di qualità alto di distingue, oltre che per le maglie con viti, anche per la chiusura, che è decisamente più sofisticata e prevede il sistema a pressione tipico dei Rolex autentici. La meccanica è chiaramente di precisione maggiore e si può vedere chiaramente che le lancette sono ben allineate, portandole sulle ore 6:00 e 12:00. Questi modelli non dovrebbero dare segni di scarsa colorazione delle dorature e i pulsanti dovrebbero apparire come fluidi. Quasi certamente questi prodotti avranno un vetro al quarzo vero, che vi verrà dimostrato come antigraffio passandoci sopra qualcosa di abrasivo. Ottimo prodotto davvero.

Abbiamo detto che il nostro termine di paragone è il Daytona. A quadrante bianco o nero che sia, i pulsanti serviranno per regolare il datario, che sostituisce le funzioni originali di cronografo nei piccoli quadranti.

Quanto costano sul mercato cinese questi (semi) gioiellini? Si va dai 7 Euro di un bassa qualità ai 10 di un medio per arrivare fino a 15 per le riproduzioni migliori.

In tutto questo, abbiamo visto che le differenze sono perlopiù di finitura, lasciando alla meccanica un ruolo marginale.

Già, ma lasciatemi dire che avremmo dovuto parlare al passato.

Si perché negli ultimi periodi nuovi prodotti si sono affacciati sul mercato, e qui si comincia a fare sul serio.

I nuovi modelli di cronografo cinese hanno infatti raggiunto le stesse funzionalità dei Rolex veri!!!

Più difficile che per le borse LV, una volta trovati questi oggetti capirete che avete per le mani un prodotto di tecnologia assolutamente paragonabile a quella occidentale. Le funzioni di cronografo del Daytona sono riprodotte in modo impeccabile e la precisione sembra essere totale. Questo non può che significare il raggiungimento di un grado superiore nella capacità tecnologica di produzione meccanica di precisione.

Anche un semplice "Ghiera Verde" tanto di moda nella Milano da bere denota notevole superiorità nella qualità. Nelle produzioni normali ad esempio la data cambia in modo non uniforme, nell'arco di svariati minuti a cavallo della mezzanotte. Nei nuovi modelli invece il cambio di data è a scatto, come nell'originale, al passare della mezzanotte. Questo significa che il meccanismo interno non è più preso da orologi di basso costo e infilato dentro carcasse finte Rolex ma che è un meccanismo progettato e costruito appositamente.

La difficoltà con cui si trovano questi modelli praticamente perfetti fa pensare che per adesso siano poche le aziende in grado di produrli, magari solo una o due. Ma il passo è stato fatto e non escludo che nei prossimi mesi questo livello qualitativo diventi lo standard alto, di fatto buttando fuori dal mercato i prodotti di fascia più bassa, che sono destinati a sparire con il crescere della capacità produttiva di qualità.

Oggi come oggi, quindi, se la Rolex comprasse in Cina i falsi e poi li infilasse dentro le sue scatole originali con garanzia ecc, sarebbe praticamente impossibile per chiunque carpirne le differenze.

Ormai ci siamo, quindi.

La capacità tecnologica nella meccanica di precisione sta allineando i laboratori cinesi ai nostri occidentali, con tanta buona pace per chi confidava ancora sul fatto che almeno nelle produzioni di nicchia ad elevata qualità, potevamo stare tranquilli.

E adesso?

Zaijian,

Chen Long

Postato da: shanghai a novembre 07, 2005 07:26 | link |
business, affari, questa è la cina, tecnologia cinese

domenica, 16 ottobre 2005
Sfiga cinese

Ciao!

Da Shanghai vi ho abituato a leggermi la domenica, dopo il gran premio. Non sono da quelle parti oggi, anche perché altrimenti sarei stato certamente al circuito per seguire la gara dal vivo.


Erano però in Cina la Formula 1 e la mia amata Ferrari. Mamma mia che magone! Meno male che fra pochi giorni sarò di nuovo a Shanghai e potrò scrivervi iniziando con Ni Hao!


Ma non è di Ferrari che vi voglio parlare oggi, lo farò la prossima settimana al ritorno dal week end “rosso” che trascorreremo al Mugello per l'annuale festa organizzata dalla casa di Maranello.


Ne approfitto per dire che se qualcuno pensa di essere da quelle parti, contattatemi e magari ci beviamo una Red Bull insieme (alla faccia della concorrenza).


La gara di oggi mi ha dato lo spunto per parlarvi della superstizione cinese. In particolare della numerologia.


Già, i cinesi sono molto superstiziosi. Forse è per questo che mi ci trovo bene, anche io lo sono. Soprattutto sui numeri, proprio come loro. In Cina però le usanze sono diverse.


Il numero fortunato è l'8 mentre il 4 è il numero della sfortuna.


Cosa centra tutto questo con il gran premio di oggi?


La McLaren si è giocata la possibilità di vincere il campionato del mondo costruttori con l'incidente di Montoya, che indovinate in che posizione era in quel momento? Esatto, quarto. Così come era quarto nella classifica mondiale dei piloti.


Il numero 4 in Cina, quindi, ha proprio portato male al colombiano che, è giusto dirlo, non mi è mai stato simpatico. Ma avrei preferito il titolo in casa McLaren piuttosto che fra le mani dei francesi guidati dal geometra di Cuneo, conosciuto ai più come Flavione.


Giustamente i miei tre lettori mi fanno notare che ho forse dimostrato la validità della superstizione negativa sul numero 4, ma manca la prova della valenza dell'8 fortunato.


Nulla di più facile. Chi ha vinto la gara? E il campionato del mondo? Esatto, Fernando Alonso.


Ho più volte sostenuto che sia stato certo bravo ma soprattutto molto fortunato.


Continuate a non capire in tutto questo dove stia il numero 8, quello che in Cina porta fortuna vero? Eppure è così semplice, palese ed evidente.


Quante sopracilia ha lo spagnolo? Ma certo, sono 8!!!


E di Shumi? Che si dice? No comment.


Ma se vogliamo continuare a parlare di superstizioni cinesi, sapevate per esempio che in Cina i palazzi non hanno il pian terreno? O meglio, non hanno il piano zero. Anche questo si pensa porti sfortuna.


Oltre a parlare di numeroloia cinese, ho deciso di cominciare a parlarvi, a partire da oggi, di libri.


Ho già accennato di recente al fatto che noto sempre più librerie che dedicano spazi al fenomeno Cina. Ma quali sono i libri su cui merita di investire qualche Euro?


Personalmente sono sempre stato un fanatico dei libri, ne compro molti, così come compro numerose riviste.


Anche sull'argomento Cina quindi mi sono documentato molto. Prima di partire, e se ricordano, i miei tre lettori, questo blog è nato proprio dalla differenza che ho trovato fra quanto ho letto e cosa la Cina è veramente.


Ho una ventina di libri sulla Cina, fra guide turistiche, libri di storia così come di business. Qualcuno ve lo voglio consigliare, altri sicuramente invitarvi a non perdervi tempo.


Il libro sconsigliato di oggi è:


CINA

Guida rapida a usi, costumi e tradizioni


di Kathy Flower, edito da Morellini Editore nella collana Altre Culture.


Un libro semplicemente vecchio. Nonostante l'edizione originale a cura di Kuperard sia datata 2003 e l'edizione italiana sia di quest'anno, 2005. Se proprio volete farvi un'idea di cosa fosse una volta la Cina potete sempre leggere questo libretto, piccolo e leggero, 160 pagine che si divorano in poche ore, diciamo mezza giornata.


Il mio parere è che non ne vale la pena. A cosa serve capire come pensavano i cinesi anche solo 5 anni fa, quando oggi sono completamente cambiati?


E' il caso allora di provare a capire una Cina un po' più attuale, con il libro consigliato, anzi, consigliatissimo:


IL SECOLO CINESE

Storie di uomini, città e denaro dalla fabbrica del mondo


di Federico Rampini per Mondadori nella collana Strade Blu.


Un ottimo libro, veramente attuale e vero. Uno dei pochi che sono in grado di offrire uno spaccato reale della Cina di oggi, raccontando storie vere. E' anche facile da leggere, composto come se fosse una raccolta di articoli brevi, 3 o 4 pagine, ognuno con il suo tema. 340 pagine davvero piacevoli da leggere e che offrono un vero arricchimento culturale.


Eppure fra le tante persone interessate alla Cina che conosco ogni giorno, pochi l'hanno letto.


Non si può certo pensare che sia passato inosservato come libro. La campagna marketing che Mondadori gli ha riservato è stata più che valida. In alcune librerie ho visto pile di centinaia di copie, non solo nelle librerie Mondadori ovviamente.


Anche la copertina attira. Il Godzilla rosso con la scritta Made in China che appare in copertina è in realtà una riproduzione di un'opera molto famosa dell'artista contemporaneo cinese Sui Jianguo, che lavora ed espone le sue opere nell'area denominata 798, una ex area industriale dove le fabbriche dell'industria bellica nate durante la guerra fredda sono state ora occupate dai giovani artisti cinesi, che le hanno trasformate nella versione orientale dei quartieri di cultura delle metropoli occidentali.


Federico Rampini è un ottimo giornalista, attualmente corrispondente da Pechino per Repubblica, è già stato editorialista e vice direttore sia di Repubblica che del Sole 24 ore. Ha quindi una grande esperienza di economia ma anche di cultura e di politica. Ha insegnato nei corsi universitari a Berkeley e a Shanghai. Ma soprattutto, a mio avviso, ha avuto la capacità di raccogliere in questo volume uno spaccato reale della Cina di oggi.


Rampini ha un blog che, anche se addirittura meno aggiornato del mio, potete leggere cliccando qui.


Ve lo consiglio quindi, e vi aspetto alla prossima puntata per parlare di libri prettamente “business”.


Ora vado a fare il Tiramisù, alla prossima.


Chen Long

Postato da: shanghai a ottobre 16, 2005 10:16 | link |
questa è la cina, usanze cinesi, libri sulla cina

sabato, 08 ottobre 2005
Attacco alla Cina!

Ciao!

Sono tornato in Italia da due settimane, ormai. Per fortuna è quasi ora di ripartire, mercoledì mi consegnano il nuovo visto e a giorni si torna a Shanghai!

Perché tanto entusiasmo?

Per prima cosa ho il magone! Ieri pomeriggio, mentre percorrevo annoiato sotto la pioggia la Piacenza-Torino, mi ha chiamato Alfredo da Shanghai per chiedermi l'indirizzo del Mural Bar. Erano le 22:30 di venerdì a Shanghai e lui, che è arrivato in città da appena 3 giorni, dopo i miei racconti non vedeva l'ora di andarci. Che invidia!!!

E poi diciamoci le cose come stanno. A Shanghai in questo momento (là sono quasi le 5 del pomeriggio) c'è il sole e una temperatura intorno ai 25 gradi. E' pure calata l'umidità sotto il 50%. Si sta da matti!!! Lo vogliamo confrontare con questo Piemonte dove alle 10 di mattina sta piovendo e ci sono 10 gradi? E non va neanche meglio in Romagna, dove avranno anche 5 gradi in più, ma comunque è freddo e piove.

Due settimane di Italia, dicevamo. Due settimane di confronto con tante persone. Ho già avuto modo di dire che, da quando sono tornato, tutti mi chiedono "com'é questa Cina?".

Due settimane in cui ho avuto modo di approfondire ancora di più i preconcetti che qui in occidente abbiamo nei confronti di quello che non conosciamo.

La Cina è proprio qualcosa che non conosciamo!

La mia teoria è che le cause siano almeno due:

La prima è certamente la scarsa volontà del Governo cinese di dare informazioni. Certo negli ultimi anni, e negli ultimi mesi in particolare, le aperture sono state molte. Di poche settimane fa è l'annuncio di nuove norme che sono state presentate prima ai giornalisti occidentali e poi al resto del Paese. Qualcosa di impensabile fino a pochi anni fa. I miei tre lettori sanno bene che credo al governo cinese manchi più che altro un buon ufficio di pubbliche relazioni.

Ma vi è certamente anche una seconda concausa. Sono fermamente convinto che i nostri governi occidentali (Stati Uniti su tutti, ma anche la Chiesa non disdegna) abbiano forti interessi a mantenere questo stato di ignoranza e, possibilmente, ad alimentarlo con falsi preconcetti e palle varie. D'altronde se sono riusciti a convincervi (non a me) che Saddam aveva le armi chimiche, quando di chimico aveva solo il petrolio, ovvero quello che interessava a loro, perché non dovrebbero convincervi che i maledetti comunisti cinesi mangiano i bambini?

In questa nostra beata ignoranza viviamo e prosperiamo, convinti che la Cina sia "peggio".

Voglio portarvi un esempio pratico.

Come sapete ho frequentato per due mesi una scuola internazionale a Shanghai. Una di quelle scuole dove molti figlioletti di papà occidentali vanno a fare le vacanze studio.

Con una delle tornate di nuovi studenti arriva un ragazzo da Torino. Lo chiameremo Paolo, non tanto per rispetto della sua privacy ma più che altro perché se mai ho sentito il suo vero nome, l'ho completamente rimosso.

Descrizione di Paolo: 21 anni, studente universitario, alto 1,90 con fisico normale, quasi atletico, faccione da imbecille che si dimostrerà tale nella realtà. Evinco questo sin dai primi minuti, quando lui non ha idea delle mie origini in quanto sono con un amico italiano con il quale, per principio, parliamo comunque in inglese er far si che tutti ci capiscano. E' la cosa più corretta in un ambiente internazionale. Non vi potete immaginare le nostre facce quando sentiamo questo soggetto che, parlando con una nuova arrivata anch'essa italiana, dice (riferendosi a segretaria e insegnanti della scuola):

"ora vado a chiedere a quella stordita del piano di sotto cosa ha detto quella imbecille che parlava con l'altra rincoglionita... sta banda di deficienti".

Ovviamente si riferiva al personale cinese della scuola.

Non credo si tratti di xenofobia, sono convinto che questo soggetto dal cervello di gallina si esprima in questo modo anche in patria. Ma il massimo lo ha espresso con me nel pomeriggio.

Mi trovavo seduto nel salottino della scuola, quando è arrivato e non ho potuto fare a meno di presentarmi in Italiano. Si siede sul divano e si comincia a chiacchierare. Ovviamente mi chiede cosa faccio lì in Cina. La mia risposta, semi evasiva, è stata una cosa del tipo "studio il cinese e intanto cerco un lavoro". A questa affermazione non potrò mai dimenticare la sua risposta, che riporto per intero con testuali parole:

"ma puoi cercare lavoro qui in Cina? Pensavo non si potesse..."

"perché?" chiedo io, e ottengo la seguente risposta:

"ma qui non sono comunisti?"

AAAAAAAAAAHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Lo ammetto, ho abbandonato per un momento il mio spirito di integrazione cinese, per il quale non si tratta mai male il prossimo per non fargli perdere la faccia, e l'ho ricoperto di insulti.

Ci sono molti cinesi che pensano ancora che noi occidentali siamo dei cafoni, se non dei veri e propri barbari. Ho visto persone che mi fanno dire: "non hanno tutti i torti".

Ma questo è dovuto soprattutto alla nostra "ignoranza", nel senso che ignoriamo spesso la maggiorparte delle cose riguardanti quel paese. Ciò ci porta a pensare che l'occidente sia meglio e, di conseguenza, se non ci applichiamo con il massimo della nostra capacità intellettiva, viene naturale avere comportamenti di tipo superiore.

E' quindi fin troppo comune che persone occidentali, imprenditori e manager soprattutto, abbiano atteggiamenti ben poco consoni con quello che è il modello di pensiero cinese.

E quello che i cinesi definiscono:

Attacco alla Cina.

Una sorta di modo di pensare "superiore" che mette l'occidentale in netta difficoltà, perché non gli consente di ottenere il rispetto, e quindi l'amicizia, di molti cinesi. Tutto questo non vi nascondo che comporta molte difficoltà di inserimento, soprattutto in ambiente lavorativo.

Io stesso mi sono reso conto, con il passare del tempo, che alcuni comportamenti da me tenuti non sono esattamente nel modello ideale cinese. Credo che la fortuna stia nel riconoscere questo e, di conseguenza, nel porvi rimedio per il futuro.

Ma resta il fatto che la nostra poca conoscenza ci porta a pensare che i Cinesi siano "in via di sviluppo" e quindi che noi abbiamo solo da insegnare.

Bene, voglio provare a contribuire a colmare un po' di questa scarsa conoscenza, proponendovi un elenco di innovazioni, che sono certo troverete molto curiose:

Questi sono solo alcuni interessanti esempi di come la Cina sia sempre stata un Paese molto evoluto e innovativo.

Perché allora non abbiamo beneficiato di tutte le loro innovazioni in breve tempo ma, per alcune cose, abbiamo atteso anche migliaia di anni?

E' molto semplice. La Cina, nella sua storia, ha avuto uno spirito decisamente meno imperialista e conquistatore del nostro. Difficilmente sentirete parlare di cinesi che si sono comportati come gli spagnoli, gli inglesi, i francesi, e anche noi italiani, nella conquista di nuovi mondi.

Non è un caso, infatti, che i cinesi il petrolio se lo comprano. Noi lo otteniamo con le bombe.

Meditate gente... meditate.

Alla prossima,

Chen Long

Postato da: shanghai a ottobre 08, 2005 10:57 | link |
cina, questa è la cina, questa è litalia, usanze cinesi

sabato, 01 ottobre 2005
Ma com'è questa Cina?

Ciao!

E' quasi una settimana che sono in Italia e quello che mi capita di fare più spesso, in questi giorni, è parlare con la gente.

Ho parlato con amici e parenti, sconosciuti e conoscenti, le domande sono sempre le stesse:

- ma com'è questa Cina?
- ma cosa ti davano da mangiare?
- ma mangiavi con le bacchette?
- ma come sono i cinesi?

Queste direi che sono le più gettonate, con il cibo che la fa da padrone.

A proposito di cibo, allora, voglio raccontarvi un piccolo aneddoto.

Eravamo in un ristorante cinese, come ce ne sono migliaia. Fra i commensali c'era la persona cinese che aveva organizzato la cena, io ero l'ospite. Come d'usanza, chi invita gli altri a cena ordina per tutti (e paga anche). Molto gentilmente, però, ordinando si rivolge al sottoscritto chiedendo:

li mangi i gamberetti crudi?

certo rispondo io, aggiungendo: anche ieri sera ho cenato a base di Sashimi, adoro il pesce crudo

allora ordino questo piatto tipico, sono gamberetti dentro il vino con le erbe aromatiche e tutto il resto...

Una specie di carpione, penso io.

Dopo pochi minuti la gentilissima cameriera a noi assegnata (i ristoranti in Cina hanno talmente tanto personale che in pratica ogni tavolo ha un cameriere dedicato, o quasi) porta una ciotola quadrata, alta direi un 5 cm, di vetro trasparente. La ciotola è ripiena per due terzi di un liquido che chiaramente è vino, e si vedono le varie spezie ed erbe, così come si vede chiaramente che vi sono immersi i gamberetti. Particolare significante è che la ciotola è ricoperta da uno strato di pellicola trasparente, quella che noi chiamiamo normalmente cellophane.

Il mio pensiero va subito alla cucina, più o meno in questo modo:

che bravi, avranno preparato il tutto questa mattina o magari anche ieri, lasciando i gamberetti a macerare per prendere il gusto, e hanno coperto il tutto con la pellicola per non rovinare il gusto nel frigorifero, anche la mia nonna fa così con la trota in carpione

Sulla parola "carpione" il mio pensiero è costretto a fermarsi bruscamente. Si, perché i gamberetti cominciano a saltare.

Erano vivi!!!

Certo non si può dire che non si trattasse di pesce fresco. Più fresco di così te lo devi andare a pescare di persona. Fatto sta che abbiamo dovuto aspettare che i gamberetti morissero affogati nel vino, letteralmente ubriachi, aiutandoli anche ogni tanto con uno scrollone della ciotola. Dopo qualche minuto la gentile cameriera è venuta a sincerarsi che non vi fossero più animali vivi al nostro tavolo (tranne i commensali ovviamente) e ha quindi potuto togliere la copertura, consentendoci di gustare il piatto prelibato.

Personalmente ho apprezzato molto, e non vedo l'ora di tornare a Shanghai per andare a gustare i gamberetti morti ubriachi, con la speranza di avere qualche ignaro compare da portare a sperimentare il tutto, senza ovviamente prepararlo in precedenza.

Mi diverte molto raccontare questa storiella a tutti quelli che mi chiedono cosa mangiavo in Cina. Ho visto facce di ogni genere, e immagino che anche molti di voi abbiano storto il naso.

Lasciatemi dire che si tratta di un piatto delizioso.

E poi, diciamoci la verità... qui in Piemonte un piatto tipico prevede il consumo di cervello di cavallo fritto!!! Piatto che fra l'altro io personalmente adoro :-)

Ci sono due categorie di persone vogliose di saperne di più su questa benedetta Cina.

I primi sono ovviamente i curiosi.

Quelli che quella volta hanno visto quel documentario. Quelli che gli hanno detto che. Quelli che hanno sentito. Quelli che un amico che ci è stato. Qualcuno mi fa tornare in mente la canzone "Mio cuggino" di Elio e le storie tese (no, non è un errore, è proprio cuggino con due gg).

A tutti questi spiego subito che se hanno visto un documentario sulla Cina, non lo devono considerare. Dal momento in cui, infatti, viene definito lo story board di un documentario, al momento in cui viene trasmesso in televisione, passa non meno di un anno. Il problema è che la Cina evolve così velocemente, che in un solo anno tutto quello che ci racconta il documentario è diventato vecchio, è superato.

Un'altra domanda favolosa è:

Com'è il tempo in Cina?

Questa è dura da spiegare, in teoria. In pratica io rispondo alla domanda con una domanda. So che non si dovrebbe fare, ma io dico:

Com'è il tempo in Italia?

L'interlocutore, che per qualche secondo rimane con la mascella mezza pendula, solitamente risponde:

non c'è un tempo unico, l'Italia è lunga da nord a sud, freddo al nord, caldo al sud ecc

ecco, in Cina è lo stesso, rispondo io prontamente.

E poi c'è la seconda categoria. Ci sono i business men e le business women.

Loro hanno domande molto più pertinenti il mondo degli affari.

La prima domanda che l'uomo di affari, l'imprenditore, ti pone è:

Ma le cinesi, come sono?

D'altronde abbiamo mica tempo da perdere in chiacchiere noi. Cibo, meteo, ma chi se ne frega! Parliamo di cose serie per piacere. Se vado a comprare in Cina, la trovo qualcuna che me la da?

Ovviamente sto esagerando la cosa, però non crediate che non mi sia capitato di sentire ragionamenti di questo genere.

La Cina si sa, è fonte di gioie e dolori per tutto il mondo imprenditoriale italiano. Gioie per pochi, dolori per molti.

I pochi che godono delle gioie sono quelli che, in qualche modo, già hanno avuto il piacere di sfruttare il basso costo della manodopera e delle materie prime cinesi.

Gli altri, la maggiorparte, sono quelli che vorrebbero farlo e hanno capito che non è così facile.

Però l'interesse c'è eccome, non a caso se fate un'analisi delle chiavi di ricerca su Internet, che spingono molte persone a venire a leggere le mie scempiaggini, trovate nell'ordine:

- 28% comprare in Cina
- 19% lavorare in Cina
- 14% business in Cina
- 7% aziende italiane in Cina
- 5% informazioni su Shanghai
- 4% viaggio in Cina

Comprare e fare business rappresentano quasi la metà di coloro che, cercando su Internet, finiscono col trovare il sottoscritto.

D'altronde se si fa una ricerca con GOOGLE, il motore numero uno al mondo, utilizzando la parola chiave "comprare in cina" nelle sole pagine in italiano, questo blog compare fra le prime dieci proposte.

Non so se andare davvero orgoglioso di tutto questo.

Non per altro ma perché ciò significa che chi ha bisogno o voglia di fare degli affari con il mercato cinese, non trova molta offerta nel nostro panorama Internet, se fra le prime 10 soluzioni proposte compare un blog che, certo, talvolta può far sorridere, a detta di molti (ma non di tutti) dice cose interessanti, ma non ti fa di certo concludere affari (per ora!).

Insomma, alla fine:

Ma com'è questa Cina???

La Cina è un Paese grande.

Se avessi scritto che è un Grande Paese, subito mi avreste preso a male parole. Un po' come quel deputato leghista che in settimana ha detto che la RAI ha fatto male a trasmettere il film per la TV sul "Grande Torino" perché di chiaro stampo comunista. Faceva vedere il malessere degli operai! Nel '49, a Torino, quello c'era! Che dovevano fare, inventarsi che andava tutto bene come volete farci credere oggi?

Se mi leggete da un po', sapete che penso sinceramente che la Cina sia un Grande Paese. Ma anche, e soprattutto, una grande opportunità. Per noi italiani lo è ancora di più. Già, perché i cinesi hanno una grande stima di noi italiani. Pensano che siamo un popolo di persone con delle risorse. Vedono il nostro Paese come quello da scoprire. Noi vediamo il loro come quello da sfruttare. ben venga anche questo, ma bisogna farlo, non solo pensarlo.

Io mi sto dando da fare per combinare qualcosa. E voi?

Tanti di voi lo stanno facendo, ricevo molte e-mail, ogni giorno di persone nuove. Ma non basta.

Allora voglio provare ad esortarvi.

Parlo con te, si proprio con te... scrivimi!

Non importa cosa tu abbia da dire, il primo pensiero che ti passa per la mente, ma non stare semplicemente lì, dietro monitor e tastiera ad aspettare che un pezzo di Cina ti cada sulla testa. Qualsiasi cosa ti passi per la capoccia, scrivimela. Mi farebbe piacere.

Ecco l'indirizzo: chen.long.sh@gmail.com

A presto,

Chen Long

Postato da: shanghai a ottobre 01, 2005 17:20 | link |
cina, affari, shanghai, questa è la cina

mercoledì, 28 settembre 2005
Siamo grassi!

Ciao!

Sono un po' sconcertato.

Questi i fatti: dopo un giorno di acclimatamento, ovvero di gran mangiate di cibo italiano con forchetta e coltello, mi sono buttato a capofitto sul lavoro e sono iniziati gli appuntamenti in giro per l'Italia.

Ieri avevo un appuntameno a Milano, nel pomeriggio, e quindi mi sono messo in macchina e avviato. Per fortuna ho la buona abitudine di ascoltare Iso Radio, oppure altre stazioni che danno frequenti informazioni sul traffico come Radio 24. Scoperto che tutta la zona nord ovest di Milano era bloccata con code kilometriche per l'ennesimo incidente fra TIR (provenivo dalla direzione Torino), dopo aver già gioito dei cantieri per l'alta velocità ferroviaria ho deciso di evitare il casino e di uscire con buon anticipo a Boffalora. 30 km di statali mi spaventano meno di soli 300 metri di code in autostrada, che odio! Oggi vado a Prato e Firenze, figuratevi cosa mi aspetta :-(

Nel dopo pranzo, quindi, ho attraversato tanti bei paeselli della zona ovest di Milano, per poi entrare in città da via Gallarate (per chi è pratico) e fare il mio percorso preferito fino a Repubblica, dove avevo il mio appuntamento. Per chi non fosse della città, è il quartiere davanti alla stazione ferroviaria.

Non avevo fretta, quindi hopotuto dedicarmi contemporaneamente a guidare e guardare. Il paesaggio di Milano e dintorni lo conosco fin troppo bene, dopo anni di vita in quella città, quindi mi sono dedicato ovviamente a guardare la gente.

Che dire. Non ero più abituato a vedere così poca gente in giro. Ci pensate? Nel viale che corre in direzione della stazione centrale, denso di uffici, dove si concentrano i palazzi più alti di Milano (tre palazzoni fra i 25 e i 27 piani più i 30 del Pirellone, unico grattacielo italiano, se così si può chiamare) le persone che passavano a gruppi di massimo 3 potevano essere, diciamo, 10 al minuto.

Stiamo parlando del centro di Milano, per di più durante la settimana della moda. A Shanghai, in una zona simile e nello stesso lasso di tempo, la media è probabilmente di 500 persone al minuto! Ed erano le 14:30, business time.

A parte questo particolare, la cosa che più mi ha sconcertato nel mio girovagare per un'ora alle porte di Milano e poi in città, è la visione della gente.

Si può dire una sola cosa:

Siamo tremendamente grassi!!!

Si. Non vogliatemene male ma purtroppo è così. Se devo fare una media di quello che ho osservato posso dire che le percentuali potrebbero essere:

- 20% in forma
- 40% fuori forma (soprattutto fianchi e cosce per le donne e pancia per gli uomini)
- 40% decisamente grassi

Terribile!

Sono parametri che fino a dieci anni fa potevamo attribuire all'America, rovinata dai fast food e dallo stress.

Poi ho incontrato la donna cinese con cui avevo appuntamento. Lo devo dire? Si, lo dico. Nonostante abbia ormai trascorso in Italia un quarto della sua vita, è decisamente in forma.

Non o potuto fare a meno di ripensare a quanto vi ho scritto l'8 agosto nel post intitolato: I cinesi sono magri, di cui a questo punto vi consiglierei una rilettura (anche perché non ho voglia di ripetermi troppo).

E poi mi è ancora tornato in mente Bruno Vespa (mi fa proprio male essere tornato in Italia!) che la sera prima ci aveva ammagliati con la sua puntata su: Carne o Pasta?

Carne o pasta un piffero!!!

Ormai non ho dubbi. Riso, tofu, olio di semi di girasole e soia.

Altro che dieta a zona (che posso testimoniare in prima persona, se seguita correttamente e accompagnata da del sano movimento, funziona da matti) cominciamo a pensare alla dieta cinese se vogliamo raggiungere queste medie:

- 30% decisamente in forma
- 40% in forma
- 20% fuori forma
- 10% grassi

A presto,

Chen Long

Postato da: shanghai a settembre 28, 2005 07:12 | link |
vita di tutti i giorni, questa è la cina, questa è litalia

martedì, 27 settembre 2005
C'è Cina e Cina...

Ciao!

Non avrei mai pensto che stare qualche giorno in Italia potesse essere così istruttivo. Parlare con la gente, rendersi conto, fare anche un po' di sana e sterile polemica qui sul blog (vi rimando ai commenti del mio precedente post intitolato CIAO).

Ricordate? Arrivato in Cina ho cominciato a scrivere per voi e a raccontarvi delle persone con cui mi sono confrontato prima della mia partenza. Allora avevo ancora meno della poca conoscenza che ho oggi della realtà Cina, e già pensavo che noi Italiani abbiamo una visione un po' distorta.

Se avete letto post e commenti di questi giorni, qualcosa sul mio sino-pensiero la state capendo sempre di più.

Mi viene in contro anche Federico Rampini, inviato di Repubblica in Cina e grande esperto della realtà, soprattutto economica, di quel Paese.

Ha scritto e pubblicato (purtroppo per Mondadori) all'inizio dell'estate il libro "Il secolo cinese" che personalmente trova fra i pochi (forse perché molto recente) che non dicono ca***te.

So che Repubblica è un giornale che guarda a sinistra, dove è pieno di comunisti mangiatori di bambini dai quali Gigetto ci vorrebbe salvare e che, quindi, lo stesso giornalista che scrive per quel giornale potrebbe essere di parte, ma che volete che vi dica... limitatevi a questa citazione:

"Senza dubbio la Cina di oggi è irriconoscibile rispetto a quella che Mao lasciò in eredità ai suoi successori. Il suo era un paese isolato dal mondo, blindato dalla dittatura, educato alla xenofobia, convinto di essere circondato dalle trame ostili del capitalismo mondiale. Una volta liberata da Mao e dalle sue politiche estremiste, l'economia cinese ha raddoppiato la propria ricchezza ogni cinque anni. Oggi i suoi cittadini sono liberi di creare imprese, comprare automobili, telefonare all'estero, viaggiare in tutto il mondo. La xenofobia ha lasciato il posto a una politica di apertura che fa della Cina la meta prediletta dei manager stranieri." (Federico Rampini - Il secolo cinese - Mondadori 2005 - pp 117-118)

E' un po' quello che cerco di dirvi da due mesi, da quando è iniziata questa avventura di scribacchino.

Esiste una Cina, quella che conosciamo, quella che applica la censura, la pena di morte, la riduzione delle informazioni (soprattutto riguardanti il suo passato) per evitare che il Popolo pensi troppo.

Tutti aspetti negativi, evidenziati dai nostri canali di comunicazione controllati dai governi democratici non meno di quanto fa il partito unico nella Cina comunista, che non sono mai affiancati da quelli positivi.

Ricordate quale è stata una delle prime cose che vi ho scritto? Come mai nessuno mi ha mai detto che in Cina si usano centinaia di migliaia di mezzi elettrici, a emissione zero!?!?

C'è un'altra Cina. Quella del 2005. Quella che corre a una velocità quadrupla rispetto a noi, come il suo treno Maglev. il più veloce del mondo.

E' una Cina fatta di un miliardo emmezzo di persone che apprendono più velocemente di noi. E' una cina che sforna 4 milioni di laureati ogni anno. E' una Cina che ha surclassato le altre nazioni nelle gare di matematica e scienze fra i liceali di tutto il mondo. E' una Cina dove una città come Shanghai ha oltre 100.000 palazzi alti più di 30 piani, contro l'uno che abbiamo in Italia.

Mi rendo conto di questa mancanza di visione parlando con la gente, qui in Italia.

Deng Xiaoping è salito al potere nel 1976 e ha iniziato la politica di rilancio economico che ha fatto smettere ai cinesi di temere il capitalismo.

Sono passati solo 30 anni e in tutto questo tempo la Cina ha percorso i passi che abbiamo percorso noi dal secondo dopoguerra, raggiungendo il nostro stesso livello, più o meno. Più in alcune cose, meno in altre.

La grossa differenza fra la Cina e l'Italia, o l'Europa, è che noi siamo un popolo che ormai si è abbandonato su se stesso, loro sono vivi, hanno ancora voglia di emergere, come avevamo noi 50 anni fà.

Lo dimostra il fatto che in metà del tempo, 30 anni invece che 60, ci hanno surclassati partendo da delle basi che, nel 1976, erano decisamente peggiori rispetto a quelle del nostro 1946.

"Il Mondo" è il settimanale di economia del Corriere della Sera. Per molti versi è una specie di Novella 2000 della finanza, che però è di fatto molto importante per la nostra imprenditoria e finanza. Chiunque si occupi di business auspica di avere un articolo che parla di lui o della sua azienda su "Il Mondo", così come sul "Sole". Ve lo posso testimoniare in prima persona, ho sempre messo in risalto, nella rassegna stampa, gli articoli che parlavano di me su questi due mezzi d'informazione.

Da qualche mese ormai, quasi in sordina, per mano (pardon tastiera) di Sandro Orlando Il Mondo dedicata uan pagina alla Cina. La rubrica si chiama "MILANO-SHANGHAI" e per il momento è ancora relegata alla parte centrale del magazine, nella sezione delle imprese, anche se dal mio punto di vista dovrebbe occupare una posizione di tipo Editoriale, subito dopo il GEOBUSINESS di Ennio Caretto.

Su MILANO-SHANGHAI di venerdì scorso si leggono due notizie interessanti:

- Intesa con Bank of China e Simest (finanziaria del nostro Ministero delle Attività Produttive) ha creato la Sino-Italy Business Advisory Compani (Sibac Ltd), azienda di consulenza destinata a supportare le imprese italiane nel loro sbarco in Cina.

Si tratta dell'ennesima conferma che le grandi imprese hanno sempre più appoggi e aiuti per andare in Cina.

- Banche Cooperative, la prima volta a Canton. Oltre 30 banchieri del circuito dei Crediti Cooperativi hanno già aderito al viaggio della delegazione italiana alla Fiera di Canton, la più importante per la nostra imprenditoria in Cina, dal 15 al 22 ottobre.

Questo può voler dire che anche la media impresa e parte di quella piccola, potrebbe nel tempo cominciare ad avere i supporti di cui necessita.

ERA ORA!

Già, perché quello che penso sempre più spesso è che sia proprio questa la grande lacuna del nostro Paese. Oltre 3 milioni di piccole e medie imprese costituiscono l'assoluta maggioranza del nostro tessuto produttivo e commerciale, sono la spina dorsale della nostra economia. Ma nessuno le aiuta a fare affari con la Cina. I bocconi grossi sono certamente più interessanti.

D'altronde vi ricordate "R", la mia imprenditrice del nord est? (confronta i post della serie: Non abbiamo capito un c***o)

Pensate che possa permettersi i costi esorbitanti delle grandi firme della consulenza? Con gli stessi soldi che pagherebbe 5 giornate di lavoro di esperti di qualche società di consulenza, che alla fine produrrebbero 2 o 3 pagine di teoria, può andare in Cina e starci 6 mesi a trovarselo per conto suo il business.

Le piccole e medie imprese italiane sono le prime che hanno la necessità di capire e di avvicinarsi al mondo Cina, perché sono le più minacciate.

Sono loro che devono per primi capire che: c'é Cina e Cina... la prima, quella dei libri di storia, non esiste più!

A presto,

Chen Long

Postato da: shanghai a settembre 27, 2005 15:29 | link |
questa è la cina, questa è litalia

lunedì, 26 settembre 2005
CIAO!

Ciao!

 

Come "Ciao!" ???

 

Si, Ciao!

 

Che significa? Ma si che avete capito, dai.

 

Lo so che dai miei scritti ci si aspetta un "Ni Hao!" come saluto e quindi questo non può essere altro che un messaggio scritto dall'Italia e non dalla Cina.

 

Già, da qualche ora sono in italia. Giusto il tempo di mangiare (finalmente) due fette di salame e un po' di gorgonzola e poi qualcosa per voi, contenti?

 

Intanto vi do subito una rassicurazione: la nonna ha ovviamente smesso di piangere, ora che ha visto che sono tornato sano e salvo da quel posto là. Inutile dire che non le ho accennato al fatto che il mio obiettivo è ripartire in pochi giorni.

 

Cosa mi ha portato in Italia?

 

Intanto un visto in scadenza. Forse non ve l'ho mai detto ma, se lasci la Cina con un visto scaduto, paghi una multa di 500 dollari per ogni giorno di permanenza senza visto. Costa meno tornare in Italia, fare un nuovo visto e poi ripartire.

 

In secondo luogo, vi ho lasciati diversi giorni privi di mie notizie. Devo dire che il mio ultimo scritto, che parlava di alcune mie visioni su quello che manca alle imprese italiane per far affari con la Cina, ha suscitato diversi interessi. Uno dei motivi per cui non ho scritto molto è che l'ho fatto, si, ma in  lunghe e-mail di corrispondenza con chi ha risposto al mio appello: "dite la vostra". Siete in tanti e vi ringrazio.

 

Sono tornato in Italia con le idee piuttosto chiare su quello che c'è da fare e il mio obiettivo sarà mettere in pratica tutto questo.

 

Ciò non vuol dire che mancherò di darvi altre informazioni sulla Cina, perché ho accumulato diversi argomenti che sono ancora da sviscerare, e posso farlo anche dall'Italia. So che sembrerà meno esotico, ma quanto prima tornete a leggermi con il fuso orario, promesso.

 

Appena tornato mi sono ovviamente fiondato a controllare la posta elettronica, da cui faccio fatica a stare lontano per 24 ore. Ho trovato, fra i tanti, un messaggio che ho deciso di riportarvi parzialmente, e poi di commentare. Non riporterò i riferimenti dell'amico che lo ha mandato, perché non so se ne possa avere piacere.

La lettera:

 

您好, sono un ragazzo che ha appena finito di dare un'occhiata al tuo blog(dico un'occhiata perche' non ho molto tempo in quanto devo andare a studiare i nostri amati caratteri..). si come avrai dedotto sono anch'io uno studente di 中文, trasferitosi in oriente a questo proposito. Ho trovato il tuop articolo riguardo al lavoro a 上海 interessante e veritiero, per quanto scrivi. Il fatto e' che pero' queste, purtroppo, sono le uniche notizie che il governo cinese socialista fa girare. E sono vere, per carita'. Ma riguardano solo un parte dell'intero universo cinese, te l'assicuro. Lo scorso anno seguendo un corso riguadante la societa' cinese nella mia universita' i professori stessi mettevano in guardia dall'ascoltare quello che il governo diffonde. La censura cinese e' talmente accurata che nemmeno un website nella sterminata rete sarebbe in grado di sopravvivere piu' di 2 giorni pubblicando notizie non approvate dal governo. E' per questo che sappiamo poco o nulla della cosidetta falung gong, oppure dei crolli di miniere non autorizzate (qualche mese fa ricordo morirono, ricordo, tipo una 60ntina di persone e non si seppe che un paio di mesi dopo) oppure che una percentuale altissima (si dice intorno al 60%) di persone che vivono nelle campagne vive di stenti, oppure ancora delle xiaoping (purtroppo ho dimenticato il carattere cinese e ora sono troppo di fretta per controllare) ossia fabbriche che assumono e cosi' fanno figurare nei registri, ma nn fan lavorare i dipendenti... Sono contento ti piaccia l'universo cinese perche' ha tanto da offrire, ma se vuoi un consiglio fai della critica personale la tua miglior arma se nn vuoi finire a credere quel che vogliono. Se vuoi scrivimi, mi piacerebbe scambiare delle impressioni su quello che per noi nn e' altro che un mondo parallelo.

 

I miei pensieri:

 

Che dire. Sono stupito. Mi sarei aspettato alcuni di questi commenti da una persona che, magari, si interessa del fenomeno Cina ma non lo vive in prima persona. Che so, qualcuno che lo studia dal nostro Paese. Non di certo da qualcuno che è lì, dove ero io fino a dodici ore di volo orsono.

 

Credo che sia doveroso ricordare che quanto riporto nel mio blog non è il frutto di ciò che il Governo cinese fa circolare in termine di informazioni, ma il risultato di una analisi critica basata sull'esperienza di vita diretta. E questa è la prima cosa importante.

 

Riguardo alla censura, anche su Internet, questo è un sito che parla della Cina, senza seguire alcuna direttiva governativa, a volte nel bene altre nel male, eppure sopravvive da ben più di 2 giorni.

 

Nessuno di noi sapeva che sono morti 60 minatori nel crollo di una miniera. Perbacco ma come può un Governo essere così pazzo da reprimere questo genere di informazione?

 

A proposito, volevo chiedere a tutti voi: quanti minatori sono morti oggi nelle miniere di diamanti in Sud Africa? Qualcuno sa darmi il numero dei morti oggi in quelle di carbone russe?

 

E smettiamola di dire che le informazioni non esistono. Le televisioni cinesi (e sono tante) parlano di tutto, anche delle cose brutte.

 

Veniamo al consiglio. Forse deriva dal fatto che l'amico che mi ha scritto, con cui già so che instaurerò un fitto rapporto di corrispondenza in cui passeremo ore a confrontarci sulle materie più svariate in tema Cina, non ha (come dice chiaramente) avuto il tempo di leggere tutto. Si sa, sono logorroico. In due mesi ho scritto un mezzo libro e meno male che non ho avuto molto tempo nelle ultime settimane.

 

Ma per la miseria mi sembra evidente che la stessa esistenza di questo blog nasce dalla mia critica personale!

 

Solo che io non critico la Cina ma, al contrario, la elogio e critico l'Occidente. Perché faccio questo? Diamine, nelle campagne cinesi la gente vive di stenti, leggo qui sopra, in quelle africane la gente per gli stessi stenti muore. La Cina non riceve aiuto da nessun paese straniero (in termini di soldi regalati) mentre l'Africa si basa quasi esclusivamente su questo. La Cina riesce a far vivere, benché di stenti, il triplo delle persone che noi occidentali, che in teoria controlliamo i soldi che diamo all'Africa, non riusciamo a fare, lasciando che la gente muoia.

 

E il governo cinese è talmente stupido che non è capace di mettere insieme uno straccio di ufficio marketing che sappia divulgare questa cosa. E' più facile per il Governo Americano far credere al mondo che Saddam ha le armi di sterminio di massa (cosa falsa) piuttosto che per la Cina far sapere al mondo che la sua gente non muore di fame (cosa vera).

 

Forse il mal di Cina mi ha portato verso la perdita della ragione (non che ne avessi in abbondanza) ma qui mi pare che ci siano ancora troppe persone che sono attaccate ai concetti che furono di chi non apprezzava Mao e non della Cina di oggi, quella di Deng.

 

I maledetti cinesi hanno la pena di morte? Ben venga questa ca**o di pena di morte!!! Volete sapere perché? Perché so che posso mandare la mia sorellina quindicenne in giro per i peggiori quartieri di Shanghai nel quore della notte e non le succederà nulla. Perché ho visto con i miei occhi che le pene severe funzionano. Ma che lo dico a fare a gente che si fa governare da un pluripregiudicato, come noi italiani. E scusate se ho scritto governare invece di "prendere per i fondelli".

 

Io non so cosa dirvi. E' difficile accettare che culture che riteniamo inferiori, abbiano la potenzialità di essere in realtà superiori. Purtroppo l'ignoranza non ci aiuta.

 

Per ignoranza intendo ovviamente la scarsità di informazioni che abbiamo. E che gli stessi cinesi hanno di noi. Ma lo sapete che ogni cinese a cui dico "wo shi yi da li ren" (sono italiano), mi risponde "ah il paese dell'amore, del divertimeno, della gente felice" certo, loro conoscono solo Venezia, Firenze, Roma e Pisa (tutti i cinesi conoscono la Torre di Pisa). Non sanno come siamo messi male.

 

Una sola cosa vi posso dire. La Cina non è più quella di Piazza Tienanmen. O meglio, quella che ci hanno voluto inculare nella testa con le immagini di quella drammatica vicenda. Oggi il nome di quella piazza è una delle prime parole che si imparano sui libri di corso di cinese, che sono prodotti dall'Università del Governo e autorizzati dallo stesso.

 

Smettetela di pensare alla Cina come il lupo cattivo, perché quel lupo che voi temete non è a oriente, abita nel vostro stesso palazzo, e non ha gli occhi a mandorla.

 

A presto,

 

Chen Long

Postato da: shanghai a settembre 26, 2005 06:51 | link |
questa è la cina, questa è litalia

domenica, 04 settembre 2005
Se tutto va bene siamo rovinati!

 lutto
lutto

Ni hao!

Se scrivo di domenica a quest'ora, ormai lo sapete, l'argomento può essere uno solo.

Esatto, il Gran Premio di Formula 1.

Non a caso la pagina oggi è listata a lutto.

Ci speravamo tutti. Oddio non proprio tutti. E non è neanche proprio vero che ci speravamo. Ormai avevamo capito che quest'anno l'amata Ferrari proprio non ce la fa. Diciamo che quelle gomme da masticare colorate di nero che ci passa la Bridgestone non ce la fanno!!!

Si perché a Maranello la politica viene prima di tutto, e quindi non danno apertamente la colpa e parano il fondo della schiena agli amici giapponesi, che va ammesso negli scorsi anni hanno fatto la loro parte per garantire il successo strepitoso delle rosse. Però è dimostrato che è per colpa delle gomme che la macchina non va. Se fosse stato un problema di progetto non sarebbe stato riconfermato il team di progettisti, alla Ferrari mica sono fessi.

Ma la mia paura non è tanto per quello che poteva succedere oggi a Monza. Il fatto è che il Gran Premio di Cina si fa sempre più vicino, mancano meno di 40 giorni, e lo sapete cosa succede qui a chi va piano vero? Per chi non si ricordasse, il ripassino si trova facendo click qui.

Più il tempo passa e più le gare diventano interessanti. Con sorpassi (negli anni scorsi un miraggio), colpi di scena ecc. Insomma chi sparava a zero sulle regole degli utlimi anni deve ricredersi almeno per quanto riguada lo spettacolo. Vedere una corsa è meno noioso anche solo di un anno fa. Anche se mancano i motivi per saltare in piedi sul divano a urlare fino a farsi mancare la voce, purtroppo.

Certo anche oggi ho temuto che alla fine quel gran culattone (non nel senso di simpatizzante per l'amore gaio ma semplicemente strafortunato) di Alonso andasse a vincere per una gomma saltata all'ultimo giro. Sarebbe stata la seconda volta quest'anno. E comunque il povero Kimi, che dopo Michelone è il pilota che preferisco (ma lo avete visto come guidava inca****o oltre misura oggi? non ci sono altri piloti con tanta grinta in giro), ha avuto la doppia sfiga del motore, prima, e pure della gomma, altrimenti il podio era suo di certo (da matti la strategia di 1 sosta a Monza!).

Certo che a lasciare fuori un pilota (certo, in testa) con una gomma belle che andata, ce ne va di pelo sullo stomaco... ma per la miseria, se non deve avere coraggio chi fa il mestiere del pilota o del team manager, lo deve avere chi? Il netturbino???

Ci vuole anche coraggio però a non infilare la testa nella sabbia da parte di uno come Shumi. Oggi è stato battuto anche dal suo futuro compagno di squadra Massa, che avrà anche un motore Ferrari, ma il resto della macchina svizzera è fatto di formaggio coi buchi!!!

Insomma, io sono dell'idea che quest'ano meriterebbe la McLaren, ma come sapete loro non hanno la fortuna del geometra di Cuneo (e conoscete anche la mia teoria su dove l'abbia trovata).

Come dite? Questo è un blog sulla vita in Cina e mi chiedete che centra la Formula 1 con tutto questo?

Centra, centra... anche un Gran Premio può raccontarvi qualcosa della Cina e dei suoi abitanti.

Il tema principale di oggi, per la stampa italiana, è stato il calo delle vendite di biglietti a Monza. Troppo cari? Disaffezzione? Gare noiose? Meglio alla TV? Colpa della Ferrari che non vince? Tutto insieme.

Il fatto è che noi italiani non ci smentiamo mai. Sempre pronti ad essere appassionati di qualcosa o qualcuno quando è alle stelle, per poi dimenticarsene senza tanti problemi quando passa anche solo un momentaccio.

Scommetto che siete tutti appassionati di Motociclsmo... vero???

Solo 3 o 4 anni fa un Gran Premio di moto metteva davanti al televisore 4 milioni di persone... siamo arrivati a 12... come è possibile? Che ci crediate o no, 4 anni fa quello che vinceva era lo stesso Valentino Rossi (so che per voi è semplicemente Vale), il Dottor Rossi, che vince oggi. Ma ci è voluto il tartassamento mediatico a base di fenomeno (e per la miseria se lo è, un fenomeno) per svegliarvi.

Valentino è un mito perché domina giusto? Ma quanti di voi sanno che prima di lui dominava il suo mentore Mick Doohan, e lo ha fatto per più anni del nostro Dott. Rossi?

Lo stesso vale per la Ferrari. Una Ferrari che vince incolla allo schermo. Una Ferrari che non va, fa dimenticare che lo spettacolo della Formula 1 è composto da 20 macchine che per 300km si dovrebbero cercare di randellare una con l'altra per arrivare prime, e che non è il colore del vincente a fare l'appassionato.

Si, perché ci si interessa dello sport solo quando può generare chiacchierata da caffè, bar o macchinetta che sia.

Non sia mai che domani mattina qualcuno dica "hai visto vale ieri?" e la risposta non possa essere "certo, che fenomeno!"... perchè lo sport, per molti di noi, è solo ed esclusivamente motivo di posizionamento sociale.

Non c'è molta passione in tutto questo, ma sicuramente molta paura di fare la figura del pollo.

Pensate che i Cinesi siano diversi? E perché mai? Solo la presunzione può far pensare questo.

Certo, la presunzione che noi occidentali siamo di razza superiore, loro solo un paese in via di sviluppo. Vi ricordo, tanto per fare un po' il polemico, che loro hanno una marea di motorini e biciclette elettrici, ovvero a emissione zero, noi abbiamo le targhe alterne!!!

Ma quando è ora di tirarsela, tutto il mondo è paese!

Sapete qual'è l'unico Gran Premio di Formula 1 che non teme di mancare il tutto esaurito? Ve lo dico io: Monte Carlo.

E' il più caro, quello con i maggiori problemi logistici per raggiungere il posto e per lasciarlo (l'anno scorso ho impiegato 6 ore per uscire da Monaco e arrivare a Cannes, alla fine della gara) ma, è quello più fico di tutti.

Poter dire "ieri ero a Monaco per vedere il GP" significa essere parte di quella schiera di meno di 100.000 persone nel mondo che, alla modica cifra di 500 Euro per il biglietto meno caro, erano nel principato per l'evento dell'anno (a parte quest'anno che l'evento principale è stato rappresentato dal lutto per Ranieri).

Ma ce n'é un'altro di GP che non rischia di mancare il sold out. Esatto, quello di Shanghai il prossimo 16 ottobre.

Si perché se per noi tirarsela è importante, per gli Shanghainesi (e per i cinesi arricchiti di tutte le città del paese) lo è ancora di più.

Ostentare il benessere, qui a Shanghai, è un must!

Non c'è posto al mondo, a mio dire, dove il classismo sia più evidente. Lo dimostrano le decine di migliaia di auto vip che girano per la città. Sotto il mio palazzo, che conta circa 200 appartamenti, ogni mattina potete osservare il movimento di almeno una decina di auto tutte nere, con i vetri oscurati, occupate da un autista in guanti bianchi (t-shirt sgualcita ma guanti bianchi) che aspetta il proprio uomo (o donna) per portarlo al lavoro.

E se ne vedono a migliaia, ovunque in città.

Si, perché per un dirigente, ad esempio, è più importante avere il benefit dell'auto con autista, piuttosto che l'assicurazione sulla malattia. L'assicurazione non la vede nessuno, l'auto coi vetri scuri e l'autista la vede tutte le mattine l'intero palazzo. Così tutti sanno che sei uno che conta.

E' ovvio che quando avrò un lavoro, rinuncerò a una sostanziosa parte dello stipendio, pur di avere l'auto con autista :-)

Allo stesso modo si giustifica il fatto che un normale Cornetto Algida costa 3RMB (0,35 Euro) ma se lo compri da Haagen-Dazs lo paghi 30 (3,5 Euro). Tutto è giustificato dal fatto che se, alla macchinetta del caffè, lunedì mattina esterni un "ieri abbiamo portato il bambino a mangiare il gelato da Haagen-Dazs" sanno che hai speso almeno 100 RMB (11 Euro) che è lo stipendio che un operaio riceve per 3 giorni di lavoro. Quindi sei un fico perché hai soldi da spendere e questo significa che ti pagano bene.

Qui a Shanghai sono di moda i warming party per le nuove case. Se sei un fico, compri un appartamento al piano alto in un quartiere come si deve, e poi organizzi una festa dove inviti più gente possibile per far vedere il tuo bellissimo appartamento arredato con mobili di design italiano.

Ricevo questo tipo di inviti almeno una volta alla settimana (lo so che sono qui da solo un mese ma che ci volete fare, sono uno che si sa introdurre come si deve). Vi faccio vedere un esempio:

Usually you don't really need a reason to have a party, you just make one up and have a good time with friends and some time even with
strangers!

Nevertheless when there is a reason (or two), one must have a party.  Well turns out that I recently moved to my new place and its one
of my friends - Brenda's birthday - so we thought it will be great idea to have a combined "House Warming/Birthday Party".

Now, I must admit the concept of "House Warming" (or at least the term House Warming) has been slightly confusing in China as I have
received some queries regarding my "House "Heating" and House "Whirling" party.  I want to assure everybody that there will be no
"heating" or "whirling" going on during the party.

Any how here are the details:
==================================
When:             Saturday September 3

Time :                  9 PM -- ?? (Usually I would say until the COPS show up, but that might be suicidal in China!!)

Where:            Building Name: Royal Pavilion (Two Tall Towers)
                 Address: ********** (between Wulumuchi Lu and Chang Le Lu).
                 Near Hilton Hotel and Huashan Hospital

Phone:            Manoj's Mobile: ********

What to Bring :         Bring yourself, bring your (fun) friends (Mandatory!)
                 And if possible bring something small (Drinks/Appetizer) to share with friends (and strangers!)

What to Expect:         I will have Beer, Rum, Vodka, Gin, Whisky, coke, sprite, Soda, water, fruit juices/mixes, Mojito ( if I can
find MINT),
                 Variety of Snacks, fruit, and Music. Yes, there will be dancing at some point in the party, so bring your
                 free spirit and dancing shoes!!

Dress Code/Theme: "Dress to Impress" ( What does that mean -- you figure it out!!)
                 It can be as formal or informal as you like.
                 It can be your national dress or not  (man with Kilts must ware underwear :-)
                 Make it fun, Make it Unique

What not to do:   Please don't plan on driving if you are going to Drink

Questions:        Send me an email or Call my mobile ( *************)

Please RSVP at your earliest convenience. Also feel free to bring your (fun) friends. Just let me know how many -- so I may be able to
plan accordingly.
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Ho ovviamente oscurato l'indirizzo e il numero di telefono del malcapitato di turno che uso come esempio, ma vorrei farvi notare gli elementi cruciali di questo simpatico invito:

- Il concetto di "ho una casa nuova da inaugurare" anche se in modo divertente, è ben sottolineato
- Il nome del palazzo: Royal Pavilion (Two Tall Towers) semplicemente fantastico
- l'indicazione per non confondersi: vicino all'Hilton
- La promessa di dedicarsi alla ricerca della menta per offrire un buon Mojito (che qui non lo sanno proprio fare!)

Insomma, giusto un assaggio per farvi capire cosa vuol dire qui a Shanghai tirarsela... lo fanno in tanti, tutti quelli che possono permetterselo e anche qualcuno che non può.

E qui entra in gioco la Formula 1... cosa c'è di più spendareccio di un biglietto che costa mediamente lo stipendio di 6 mesi di un operaio?

Vogliamo mettere andare al lavoro il 17 ottobre con il cappellino (tarocco) della Renault (che è di moda quest'anno grazzie ai pezzi di fondo schiena recuperati chissà dove da Flavione) per poter dire "si, l'ho preso ieri all'uscita del circuito"... e giù a raccontare di quanto è bella la F1. Cosa che qui non la possono aver capito veramente, visto che la vedono solo da 2 anni.

Bene, con il mio lutto al braccio vado a tirarmela un po' in quel che è la mia cameretta... è tardi, domani si va a scuola.

Zaijian,

Chen Long

 lutto
lutto

Postato da: shanghai a settembre 04, 2005 23:03 | link |
cina, vita di tutti i giorni, shanghai, questa è la cina

martedì, 30 agosto 2005
Esercizi con la lingua...

Ni hao!

Si lo so, mi davate per disperso... ho ricevuto e-mail da "chi l'ha visto"... messaggi su MSN di gente che voleva almeno la scatola nera per analizzare gli ultimi istanti... ma dove cavolo ero finito???

Andiamo per ordine... intanto la tentazione è quella di scrivere del più e del meno per un'oretta, così intanto vi fate un po' di torbide elucubrazioni sul titolo... eh eh eh

Pensavate non vi avessi beccato? Subito a volerne sapere di più sugli esercizi con la lingua eh? Dovrete aspettare, perché prima credo ci sia qualche spiegazione da dare...

Avevo fatto una promessa, e non l'ho mantenuta. Lo so!

Il fatto è che ho una valanga di cose per la testa.

Passo un sacco di tempo a pensare alle cose da scrivervi, e ne ho una marea, ma poi quando mi metto davanti al pc, e come se mi venisse un vuoto di memoria. Perbacco dovrei portarmi il computer in metropolitana!

Ma il motivo è anche (soprattutto) un'altro... Ha più o meno a che fare con il lavoro... Già perché, come sapete, sono qui per imparare il cinese con lo scopo ultimo di lavorare (e quindi di non morire di fame). All'inizio avevo pensato di lanciare una sottoscrizione fra voi lettori per raccogliere fondi che mi permettessero di vivere qui facendo il fannullone, in cambio dei miei scritti, ma poi ho pensato che forse siete un po' pochetti.

Allora succede che, guardandomi intorno, o scoperto che c'è del possibile business da fare, qui a Shanghai. Non vi posso dire di cosa si tratta, ovviamente. Ma casualmente ho degli amici in Italia che si occupano del settore in questione, esportando in vari paesi esteri. E così ho fatto due più due (potenziale mercato più potenziale mercante) e mi sono dedicato parecchio all'analisi e alla stesura di un business plan.

A grandi linee sapete che è più o meno il mio mestiere, anche se non vi ho mai raccontato molto.

Fatto sta che nell'ultima settimana ho dedicato molto tempo (anche gran parte di quello che avrei dovuto dedicare allo studio del cinese) per fare analisi di mercato, parlare con la gente, capire per bene le cose, e trasformare il tutto in un ipotetico piano d'azione.

Va da se che se gli amici italiani dovessero decidere di infilarsi in questo business, o meglio di fare qui quello che fanno già da altre parti, allora avrei risolto il mio problema di trovare un lavoro ;-)

Ecco perché vi ho trascurato un po' (romagnoli a parte) in questi giorni... posso sperare di essere perdonato?

E poi c'è questo cavolo di cinese!!!

No, non quello del piano di sopra che sciabatta... anzi, al piano di sopra ho scoperto abitano delle ragazze che ieri per poco in ascensore mi violentavano... sono scappato in tempo, per fortuna sono solo al 4 piano di 26... per fortuna? ok, lasciamo perdere... ma la cosa ha ovviamente influito positivamente sul mio piccolo ego :-)

Si perché qui il problema si fa serio, l'insegnante dice che dobbiamo fare:

Esercizi con la lingua!

Non voglio neanche sapere quali immonde porcate avete immaginato. Si sta semplicemente parlando di esercitarsi il più possibile a parlare la lingua cinese.

Sembra facile, qui ci sono un miliardo emmezzo di cinesi, ma in realtà non è così come sembra.

In casa non vedo mai nessuno. Arrivano tardi, vanno a dormire e la mattina a lavorare.

Il pazzo americano è meglio lasciarlo perdere, come minimo con lui mi gioco pure quel poco che imparo a scuola.

E poi diciamocelo, dev'essere frustrante parlare con uno che sta imparando la tua lingua.

A meno che tu non abbia una laurea in psicologia, una spiccata attitudine al volontariato, una vocazione per l'assistenza sociale e zero amici, dopo due minuti di dialogo con uno come me ti viene l'istinto omicida!

Per farvi capire cosa intendo, ho pensato di riproporvi la cosa al contrario.

Immaginate di avere un nuovo amico cinese, al quale avete deciso (bontà vostra) di insegnare un po' di italiano.

Prima di tutto, auguri!

Ora, proviamo ad immaginare il dialogo, che per avere un senso dovreste leggere a voce alta, a rischio di passare per deficienti:

Voi: allora, per salutare devi dire "buongiorno"
Cinese: puonzolno
Voi: no, non puonzolno... buongiorno
Cinese: puonciolno
Voi: no, buon..gior..no
Cinese: buonciolno
Voi: ci sei quasi... non è buonciolno ma buongioRRRno!
Cinese: buonciolllno
Voi: no buongioRRRRRno!
Cinese: puongioLLLno?
Voi: no, non L... R...
Cinese: L
Voi: R
Cinese: LL
Voi: RRR
Cinese: LLLLL
Voi: RRRRRRRR
Cinese: LLLLLLLLL
Voi: RRRRRRRR prova a fare RRRRRRRRRRRRR
Cinese: LRLRLRLRLRLRLRLRLR
Voi: ci sei quasi!!! RRRRRRRRRRR
Cinese: LRLRLRLRLRLRLRLRLRL
Voi: prova adesso... BUONGIORNO...
Cinese: BUONGIOLNO
Voi: nooooo RRRRRRRRR
Cinese: LLLLLLLLLL
Voi: RRRRRRRRRRR BUONGIORRRRRNO
Cinese: LRLRLRLRLRLR BUONGIOLLLNO
Voi: senti, per salutare devi dire CIAO!
Cinese: ciao?
Voi: PERFETTO!!!! CIAO!

Ecco, questo è più o meno quello che potete immaginare possa essere per un cinese cercare di comunicare con uno straniero che sta imparando la lingua... capite perché è difficile fare esercizi?

Dicono che la cosa migliore è andare al parco e cercare gli anziani, che hanno tanto tempo e gli fa piacere rendersi utili.

Bene, oggi l'ho fatto.

Sono andato nel parco più grande della città (fra l'altro bellissimo). Peccato che gli anziani non ci fossero! Dopo due ore a girovagare, con la tentazione di mettermi a giocare a mini golf o di noleggiare una barchetta per fare un giro sul laghetto, me ne sono tornato a casa, con il mio bel sacco pieno di pive.

Però un po' di esericizio l'ho fatto... ho pronuciato la seguente frase: "uo ia i ghe ch là" che vuol dire "vorrei una coca"... ho preso la mia bottiglietta (di Pepsi purtroppo), pagato, ringraziato e me ne sono andato.

Anche questo è un esercizio con la lingua, no?

Un'ultima cosa prima di lasciarvi... vorrei mandare un saluto a Virginia (il suo blog lo trovate nei link a sinistra col titolo "innamorata di Shanghai") che ha suo malgrado dovuto lasciare questa città nel week end... ci conosciamo poco ma nutriamo la stessa passione per questo posto magnifico, quindi non posso che augurarle "torna presto a casa!!!".

Zaijian,

Chen Long

Postato da: shanghai a agosto 30, 2005 15:51 | link |
cina, vita di tutti i giorni, shanghai, questa è la cina

domenica, 21 agosto 2005
Chi va piano... è fritto!!!

Ni hao!

Lo so, devo scrivere più spesso... ma se tanto siete tutti in vacanza, cosa scrivo a fare?!?!

Ok, questa settimana tornate in tanti al lavoro e quindi avete bisogno di cose che vi facciano passare il tempo. Prometto che ve ne darò occasione tutti i giorni.

Ma veniamo al titolo di oggi.

Non voglio parlare della mia amata Ferrari, anche se dopo il gran premio appena finito, sarebbe in tema perfetto con l'andare piano. E non voglio neanche commentare Fernando Alonso, che non si capisce veramente come faccia ad entrare in una macchina così piccola con un fondo della schiena di quelle dimensioni. Se dovesse vincere il mondiale per due punti, saranno quelli che gli sono capottati in testa oggi all'ultimo giro.

Ma dove lo trova tutto quel c**0?!?

Io un'idea me la sono fatta. Secondo me è Flavione (Briatore) che ne ha preso un po' da tutte le modelle che ha trombato e ha trapiantato il tutto nello spagnoletto (che non è il maschio dell'arachide). D'altronde si vede anche dove lo ha messo, per poter stare nello stretto sedile, ha dovuto una parte infilarla sotto le sopraciglia, ecco perché sono così grosse!!!

Oggi, per la prima volta da quando sono arrivato a Shanghai, ho provato veramente disgusto!

No, non per il gran premio, che è stato pure bello e spettacolare.

Ci sono cose che mi piacciono di più, della Cina, altre che mi piacciono di meno. E' ovvio che sia così. Ma oggi ne ho trovata una che proprio non accetto, non condivido e critico.

Andiamo per ordine. Sono andato a comprare un po' di cose al supermercato, e ne ho approfittato per fare un po' di raccolta di dati su un argomento che potrebbe rappresentare in futuro un lavoro, ma non ve ne parlo ora.

Giravo per il centro commerciale, insieme ad almeno la metà dei 20 milioni di abitanti di Shanghai, a quanti erano, quando mi sono imbattuto in qualcosa di inaspettato.

Per la precisione, stavo curiosando il bancone del pesce dove, oltre al pesce fresco e quello surgelato, qui vi è anche una buona scelta di pesce ultra fresco, nel senso che è vivo.

Nulla di male in tutto questo. Da noi al mercato, per esempio, le anguille sono quasi sempre vive. Qui ci sono dei grandi acquari con vari tipi di pesce. Carpe, pesci che assomigliano a dentici ma di acqua dolce, pesci di colore rosso che spero non mi siano mai stati dati da mangiare fino ad ora. In realtà qui il pesce non lo sto mangiando, anche quando lo trovo in tavola. Non  per altro ma perché non mi piace come lo cucinano. In pratica lo tagliano a strisce e lo friggono. Quindi è pieno di lische, che io odio. Solo per questo.

Guardo per bene nelle palle degli occhi tutti questi bei pescetti e intanto giro intorno al bancone degli acquari, fino a imbattermi nel disgusto più totale.

Si, perché alla modica cifra di 13 Euro, ho trovato in vendita nella sezione "vivo", degli animali che mai avrei immaginato qualcuno potesse essere così pazzo da cucinare e mangiare.

Tartarughe!

Non sto scherzando, giuro. Tartarughe vive, della lunghezza (guscio)