Pensavate di sapere cose vere sulla Cina? Provate a verificare giorno per giorno quanto lo siano.
Questo è il racconto della vita in Cina , nella città di Shanghai, di un Italiano che ha voluto
vederci chiaro e vi svela le sue scoperte, senza peli sulla lingua, o quasi.

Eccomi

Blogger: shanghai

Sono un italiano trasferitosi in Cina.

La mia avventura "blogghistica" è iniziata a poche ore dal mio arrivo in Cina, nell'estate del 2005.

Il blog in questione, "Shanghai è in Cina" non è più stato aggiornato, anche in funzione del fatto che non vivo più a Shanghai... lo stesso è però ancora frequentatissimo e fra i primi risultati nei motori di ricerca.

Se proprio non puoi fare a meno di leggere quanto ho scritto nei miei primi sei mesi di vita cinese, puoi scaricare la versione PDF delle prime 100 pagine del blog:

BLOG SHANGHAI VOLUME 1

Sulla scia della prima avventura da scribacchino (in realtà non è la prima, ho alle spalle un libro e parecchi articoli pubblicati) dopo mesi di meditazione è nato il nuovo blog:

La Mia Cina!

Che fin dal titolo vuole riflettere quello che per me sta diventando questo Paese.

Ecco allora che si riparte, a dire la mia, spesso controcorrente, qualche volta frutto di visioni prettamente "personali" ma, pur sempre, caratterizzati dal fatto di essere qui.

Mi rendo conto, infatti, che sempre più spesso c'è chi parla della Cina ma, se messo alla prova, non sa neanche indicarla sulla carta geografica.

Spero di condividere con molti la... "MIA" Cina!

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venerdì, 11 novembre 2005
Ma quanto mi costi?!?

Ni Hao!

Se dovessi giudicare il successo di questo blog dalle critiche e dai commenti negativi, negli ultmi giorni dovrei considerarmi fortunato, ne piovono in quantità.

A dire il vero in buona parte arrivano dalla stessa tastiera, quella che mi chiede se ho amici, ma non specifica di averne lei (al femminile essendo laureatA).

Beh, qui a Shanghai qualche amico direi che c'é. Erano parecchi venerdì scorso, a festeggiare il mio compleanno al Mural bar, una quarantina.

Prima della festa avevo pensato di farvi un resoconto completo e corredato di immagini. Alla fine della festa ho pensato bene di desistere.

Come ormai saprete al Mural il venerdì si bevè senza pagare (a parte i 10 Euro di ingresso) e quindi immaginatevi come già di solito si concia la gente. Certo, che le performance più audaci arrivassero per opera della mia insegnante di cinese, questo non me lo aspettavo. Resta il fatto che tutti hanno sostenuto che le torta, 5kg di cioccolata e crema cacao, era buonissima. Sono estremamente felice per questo.

Mi scuso con Eli, Marco e gli altri che mi hanno fatto notare che un altro salame non sarebbe risultato sgradito. E' nel frigo, alla prossima...

E' venerdì anche oggi, quindi questa sera andremo a vedere se al Mural ci fanno ancora entrare 8-o ... vi farò sapere.

Oggi invece voglio riprendere in mano con voi le mie esperienze di consumatore.

Non più di un paio di giorni orsono parlavo al telefono con il mio avvocato in Italia. A lui in particolare spiegavo che quando vai al supermercato per fare la spesa, quella grossa, quella della settimana, arrivato alla cassa ci rimani male perché alla fine non sei riuscito a spendere più di una ventina di Euro. Ci rimani male per modo di dire, ovviamente.

In realtà gli ho anche detto che venire a vivere qui in Cina è stata l'unica soluzione possibile per far fronte ai costi che lo riguardano e che assorbono il 98% delle mie capacità finanziarie.

A proposito, 13 minuti di telefonata dal mio cellulare cinese (China Mobile) al numero di Milano dell'avvocato mi sono costati 13 Euro, 1 Euro al minuto. Tanto, certo, ma provate a chiedere agli operatori mobili italiani quanto costerebbe fare altrettanto al contrario, cioè dal vostro cellulare chiamare me in Cina. Ve lo anticipo io, dai 40 ai 70 Euro a seconda dell'operatore. Alla faccia!!!

Ma torniamo all'esperienza di acquisto. Vi anticipo che sto preparando una puntata sulle automobili, ci vuole solo tempo per decifrare le riviste di settore in Cinese e individuare i corrispondenti modelli italiani, compresi quelli di casa FIAT.

La missione di oggi è il Ragù alla bolognese!

Sono infatti appena tornato dal supermercato dove, oltre alla versione cinese dell'idraulico liquido che mi è indispensabile se voglio fare la doccia, ho comprato tutti gli ingredienti necesari per produrre un bel piatto di penne al ragù.

Diciamo subito che la cosa più difficile è stato comprare la merce a peso. Non vi dico poi per trovare il sedano, che si era mimetizzato il bastardo e ho girato come un cretino per mezz'ora. Non avevo idea di come chiederlo e a descriverlo a gesti temevo l'arresto. Ma d'altronde chi potrebbe accettare di fare un soffritto per il ragù senza il sedano?!?

Ecco la lista della spesa:

L'olio di oliva lo avevo portato da casa quindi non lo conto. Qui una bottiglia da un litro di Dante costa intorno ai 7 Euro, che credo siano quasi il doppio del prezzo in Italia.

Anche il parmigiano (rigorosamente Parmigiano Reggiano e mai Grana Padano) lo avevo portato dall'Italia, qui è introvabile!

La pentola di terracotta (bella grande) nella quale cuocerà per almeno 3 ore il mio ragù (vera ricetta bolognese s'intende) l'avevo comprata la settimana scorsa e pagata la bellezza di 1 Euro, al Carrefour.

Il totale della spesa per produrre una quantità di penne al ragù sufficiente per 4 persone è stato pari a: 4,61 Euro. Di ragù fra l'altro ne avanzerà per altre due o tre volte.

Detta così sembra caro ma vorrei invitare qualche anima pia domani, durante la spesa al supermercato in Italia, a guardare i prezzi degli stessi ingredienti e riportare il risultato nei commenti.

Se non consideriamo la pasta, infatti, che è di importazione e quindi incide con un costo alto, i 3,61 Euro di costo delle materie prime elencate in Italia potrebbero aggirarsi al minimo intorno ai 6/7 Euro, il doppio circa.

Detta così sembra che non ci sia tutto questo risparmio, ma secondo me bisogna considerare alcuni fattori chiave:
Ne deriva quindi che con maggiore oculatezza potrò arrivare a produrre un buon mezzo chilo di penne al ragù come dico io, cioè con un bel soffritto, tantissima carne e pomodoro fresco, con una spesa inferiore ai 3 Euro tutto incluso.

Che ve ne pare?

Ne emenrge che comprare in Cina i generi alimentari è certamente meno conveniente dei prodotti industriali. Infatti qui il 20% della popolazione mondiale può disporre solo del 7% delle superfici coltivabili del pianeta. L'importazione è quindi all'ordine del giorno e il basso costo di manodopera e trasporto non riesce a incidere così tanto come sulla produzione industriale.

In ogni caso, anche nella città più cara, è comunque possibile sfamare la famiglia per un mese con i 100 Euro o poco più, il sogno degli operai italiani!

Zaijian,

Chen Long

Postato da: shanghai a novembre 11, 2005 08:40 | link |
cina, vita di tutti i giorni, costi in cina

mercoledì, 02 novembre 2005
Carrefour, IKEA e l'Arte della guerra

Ni Hao!

Ho individuato tre modi principali di fare un blog.

Il primo è quello prettamente personale, dove le persone raccontano i fattacci loro, anche i più intimi, come una volta si faceva con il diario in stile "piccole donne". Questi blog hanno molto spesso un'aggiornamento quotidiano o anche più volte al giorno, che va da piccoli pensieri (tipo "oggi ho le mie cose") a ore di racconti su come "quella bastarda sta cercando di soffiarmi il tipo" (che di solito non la considera di pezza, lei non l'amica). Questo tipo di blog non ha come scopo ultimo quello dell'interazione, che è gradita quando è limitata a commenti di supporto e/o (soprattutto) commiserazione, del tipo: "lascia perdere, sono tutti uguali".

Il secondo genere è quello dei pensatori, diciamo dei provocatori. Sono quelli che amano lanciare la prima pietra. Sono blog dove, con cadenza giornaliera, in pochissime righe il proprietario scrive un commento su qualcosa di accaduto o che accadra, il più possibile (si spera) attinente al tema del blog. Scopo ultimo di questi è la generazione di partecipazione da parte dei lettori, quindi la sezione commenti punta a dimensioni esponenziali rispetto al contenuto vero e proprio.

Il terzo genere è quello che racconta cose e pensieri, molto spesso in composizioni corpose, che possono essere più o meno condivise. Di solito non vanno più di un tot fuori tema e lo scopo è quello di cercare un'interazione più intima con il lettore, senza per forza spingerlo alla convulsione del "commento obbligatorio". L'aggiornamento non è quasi mai quotidiano, ma i temi sono di solito trattati in profondità.

E' inutile dire che è in questo terzo "tipo" che identifico questo blog. Prima di tutto per la incostanza e la lunghezza dei miei interventi. In secondo luogo per il tipo di interazione che cerco con voi. I commenti sono certamente piacevoli. Le e-mail alla mia casella (che è indicata qui a sinistra, ricordo) sono apprezzatissimi. Lo sapete in molti, visto che ogni giorno ricevo delle e-mail che, nella maggiorparte dei casi, sono piacevoli spunti per far crescere la mente e, in molti, sono anche diventate occasioni per nuove amicizie.

Un esempio (e un ringraziamento) è la festa di Halloween a cui mi hanno gentilmente invitato Eli & Marco (il link al loro blog e alle loro foto lo trovate a sinistra) che da ottimi PR hanno riempito l'appartamento con vista su People Square di almeno 100 persone. Il fatto che l'appartamento non fosse il loro ma di Dani e Ale poco conta no? Grazie anche a loro quindi. Mi sono veramente divertito e poi, finalmente, ho scoperto che anche a Shanghai ci sono gli italiani. Mi rimane il dubbio che fossero tutti li sabato sera, una cinquantina in tutto, però... io la mia parte l'ho fatta, presentandomi oltre che con qualche litro di birra, con un bel salame cremonese da mezzo chilo, che ha per un po' trasformato la cucina nel posto più cool di tutta Shanghai. A proposito, grazie Eli & Marco per aver citato la cosa indicando solo l'inziale del mio nome italiano ;-)

Queste sono le piccole (grandi) cose che nascono da un blog e da un semplice messaggio o una e-mail. Allora, cosa aspettate? Per l'ennesima volta esorto chi magari si sia tirato indietro perché "magari disturbo" a non fare il pollo (che fra l'altro rischia l'influenza) e a scrivermi a: chen.long.sh@gmail.com.

Nel frattempo mi sto riambientando nella vita shanghainese, e magari ve ne racconto un po'...

S.P.Q.C. - Sono Pazzi Questi Cinesi!!!

Lunedì avevo un appuntamento di lavoro a HuZhou, ridente cittadina industriale a circa 150Km da Shanghai, che potremmo paragonare a una versione impoverita di Melfi, dove però le fabbriche aprono invece che chiudere.

L'unico mezzo per raggiungere Huzhou è la corriera, la ferrovia lì non arriva. Non perché le ferrovie cinesi non siano valide, anzi, sono forse la rete più estesa al mondo, ma semplicemente perché, come anche da noi, molte località non hanno la stazione ferroviaria.

La corriera per Huzhou non ha nulla da invidiare ai nostri mezzi turistici occidentali, anzi. Il pullman era un ottimo mezzo, decisamente nuovo, confortevole, con aria condizionata, tv e distributore dell'acqua fresca. Altro che le gite delle medie. A parte i VideoCD di karaoke che per tutto il viaggio hanno popolato la televisione e l'impianto di diffusione audio del mezzo, il viaggio presentava tutti i presupposti per essere confortevole.

Una sola cosa manca ai pullman cinesi rispetto ai nostri. Un autista con la testa sulle spalle!

Non ho mai approfondito il tema della guida cinese, lo farò in parte oggi. Sono dei pazzi criminali. In realtà mi chiedo come sia possibile che non si verifichino montagne di incidenti. Faccio qualche esempio.

Huzhou si trova a ovest di Shanghai, nell'entroterra. Il percorso per arrivarvi prevede una prima parte di Autostrada a due corsie più emergenza di circa 60km. Diciamo che è un'autostrada a 3 corsie, perché quella di emergenza viene regolarmente usata dai mezzi più veloci per la marcia in regolare sorpasso a destra di chi viaggia sulle corsie normali. Non è poi raro trovare dei cammion stracarichi che viaggiano sulla corsia di sorpasso a 50 all'ora, incuranti di lampeggiate e clacson.

Già, i clacson. Ormai ho capito che per avere la patente in Cina non devi andare a scuola guida, ma bensì al conservatorio. L'autista cinese, infatti, dedica il 70% del suo tempo a suonare il clacson. Ogni scusa è buona. Anche se sei in corsia di sorpasso, 3km di strada vuota davanti, se vedi un contadino che ara il campo ben lontano dal ciglio della strada, comunque suoni il clacson. Non si sa mai. Anche in questo momento, sono le 10 del mattino, sono in casa con le finenstre ben chiuse. Il palazzo è il terzo del cortile e la strada più vicina è a non meno di 200 metri con una buona quantità di edifici nel mezzo. Sento comunque un continuo e incessante concerto in mi be molle settima crescente e andante (dove, fate voi).

Ma i pazzi non sono loro, gli autisti. C'è di peggio.

Già perché dopo i primi 60 km di autostrada, i restanti 100 sono composti da una statale a due corsie per senso di marcia (con spartitraffico centrale) che secondo me la Salerno Reggio-Calabria dovrebbe un po' invidiare. Ma almeno sulla tanto contestata autostrada italiana non ci sono incroci a ogni metro e fabbriche su tutto il percorso. Cosa succede a questi incroci? Molto semplicemente, zelanti cinesini dal cervello fino (nel senso di piccolo) fanno cose tipo attraversare senza guardare conducendo mezzi di ogni genere, dal carretto tirato a mano, alla bicicletta a tre posti, dal motorino usato come cucina mobile al carretto, motorizzato adattando una motozzappa, caricato come un tir Iveco Turbostar da 480 cavalli.

Immaginatevi due ore (per fare 100km) di viaggio in modalità "burrasca vento forza 7" con il pullman che arriva a 80 all'ora e poi inchioda bruscamente con i piedi sul clacson per uno di questi scavezzacollo ambulanti, per poi ripartire, arrivare a 80 all'ora e rinchiodare... e via così per 100km.

Al ritorno, con il buio, il clacson è stato in parte sostituito dagli abbaglianti, costantemente accesi. Io se fossi uno che arriva in senso contrario, vorrei avere un bazooka a bordo per far saltare in aria tutti quei cretini che mi sparano gli abbaglianti in faccia, ovvero il 97% dei mezzi che circolano.

La spesa francese

Dopo ormai qualche mese di vita e sperimentazione a Shanghai, ho deciso. Si và a vedere il Carrefour.

Partiamo dal principio che il Carrefour in Italia non mi piace. Non mi piace proprio la sensazione che ti offre girando fra gli scaffali. Non è cool come la Esselunga e non è neanche massiccio come l'Iper Coop. Non è accattivante, insomma non trasmette un buon feeling. Ma è francese e quindi a Shanghai il sabato e la domenica fai la fila ore, anche solo per entrare. Tanto per non fare il pirla, ci sono andato di venerdì sera, ed era vuoto.

Non mi piace neanche il Carrefour di Shanghai. Certo, è grande. Certo, l'assortimento è vasto. A parte il fatto che è mediamente caro, anche per i prodotti prettamente cinesi, non mi ha trasmesso grandi entusiasmi.

Non mi fermerò qui e mi sono ripromesso la prossima settimana di visitare il Wall Mart. Già in partenza ho la sensazione che troverò qualcosa di molto diverso dagli originali americani, che sono catene del basso prezzo, quasi come i nostri hard discount tipo LD, Penny market ecc. Vi farò sapere.

E quella svedese

Ah! L'IKEA...

Ho fatto il calcolo. Sono 10 anni che arredo case esclusivamente IKEA. Dovrebbero darmi quasi il premio fedeltà. Le IKEA del nord Italia le ho girate tutte. Di alcune come quella di Carugate (alle porte di Milano, a 3 minuti dagli studi di Canale 5) conosco anche gli acari per nome. Ma ho comprato all'IKEA di Londra, a due passi dallo stadio di Wimbledon, e in quella di Parigi. Insomma, sono IKEA dipendente. Ho 5 tavolini LACK perché due li ho buttati, dato che era caduta sopra della cera dalle candele INDEVIT (il nome delle candele è inventato, non quello dei tavolini).

Ammiro la genialità del Sig. IKEA. So che non si chiama così, ma non ho voglia di cercare su google il nome vero. Però è un Signor IKEA, di questo sono certo, non si tratta di una conglomerata nata pubblica e diventata di proprietà delle banche ma di un vero genio del marketing applicato ai mobili.

Talmente genio che è riuscito a fare la cosa sognata da tutti gli imprenditori del mondo: metterlo in quel posto ai cinesi!!!

Perché dico questo? Ora ve lo spiego.

Dovete sapere che farsi l'arredamento da IKEA è quasi la cosa più figa che le nuove donne manager rampanti di Shanghai possano fare.

Le nostre ragazze vanno a letto sognando Omar, il nuovo tronista della De Filippi (il marito di Costanzo) che si sta allenando per partecipare alla prossima edizione dell'"isola dei pirla".

Le ragazze di Shanghai vanno a letto sognando OMAR, che è il nuovo divano a tre posti in tinte cangianti dell'IKEA!!!

Sono ammirato da come l'IKEA sia riuscita a mantenere la sua identità ovunque, anche in Cina.

Se siete capaci di raggiungere il ristorante svedese al secondo piano di una qualsiasi IKEA italiana, senza farvi fregare dal percorso a ostacoli in mezzo a orde di mobili e suppellettili, beh ci riuscirete anche a Shanghai. I magazzini IKEA sono proprio uguali ovunque. Anche nel menù. Infatti anche all'IKEA di Shanghai il piatto fortè sono le polpette svedesi con salsa ai funghi e annessa composta di mirtilli (che schifo). Unica differenza: da noi il contorno è di patate lesse, qui di patatine fritte.

Ma quello che il Signor IKEA, dicevo, ha avuto la genialità di fare, è di invertire i ruoli.

Perché in Europa quelli come me comprano tutto per la casa, dai mobili agli asciugamani, all'IKEA? Semplicemente perché è il posto più economico che c'é!

E come fa l'IKEA ad essere così economica? Certo, in parte sfrutta i concetti di self service, logistica ottimizzata dallo studio ossessivo degli imballi ecc. Ma la motivazione principale è il fatto che produce in Cina.

E quanto poco costano allora le cose IKEA in Cina, che non hanno neanche spese di logistica? Risposta scontata... oppure no... sono PIU' CARE!!!

Non sto scherzando e l'esempio ve lo faccio con il tavolino LACK, quello di cui ho la collezione completa.

Per chi non l'avesse presente è quel tavolino basso di (finto) legno colorato, quadrato di 60cm di lato. Avete presente? Bene, tenetelo a Mente.

All'IKEA di Carugate il tavolino LACK costa 9,95 Euro, che convertiti in Renminbi (la moneta cinese) corrispondono a 96RMB... All'IKEA di Shanghai il tavolino LACK costa esattamente 119RMB, ovvero il 24% in più!!!

Questo ha dell'incredibile. In questo paese 119RMB sono il salario di 2 giorni di lavoro per un operaio!

Questo significa che in Cina l'IKEA chiede per un tavolino l'equivalente di 2 giorni di salario, contro l'equivalente di 2 ore di salario per un operaio italiano che voglia comprare lo stesso tavolino a Milano.

Questo significa che nel paese dei "poveri" la stessa azienda che in tutta europa è diventata famosa perché mette a disposizione dei più poveri oggetti validi, qui è destinata esclusivamente agli straricchi!!!

Evviva il mercato globale.

Ma come gli è venuta agli svedesi questa idea fenomenale di essere i primi ad aver avuto la capacità di inchiappettare veramente i cinesi? Secondo me hanno letto i libri giusti.

E allora facciamolo anche noi, diamine!

Torna quindi, a furor di popolo, la recensione dei libri a tema.

Fare affari in Cina è una guerra

Se si vuole competere nelle trattative con i manager cinesi, è necessario e fondamentale entrare nella loro visione del business. Adottare le loro stesse strategie e i loro modelli vincenti può consentire di ottenere risultati sorprendenti.

La scuola di management cinese, però, viene da molto lontano, ha migliaia di anni. Se si vuole capire quali sono i fondamenti su cui si basa il modo di concepire il business da parte dei cinesi è necessario partire dalle sue origini, che non sono prettamente legate al mondo degli affari ma fanno più che altro parte dei concetti filosofici. Ecco perché capire la mentalià cinese è fondamentale.

Per fare questo credo che la cosa migliore sia partire dalla scoperta dei pensieri confuciani.

Confucio è il nome latinizzato a nostro uso e consumo del mastro Kong, nato nel 550 a.c. e conosciuto come l'artefice della via della saggezza cinese. Vi riporto un breve passo dei dialoghi di confucio (che come forma potremmo paragonare al nostro concetto di Vangelo, cioè il maestro che racconta a volte storie che necessitano di interpretazione, il tutto tramandato dai discepoli):

L'uomo nobile di animo tiene alla benevolenza, luomo mediocre agli agi; l'uomo nobile di animo tiene all'imparzialità, l'uomo mediocre al favore; l'uomo nobile di animo conosce il senso di giustizia, l'uomo mediocre solo il profitto.

Questo breve passo dei dialoghi confuciani ci fa capire di colpo la base da cui nasce l'approccio di trattativa cinese, per il quale non è importante che una delle due parti ottenga dei benefici, cioè vinca, ma è bensì fondamentale che entrambe abbiano convenienza dal risultato della contrattazione. Perché è l'uomo mediocre che punta esclusivamente al proprio profitto e un manager cinese che si inquadrasse in questo contesto potrebbe perdere la fiducia da parte dei suoi conoscenti.

Ecco perché il manager occidentale che viene qui per fare profitti a scapito della controparte cinese, farebbe meglio a stare a casa a fare l'uomo mediocre, che nel nostro paese è ammirato e riverito (fino a diventare Presidente del Consiglio).

Per andare alla scoperta del pensiero confuciano e aprire così la vostra mente di business man "china ready" potete partire da questo libro:

Confucio - Dialoghi

A cura di Tiziana Lippiello, Einaudi Editore nella collana I tascabili.

Puoi vedere questo libro e saperne di più facendo click qui: Confucio - dialoghi.

Il passo successivo, dopo aver appreso i fondamenti filosofici del pensiero cinese, è quello di imparare le strategie.

Già perché oltre ad applicare le filosofie antiche, qui si applicano anche i modelli strategici vecchi di migliaia di anni e nati per fare la guerra.

L'arte della guerra è il manuale di strategia militare nato dal maestro Sun Tzu e poi esteso dal maestro Sun Pin.

I 36 stratagemmi rappresentano invece le tecniche di base per la conduzione delle battaglie, suddivise in strategie per l'attacco, la difesa, il contrattacco ecc. Sono 6 differenti strategie per ognuna delle 6 tipologie di conduzione della guerra che sono state precedentemente teorizzate dal maestro Sun Tzu.

Entrambi questi libri risalgono ai secoli antecedenti la nascita di Cristo e per molto tempo sono stati vietati al popolo essendo, contemporaneamente, obbligatori nel percorso di studi militare e di conoscenza fondamentale per i generali degli eserciti cinesi.

Oggi le analisi proprie dell'arte della guerra e gli stratagemmi da adottare sui campi di battaglia, sono diventati la materia di studio dei manager cinesi, che prendono spunto dai consigli ai militari per espugnare la fortezza nemica, in questo caso il consiglio di amministrazione dell'azienda partner occidentale.

Se vogliamo competere in questo campo, non possiamo fare altro che apprendere le stesse tecniche di combattimento, partendo da questi due volumi:

L'arte della guerra - Sun Tzu e Sun Pin

Edizione completa adattata da Ralph D. Sawyer e pubblicata da Neri Pozza Editore nella collana Biblioteca

Puoi vedere questo libro e saperne di più facendo click qui: L'arte della guerra.

I 36 stratagemmi - A cura di Gianluca Magi

Edizione particolarmente curata dallo studioso italiano con la prefazione di Franco Battiato, edita da Il Punto d'Incontro.

Puoi vedere questo libro e saperne di più facendo click qui: I 36 stratagemmi.

Come avrete notato, ho aggiunto una funzionalità ai miei consigli editoriali, che è il collegamento diretto a Internet Book Shop Italia, da dove si possono raccogliere le informazioni, leggere le recensioni dei lettori ed eventualmente anche comprare direttamente i libri. Spero che questo vi faccia piacere e approfitterei per darvi i riferimenti anche dei libri che ho consigliato in precedenza:

Federico Rampini - Il secolo cinese

Questo è quanto per oggi.

Domani è il mio compleanno. Ho in serbo una piccola chicca, quindi tornate a trovarmi. Se siete a Shanghai, invece, fatemi un fischio che vi do le coordinate per la mia festa di compleanno che sarà venerdì sera al Mural Bar.

Zaijian,

Chen Long

Postato da: shanghai a novembre 02, 2005 04:54 | link |
cina, vita di tutti i giorni, libri sulla cina

giovedì, 27 ottobre 2005
Finalmente a... casa?!?

Ni Hao!

Orpo! Si, avete letto bene... Ni Hao!

Cosa può significare questo? Esatto, avete capito bene, finalmente vi sto scrivendo nuovamente dalla Cina. Sono tornato a Shanghai. Era ora!

Quanto mi mancavano lo smog, l'aria puzzolente, il traffico infernale, i clacson che non smettono mai di suonare a qualsiasi ora del giorno e della notte.

E' facile capire che si è arrivati a Shanghai, fin dall'aereoporto.

Alzi la mano chi non ha fatto qualche viaggio in aereo. A parte la mamma, credo sarete in pochi. Bene, sapete quindi cosa vuol dire arrivare in un aereoporto, soprattutto internazionale. Prendiamo ad esempio il nostro fantastico e funzionale aereoporto di Milano Malpensa. Quanto di voi hanno provato l'ebrezza di un arrivo a Malpensa? Bene, fate il paragone con un arrivo all'aereoporto internazionale di Pudong (si legge puton) a Shanghai.

Volo Alitalia proveniente da Milano Malpensa. Ovviamente, essendo che l'Alitalia tende a risparmiare (anche sul servizio a bordo direi) il gate assegnato è l'ultimo degli ultimi, il più lontano che c'é (e quindi probabilmente il più economico) anche se tutti quelli più vicini all'uscita sono vuoti. Ma andiamo per ordine, ovvero per orari:

ore 08:42 - atterraggio sulla pista dell'aereoporto internazionale
ore 08:45 - dopo un trasferimento veloce ed efficace l'aereo parcheggia al gate, "s'intuba" come dico io
ore 08:47 - fuori dall'aereo e spediti nel corridoio in direzione immigrazione e dogana
ore 08:51 - dopo chilometri di tappeti si arriva finalmente al controllo immigrazione, dove decine di funzionari hanno come unico scopo quello di non farti fare la coda
ore 08:53 - ufficialmente immigrato e con il passaporto timbrato si va a prendere il bagaglio, il nastro trasportatore è già assegnato
ore 08:55 - bagaglio ritirato senza nessun problema, nonostante i 60kg di mercanzia che mi porto appresso
ore 08:57 - passata la dogana senza batter ciglio, nonostante avessi la valigia piena di salami, formaggi ecc, tutte cose vietatissime
ore 08:59 - fuori dall'aereoporto
ore 09:01 - il taxi ha caricato le valige e parte in direzione centro, anche questa volta ce l'abbiamo fatta.

Non è un caso, è già la seconda volta che mi succede. Questo è l'aereoporto di Shanghai, 19 minuti da quando l'aereo tocca con le ruote sulla pista a quando il taxi parte per portarti in città. Trattandosi di volo intercontinentale con pratiche di immigrazione annesse, io continuo a definirlo un servizio da record.

Bisogna dire il vero, però. Ci sono alcuni elementi che giocano a favore di tutto questo e che sono suscettibili di personalizzazione. La mia è particolarmente smart. Volando molto, sono dotato di tessera del Club Ulisse di Alitalia, che offre alcuni interessanti vantaggi. Il primo di questi è la possibilità, alla partenza, di effettuare il check in al banco riservato alla business class anche se si vola in economica. Oltre a evitare le file, questo consente di avere il bagaglio etichettato come prioritario. Le valige sono quindi le prime ad essere scaricate e portate di corsa al nastro di riconsegna. Già questo è un bel vantaggio, a cui si aggiunge la possibilità di trasportare 20kg di bagaglio extra, che aggiunti ai 30 previsti diventano 50. Hai voglia a portarne di salami. Ultima piccola gratifica è quella di poter scegliere il posto a sedere. Io, se non trovo come in questo caso l'uscita di sicurezza, mi faccio piazzare nella prima fila disponibile. Questo significa essere fra i primi a uscire, a differenza di quelli che sono seduti in 34ma fila che devono aspettare tutto l'aereo. Ciò significa arrivare prima anche all'immigrazione ed evitare le file.

Insomma, è ovvio che con un po' di personalizzazioni di questo genere, diventa più facile stare sotto i 20 minuti. Ma non aggiungerei più di 10/15 minuti per arrivare alla condizione peggiore. Comunque un ottimo tempo.

In compenso so già che quando tornerò a casa per Natale, a Malpensa, mi aspetteranno 15 minuti di trasferimento dalla pista al gate. Attesa perché la rampa non è pronta. Ben 2 sportelli per l'immigrazione dove sonnolenti poliziotti impiegheranno ore a piazzare quattro timbri sui passaporti. Poi una lunga attesa per i miei bagagli "PRIORITY" che avranno nel frattempo subito un bel tentativo di efrazione (lo capisco dal fatto che la mia combinazione, che è numerica, la ritrovo impostata su 000 all'arrivo) con un palmo di naso per quei bastardi che, nonostante ne abbiano arrestati decine, continuano a rubare nelle valige imperterriti. Per finire alla fortunata presenza della mamma perché se dovessi prendere un taxi, dopo ore di fila, spenderei non meno di 120 Euro per arrivare in centro a Milano.

Per la cronaca i 50km di corsa in taxi dall'aereoporto al centro di Shanghai sono costati ben 14 Euro, ovviamente e rigorosamente a tassametro!

E adesso? Che ci faccio a Shanghai?

Sapevo che ve lo sareste chiesto. Ma è presto per parlane. Intanto sono tornato per potervi raccontare un po' di cose nuove sulla Cina. Nei prossimi giorni vi parlerò anche di altre città, dove ho in programma di andare.

Per ora posso solo dire che, non so perche, ma mi sento come "tornato a casa".

Zaijian,

Chen Long.

Postato da: shanghai a ottobre 27, 2005 04:57 | link |
cina, shanghai

sabato, 08 ottobre 2005
Attacco alla Cina!

Ciao!

Sono tornato in Italia da due settimane, ormai. Per fortuna è quasi ora di ripartire, mercoledì mi consegnano il nuovo visto e a giorni si torna a Shanghai!

Perché tanto entusiasmo?

Per prima cosa ho il magone! Ieri pomeriggio, mentre percorrevo annoiato sotto la pioggia la Piacenza-Torino, mi ha chiamato Alfredo da Shanghai per chiedermi l'indirizzo del Mural Bar. Erano le 22:30 di venerdì a Shanghai e lui, che è arrivato in città da appena 3 giorni, dopo i miei racconti non vedeva l'ora di andarci. Che invidia!!!

E poi diciamoci le cose come stanno. A Shanghai in questo momento (là sono quasi le 5 del pomeriggio) c'è il sole e una temperatura intorno ai 25 gradi. E' pure calata l'umidità sotto il 50%. Si sta da matti!!! Lo vogliamo confrontare con questo Piemonte dove alle 10 di mattina sta piovendo e ci sono 10 gradi? E non va neanche meglio in Romagna, dove avranno anche 5 gradi in più, ma comunque è freddo e piove.

Due settimane di Italia, dicevamo. Due settimane di confronto con tante persone. Ho già avuto modo di dire che, da quando sono tornato, tutti mi chiedono "com'é questa Cina?".

Due settimane in cui ho avuto modo di approfondire ancora di più i preconcetti che qui in occidente abbiamo nei confronti di quello che non conosciamo.

La Cina è proprio qualcosa che non conosciamo!

La mia teoria è che le cause siano almeno due:

La prima è certamente la scarsa volontà del Governo cinese di dare informazioni. Certo negli ultimi anni, e negli ultimi mesi in particolare, le aperture sono state molte. Di poche settimane fa è l'annuncio di nuove norme che sono state presentate prima ai giornalisti occidentali e poi al resto del Paese. Qualcosa di impensabile fino a pochi anni fa. I miei tre lettori sanno bene che credo al governo cinese manchi più che altro un buon ufficio di pubbliche relazioni.

Ma vi è certamente anche una seconda concausa. Sono fermamente convinto che i nostri governi occidentali (Stati Uniti su tutti, ma anche la Chiesa non disdegna) abbiano forti interessi a mantenere questo stato di ignoranza e, possibilmente, ad alimentarlo con falsi preconcetti e palle varie. D'altronde se sono riusciti a convincervi (non a me) che Saddam aveva le armi chimiche, quando di chimico aveva solo il petrolio, ovvero quello che interessava a loro, perché non dovrebbero convincervi che i maledetti comunisti cinesi mangiano i bambini?

In questa nostra beata ignoranza viviamo e prosperiamo, convinti che la Cina sia "peggio".

Voglio portarvi un esempio pratico.

Come sapete ho frequentato per due mesi una scuola internazionale a Shanghai. Una di quelle scuole dove molti figlioletti di papà occidentali vanno a fare le vacanze studio.

Con una delle tornate di nuovi studenti arriva un ragazzo da Torino. Lo chiameremo Paolo, non tanto per rispetto della sua privacy ma più che altro perché se mai ho sentito il suo vero nome, l'ho completamente rimosso.

Descrizione di Paolo: 21 anni, studente universitario, alto 1,90 con fisico normale, quasi atletico, faccione da imbecille che si dimostrerà tale nella realtà. Evinco questo sin dai primi minuti, quando lui non ha idea delle mie origini in quanto sono con un amico italiano con il quale, per principio, parliamo comunque in inglese er far si che tutti ci capiscano. E' la cosa più corretta in un ambiente internazionale. Non vi potete immaginare le nostre facce quando sentiamo questo soggetto che, parlando con una nuova arrivata anch'essa italiana, dice (riferendosi a segretaria e insegnanti della scuola):

"ora vado a chiedere a quella stordita del piano di sotto cosa ha detto quella imbecille che parlava con l'altra rincoglionita... sta banda di deficienti".

Ovviamente si riferiva al personale cinese della scuola.

Non credo si tratti di xenofobia, sono convinto che questo soggetto dal cervello di gallina si esprima in questo modo anche in patria. Ma il massimo lo ha espresso con me nel pomeriggio.

Mi trovavo seduto nel salottino della scuola, quando è arrivato e non ho potuto fare a meno di presentarmi in Italiano. Si siede sul divano e si comincia a chiacchierare. Ovviamente mi chiede cosa faccio lì in Cina. La mia risposta, semi evasiva, è stata una cosa del tipo "studio il cinese e intanto cerco un lavoro". A questa affermazione non potrò mai dimenticare la sua risposta, che riporto per intero con testuali parole:

"ma puoi cercare lavoro qui in Cina? Pensavo non si potesse..."

"perché?" chiedo io, e ottengo la seguente risposta:

"ma qui non sono comunisti?"

AAAAAAAAAAHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Lo ammetto, ho abbandonato per un momento il mio spirito di integrazione cinese, per il quale non si tratta mai male il prossimo per non fargli perdere la faccia, e l'ho ricoperto di insulti.

Ci sono molti cinesi che pensano ancora che noi occidentali siamo dei cafoni, se non dei veri e propri barbari. Ho visto persone che mi fanno dire: "non hanno tutti i torti".

Ma questo è dovuto soprattutto alla nostra "ignoranza", nel senso che ignoriamo spesso la maggiorparte delle cose riguardanti quel paese. Ciò ci porta a pensare che l'occidente sia meglio e, di conseguenza, se non ci applichiamo con il massimo della nostra capacità intellettiva, viene naturale avere comportamenti di tipo superiore.

E' quindi fin troppo comune che persone occidentali, imprenditori e manager soprattutto, abbiano atteggiamenti ben poco consoni con quello che è il modello di pensiero cinese.

E quello che i cinesi definiscono:

Attacco alla Cina.

Una sorta di modo di pensare "superiore" che mette l'occidentale in netta difficoltà, perché non gli consente di ottenere il rispetto, e quindi l'amicizia, di molti cinesi. Tutto questo non vi nascondo che comporta molte difficoltà di inserimento, soprattutto in ambiente lavorativo.

Io stesso mi sono reso conto, con il passare del tempo, che alcuni comportamenti da me tenuti non sono esattamente nel modello ideale cinese. Credo che la fortuna stia nel riconoscere questo e, di conseguenza, nel porvi rimedio per il futuro.

Ma resta il fatto che la nostra poca conoscenza ci porta a pensare che i Cinesi siano "in via di sviluppo" e quindi che noi abbiamo solo da insegnare.

Bene, voglio provare a contribuire a colmare un po' di questa scarsa conoscenza, proponendovi un elenco di innovazioni, che sono certo troverete molto curiose:

Questi sono solo alcuni interessanti esempi di come la Cina sia sempre stata un Paese molto evoluto e innovativo.

Perché allora non abbiamo beneficiato di tutte le loro innovazioni in breve tempo ma, per alcune cose, abbiamo atteso anche migliaia di anni?

E' molto semplice. La Cina, nella sua storia, ha avuto uno spirito decisamente meno imperialista e conquistatore del nostro. Difficilmente sentirete parlare di cinesi che si sono comportati come gli spagnoli, gli inglesi, i francesi, e anche noi italiani, nella conquista di nuovi mondi.

Non è un caso, infatti, che i cinesi il petrolio se lo comprano. Noi lo otteniamo con le bombe.

Meditate gente... meditate.

Alla prossima,

Chen Long

Postato da: shanghai a ottobre 08, 2005 10:57 | link |
cina, questa è la cina, questa è litalia, usanze cinesi

giovedì, 06 ottobre 2005
Fare affari in Cina... facile o difficile?

Ciao!

 

Avete notato? La Cina è veramente l'argomento del momento.

 

Da cosa deduco tutto questo? Alcuni esempi: lunedì sera sul canale 109 di SKY daranno un documentario sulla storia della Cina; negli ultimi 3 mesi sono usciti 5 nuovi libri sul fare business in Cina; ogni giorno i principali quotidiani riportano almeno una, se non più, notizia che parli della Cina; sempre a proposito di Libri, le principali librerie di Milano hanno tutte creato una sezione speciale con scaffale ben in vista che presenta tutti i libri sulla Cina; le guide turistiche aumentano di giorno in giorno, così come i siti internet a tema.

Possiamo parlare di Cina mania?

 

Non ancora, forse. O si, finalmente. Bello o brutto, dipende dai punti di vista. Chi mi legge spesso, sa come la penso (bellissimo!).

 

D'altronde sono ormai tre mesi che ho cominciato a tenere questo blog sulla Cina, che poi è stato per molto tempo un blog su Shanghai. Ho già spiegato come, nato quasi per caso, il blog mi abbia portato a interagire con molti di voi. In estate si parlava di consigli sui viaggi vacanzieri. Avvicinatosi l'autunno i temi si sono spostati sul mondo degli affari. Altro sintomo della "febbre gialla" in arrivo.

 

Ho trovato persone convinte che comprare o vendere in Cina sia facile. Altre sostengono che fare affari con la Cina sia impossibile.

Cosa c'é di vero? Tutto è niente!

 

Il fatto è che in Cina è diverso il modo di relazionarsi.

 

La grossa differenza è che noi occidentali puntiamo al massimo risultato di efficienza, trascurando gli eventuali rapporti interpersonali. Al contrario i cinesi molto speso scelgono la strada meno efficace, ma che offre maggiore soddisfazione collettiva per le persone coinvolte nell'affare. E' importante che le persone cinesi coinvolte possano utilizzare il metodo relazionale delle Gunaxi, le amicizie (di cui vi ho parlato in passato) così come è fondamentale che non vengano mai messe nella condizione di perdere la faccia (altro argomento affrontato).

 

Non è semplice da capire, ma forse con un esempio si può intuire qualcosa.

 

Girando per il centro di Shanghai, è facile imbattersi nella pubblicità di una catena di negozi di abbigliamento chiamata CAPTAINO, vediamo come nasce questa catena.

 

Nei primi anni novanta una catena di negozi di abbigliamento sportivo di Singapore, che utilizza il marchio CROCODILE, decide di aprire a Shanghai e per farlo crea una Joint Venture con una donna cinese, Fan Juanfen. Si da il caso che le regole non fossero aperte e libere come oggi, per gli stranieri che volevano fare affari in Cina. Era vietato possedere punti vendita al dettaglio. La signora Fan, guarda caso, era un ex compagna di scuola dell'allora vice premier. Grazie a questa conoscenza (guanxi) ottenne dei permessi speciali per aprire il primo negozio e in poco tempo la catena crebbe, fino a raggiungere i 19 punti vendita.

 

Tutto andava così bene che la società, dopo qualche anno, decise di quotarsi in borsa, e per fare questo affidò le operazioni a manager e società di consulenza. Questi presero poco a poco il pieno controllo della situazione, portando la signora Fan a perdere il potere, cosa che causò frequenti litigi, fino a quando la società decise di licenziarla. La stessa, che nel frattempo aveva coinvolto in posizioni di rilievo nell'azienda molti amici e parenti, fra cui fratello, sorella, cognati e nipoti, aveva perso la faccia con il licenziamento.

 

Altra cosa che la casa madre non aveva valutato attentamente è che il successo dell'azienda era dovuto alle condizioni favorevoli che la stessa Fan era riuscita a creare, grazie al suo giro di conoscenze, le sue guanxi.

 

Ecco allora che la signora Fan, pochi mesi dopo, creò un nuovo marchio (Captaino appunto) e rilevò tutti e 19 i negozi, compresi i dipendenti, usando stratagemmi legali e amicizie varie e lasciando la Crocodile con un palmo di naso.

 

I più scettici andranno subito a pensare che questa storia dimostra che non ci si deve fidare dei cinesi. Sbagliato, dico subito. E aggiungo che la società in questione non era europea o americana, ma di Singapore.

 

Lo scopo di questo breve racconto è quello di far capire quanto le relazioni interpersonali, ovvero le conoscenze siano influenti sul mondo degli affari in Cina.

 

Gli imprenditori italiani che hanno difficoltà a fare affari con la Cina, incontrano questo problema principalmente per questo motivo. Non hanno delle guanxi.

 

Ecco perché per stare su questo mercato ci vuole un supporto di persone che abbiano le conoscenze. Meglio se persone occidentali. Per gli occidentali, però, è molto più difficile creare delle guanxi.

 

Ma di questo parleremo la prossima volta. Vi racconterò come io ho creato alcune delle mie guanxi.

 

Per ora consideriamo che fare affari in cina è difficilissimo... ma anche facilissimo!

 

Alla prossima,

 

Chen Long

Postato da: shanghai a ottobre 06, 2005 11:22 | link |
cina, affari, shanghai

sabato, 01 ottobre 2005
Ma com'è questa Cina?

Ciao!

E' quasi una settimana che sono in Italia e quello che mi capita di fare più spesso, in questi giorni, è parlare con la gente.

Ho parlato con amici e parenti, sconosciuti e conoscenti, le domande sono sempre le stesse:

- ma com'è questa Cina?
- ma cosa ti davano da mangiare?
- ma mangiavi con le bacchette?
- ma come sono i cinesi?

Queste direi che sono le più gettonate, con il cibo che la fa da padrone.

A proposito di cibo, allora, voglio raccontarvi un piccolo aneddoto.

Eravamo in un ristorante cinese, come ce ne sono migliaia. Fra i commensali c'era la persona cinese che aveva organizzato la cena, io ero l'ospite. Come d'usanza, chi invita gli altri a cena ordina per tutti (e paga anche). Molto gentilmente, però, ordinando si rivolge al sottoscritto chiedendo:

li mangi i gamberetti crudi?

certo rispondo io, aggiungendo: anche ieri sera ho cenato a base di Sashimi, adoro il pesce crudo

allora ordino questo piatto tipico, sono gamberetti dentro il vino con le erbe aromatiche e tutto il resto...

Una specie di carpione, penso io.

Dopo pochi minuti la gentilissima cameriera a noi assegnata (i ristoranti in Cina hanno talmente tanto personale che in pratica ogni tavolo ha un cameriere dedicato, o quasi) porta una ciotola quadrata, alta direi un 5 cm, di vetro trasparente. La ciotola è ripiena per due terzi di un liquido che chiaramente è vino, e si vedono le varie spezie ed erbe, così come si vede chiaramente che vi sono immersi i gamberetti. Particolare significante è che la ciotola è ricoperta da uno strato di pellicola trasparente, quella che noi chiamiamo normalmente cellophane.

Il mio pensiero va subito alla cucina, più o meno in questo modo:

che bravi, avranno preparato il tutto questa mattina o magari anche ieri, lasciando i gamberetti a macerare per prendere il gusto, e hanno coperto il tutto con la pellicola per non rovinare il gusto nel frigorifero, anche la mia nonna fa così con la trota in carpione

Sulla parola "carpione" il mio pensiero è costretto a fermarsi bruscamente. Si, perché i gamberetti cominciano a saltare.

Erano vivi!!!

Certo non si può dire che non si trattasse di pesce fresco. Più fresco di così te lo devi andare a pescare di persona. Fatto sta che abbiamo dovuto aspettare che i gamberetti morissero affogati nel vino, letteralmente ubriachi, aiutandoli anche ogni tanto con uno scrollone della ciotola. Dopo qualche minuto la gentile cameriera è venuta a sincerarsi che non vi fossero più animali vivi al nostro tavolo (tranne i commensali ovviamente) e ha quindi potuto togliere la copertura, consentendoci di gustare il piatto prelibato.

Personalmente ho apprezzato molto, e non vedo l'ora di tornare a Shanghai per andare a gustare i gamberetti morti ubriachi, con la speranza di avere qualche ignaro compare da portare a sperimentare il tutto, senza ovviamente prepararlo in precedenza.

Mi diverte molto raccontare questa storiella a tutti quelli che mi chiedono cosa mangiavo in Cina. Ho visto facce di ogni genere, e immagino che anche molti di voi abbiano storto il naso.

Lasciatemi dire che si tratta di un piatto delizioso.

E poi, diciamoci la verità... qui in Piemonte un piatto tipico prevede il consumo di cervello di cavallo fritto!!! Piatto che fra l'altro io personalmente adoro :-)

Ci sono due categorie di persone vogliose di saperne di più su questa benedetta Cina.

I primi sono ovviamente i curiosi.

Quelli che quella volta hanno visto quel documentario. Quelli che gli hanno detto che. Quelli che hanno sentito. Quelli che un amico che ci è stato. Qualcuno mi fa tornare in mente la canzone "Mio cuggino" di Elio e le storie tese (no, non è un errore, è proprio cuggino con due gg).

A tutti questi spiego subito che se hanno visto un documentario sulla Cina, non lo devono considerare. Dal momento in cui, infatti, viene definito lo story board di un documentario, al momento in cui viene trasmesso in televisione, passa non meno di un anno. Il problema è che la Cina evolve così velocemente, che in un solo anno tutto quello che ci racconta il documentario è diventato vecchio, è superato.

Un'altra domanda favolosa è:

Com'è il tempo in Cina?

Questa è dura da spiegare, in teoria. In pratica io rispondo alla domanda con una domanda. So che non si dovrebbe fare, ma io dico:

Com'è il tempo in Italia?

L'interlocutore, che per qualche secondo rimane con la mascella mezza pendula, solitamente risponde:

non c'è un tempo unico, l'Italia è lunga da nord a sud, freddo al nord, caldo al sud ecc

ecco, in Cina è lo stesso, rispondo io prontamente.

E poi c'è la seconda categoria. Ci sono i business men e le business women.

Loro hanno domande molto più pertinenti il mondo degli affari.

La prima domanda che l'uomo di affari, l'imprenditore, ti pone è:

Ma le cinesi, come sono?

D'altronde abbiamo mica tempo da perdere in chiacchiere noi. Cibo, meteo, ma chi se ne frega! Parliamo di cose serie per piacere. Se vado a comprare in Cina, la trovo qualcuna che me la da?

Ovviamente sto esagerando la cosa, però non crediate che non mi sia capitato di sentire ragionamenti di questo genere.

La Cina si sa, è fonte di gioie e dolori per tutto il mondo imprenditoriale italiano. Gioie per pochi, dolori per molti.

I pochi che godono delle gioie sono quelli che, in qualche modo, già hanno avuto il piacere di sfruttare il basso costo della manodopera e delle materie prime cinesi.

Gli altri, la maggiorparte, sono quelli che vorrebbero farlo e hanno capito che non è così facile.

Però l'interesse c'è eccome, non a caso se fate un'analisi delle chiavi di ricerca su Internet, che spingono molte persone a venire a leggere le mie scempiaggini, trovate nell'ordine:

- 28% comprare in Cina
- 19% lavorare in Cina
- 14% business in Cina
- 7% aziende italiane in Cina
- 5% informazioni su Shanghai
- 4% viaggio in Cina

Comprare e fare business rappresentano quasi la metà di coloro che, cercando su Internet, finiscono col trovare il sottoscritto.

D'altronde se si fa una ricerca con GOOGLE, il motore numero uno al mondo, utilizzando la parola chiave "comprare in cina" nelle sole pagine in italiano, questo blog compare fra le prime dieci proposte.

Non so se andare davvero orgoglioso di tutto questo.

Non per altro ma perché ciò significa che chi ha bisogno o voglia di fare degli affari con il mercato cinese, non trova molta offerta nel nostro panorama Internet, se fra le prime 10 soluzioni proposte compare un blog che, certo, talvolta può far sorridere, a detta di molti (ma non di tutti) dice cose interessanti, ma non ti fa di certo concludere affari (per ora!).

Insomma, alla fine:

Ma com'è questa Cina???

La Cina è un Paese grande.

Se avessi scritto che è un Grande Paese, subito mi avreste preso a male parole. Un po' come quel deputato leghista che in settimana ha detto che la RAI ha fatto male a trasmettere il film per la TV sul "Grande Torino" perché di chiaro stampo comunista. Faceva vedere il malessere degli operai! Nel '49, a Torino, quello c'era! Che dovevano fare, inventarsi che andava tutto bene come volete farci credere oggi?

Se mi leggete da un po', sapete che penso sinceramente che la Cina sia un Grande Paese. Ma anche, e soprattutto, una grande opportunità. Per noi italiani lo è ancora di più. Già, perché i cinesi hanno una grande stima di noi italiani. Pensano che siamo un popolo di persone con delle risorse. Vedono il nostro Paese come quello da scoprire. Noi vediamo il loro come quello da sfruttare. ben venga anche questo, ma bisogna farlo, non solo pensarlo.

Io mi sto dando da fare per combinare qualcosa. E voi?

Tanti di voi lo stanno facendo, ricevo molte e-mail, ogni giorno di persone nuove. Ma non basta.

Allora voglio provare ad esortarvi.

Parlo con te, si proprio con te... scrivimi!

Non importa cosa tu abbia da dire, il primo pensiero che ti passa per la mente, ma non stare semplicemente lì, dietro monitor e tastiera ad aspettare che un pezzo di Cina ti cada sulla testa. Qualsiasi cosa ti passi per la capoccia, scrivimela. Mi farebbe piacere.

Ecco l'indirizzo: chen.long.sh@gmail.com

A presto,

Chen Long

Postato da: shanghai a ottobre 01, 2005 17:20 | link |
cina, affari, shanghai, questa è la cina

domenica, 04 settembre 2005
Se tutto va bene siamo rovinati!

 lutto
lutto

Ni hao!

Se scrivo di domenica a quest'ora, ormai lo sapete, l'argomento può essere uno solo.

Esatto, il Gran Premio di Formula 1.

Non a caso la pagina oggi è listata a lutto.

Ci speravamo tutti. Oddio non proprio tutti. E non è neanche proprio vero che ci speravamo. Ormai avevamo capito che quest'anno l'amata Ferrari proprio non ce la fa. Diciamo che quelle gomme da masticare colorate di nero che ci passa la Bridgestone non ce la fanno!!!

Si perché a Maranello la politica viene prima di tutto, e quindi non danno apertamente la colpa e parano il fondo della schiena agli amici giapponesi, che va ammesso negli scorsi anni hanno fatto la loro parte per garantire il successo strepitoso delle rosse. Però è dimostrato che è per colpa delle gomme che la macchina non va. Se fosse stato un problema di progetto non sarebbe stato riconfermato il team di progettisti, alla Ferrari mica sono fessi.

Ma la mia paura non è tanto per quello che poteva succedere oggi a Monza. Il fatto è che il Gran Premio di Cina si fa sempre più vicino, mancano meno di 40 giorni, e lo sapete cosa succede qui a chi va piano vero? Per chi non si ricordasse, il ripassino si trova facendo click qui.

Più il tempo passa e più le gare diventano interessanti. Con sorpassi (negli anni scorsi un miraggio), colpi di scena ecc. Insomma chi sparava a zero sulle regole degli utlimi anni deve ricredersi almeno per quanto riguada lo spettacolo. Vedere una corsa è meno noioso anche solo di un anno fa. Anche se mancano i motivi per saltare in piedi sul divano a urlare fino a farsi mancare la voce, purtroppo.

Certo anche oggi ho temuto che alla fine quel gran culattone (non nel senso di simpatizzante per l'amore gaio ma semplicemente strafortunato) di Alonso andasse a vincere per una gomma saltata all'ultimo giro. Sarebbe stata la seconda volta quest'anno. E comunque il povero Kimi, che dopo Michelone è il pilota che preferisco (ma lo avete visto come guidava inca****o oltre misura oggi? non ci sono altri piloti con tanta grinta in giro), ha avuto la doppia sfiga del motore, prima, e pure della gomma, altrimenti il podio era suo di certo (da matti la strategia di 1 sosta a Monza!).

Certo che a lasciare fuori un pilota (certo, in testa) con una gomma belle che andata, ce ne va di pelo sullo stomaco... ma per la miseria, se non deve avere coraggio chi fa il mestiere del pilota o del team manager, lo deve avere chi? Il netturbino???

Ci vuole anche coraggio però a non infilare la testa nella sabbia da parte di uno come Shumi. Oggi è stato battuto anche dal suo futuro compagno di squadra Massa, che avrà anche un motore Ferrari, ma il resto della macchina svizzera è fatto di formaggio coi buchi!!!

Insomma, io sono dell'idea che quest'ano meriterebbe la McLaren, ma come sapete loro non hanno la fortuna del geometra di Cuneo (e conoscete anche la mia teoria su dove l'abbia trovata).

Come dite? Questo è un blog sulla vita in Cina e mi chiedete che centra la Formula 1 con tutto questo?

Centra, centra... anche un Gran Premio può raccontarvi qualcosa della Cina e dei suoi abitanti.

Il tema principale di oggi, per la stampa italiana, è stato il calo delle vendite di biglietti a Monza. Troppo cari? Disaffezzione? Gare noiose? Meglio alla TV? Colpa della Ferrari che non vince? Tutto insieme.

Il fatto è che noi italiani non ci smentiamo mai. Sempre pronti ad essere appassionati di qualcosa o qualcuno quando è alle stelle, per poi dimenticarsene senza tanti problemi quando passa anche solo un momentaccio.

Scommetto che siete tutti appassionati di Motociclsmo... vero???

Solo 3 o 4 anni fa un Gran Premio di moto metteva davanti al televisore 4 milioni di persone... siamo arrivati a 12... come è possibile? Che ci crediate o no, 4 anni fa quello che vinceva era lo stesso Valentino Rossi (so che per voi è semplicemente Vale), il Dottor Rossi, che vince oggi. Ma ci è voluto il tartassamento mediatico a base di fenomeno (e per la miseria se lo è, un fenomeno) per svegliarvi.

Valentino è un mito perché domina giusto? Ma quanti di voi sanno che prima di lui dominava il suo mentore Mick Doohan, e lo ha fatto per più anni del nostro Dott. Rossi?

Lo stesso vale per la Ferrari. Una Ferrari che vince incolla allo schermo. Una Ferrari che non va, fa dimenticare che lo spettacolo della Formula 1 è composto da 20 macchine che per 300km si dovrebbero cercare di randellare una con l'altra per arrivare prime, e che non è il colore del vincente a fare l'appassionato.

Si, perché ci si interessa dello sport solo quando può generare chiacchierata da caffè, bar o macchinetta che sia.

Non sia mai che domani mattina qualcuno dica "hai visto vale ieri?" e la risposta non possa essere "certo, che fenomeno!"... perchè lo sport, per molti di noi, è solo ed esclusivamente motivo di posizionamento sociale.

Non c'è molta passione in tutto questo, ma sicuramente molta paura di fare la figura del pollo.

Pensate che i Cinesi siano diversi? E perché mai? Solo la presunzione può far pensare questo.

Certo, la presunzione che noi occidentali siamo di razza superiore, loro solo un paese in via di sviluppo. Vi ricordo, tanto per fare un po' il polemico, che loro hanno una marea di motorini e biciclette elettrici, ovvero a emissione zero, noi abbiamo le targhe alterne!!!

Ma quando è ora di tirarsela, tutto il mondo è paese!

Sapete qual'è l'unico Gran Premio di Formula 1 che non teme di mancare il tutto esaurito? Ve lo dico io: Monte Carlo.

E' il più caro, quello con i maggiori problemi logistici per raggiungere il posto e per lasciarlo (l'anno scorso ho impiegato 6 ore per uscire da Monaco e arrivare a Cannes, alla fine della gara) ma, è quello più fico di tutti.

Poter dire "ieri ero a Monaco per vedere il GP" significa essere parte di quella schiera di meno di 100.000 persone nel mondo che, alla modica cifra di 500 Euro per il biglietto meno caro, erano nel principato per l'evento dell'anno (a parte quest'anno che l'evento principale è stato rappresentato dal lutto per Ranieri).

Ma ce n'é un'altro di GP che non rischia di mancare il sold out. Esatto, quello di Shanghai il prossimo 16 ottobre.

Si perché se per noi tirarsela è importante, per gli Shanghainesi (e per i cinesi arricchiti di tutte le città del paese) lo è ancora di più.

Ostentare il benessere, qui a Shanghai, è un must!

Non c'è posto al mondo, a mio dire, dove il classismo sia più evidente. Lo dimostrano le decine di migliaia di auto vip che girano per la città. Sotto il mio palazzo, che conta circa 200 appartamenti, ogni mattina potete osservare il movimento di almeno una decina di auto tutte nere, con i vetri oscurati, occupate da un autista in guanti bianchi (t-shirt sgualcita ma guanti bianchi) che aspetta il proprio uomo (o donna) per portarlo al lavoro.

E se ne vedono a migliaia, ovunque in città.

Si, perché per un dirigente, ad esempio, è più importante avere il benefit dell'auto con autista, piuttosto che l'assicurazione sulla malattia. L'assicurazione non la vede nessuno, l'auto coi vetri scuri e l'autista la vede tutte le mattine l'intero palazzo. Così tutti sanno che sei uno che conta.

E' ovvio che quando avrò un lavoro, rinuncerò a una sostanziosa parte dello stipendio, pur di avere l'auto con autista :-)

Allo stesso modo si giustifica il fatto che un normale Cornetto Algida costa 3RMB (0,35 Euro) ma se lo compri da Haagen-Dazs lo paghi 30 (3,5 Euro). Tutto è giustificato dal fatto che se, alla macchinetta del caffè, lunedì mattina esterni un "ieri abbiamo portato il bambino a mangiare il gelato da Haagen-Dazs" sanno che hai speso almeno 100 RMB (11 Euro) che è lo stipendio che un operaio riceve per 3 giorni di lavoro. Quindi sei un fico perché hai soldi da spendere e questo significa che ti pagano bene.

Qui a Shanghai sono di moda i warming party per le nuove case. Se sei un fico, compri un appartamento al piano alto in un quartiere come si deve, e poi organizzi una festa dove inviti più gente possibile per far vedere il tuo bellissimo appartamento arredato con mobili di design italiano.

Ricevo questo tipo di inviti almeno una volta alla settimana (lo so che sono qui da solo un mese ma che ci volete fare, sono uno che si sa introdurre come si deve). Vi faccio vedere un esempio:

Usually you don't really need a reason to have a party, you just make one up and have a good time with friends and some time even with
strangers!

Nevertheless when there is a reason (or two), one must have a party.  Well turns out that I recently moved to my new place and its one
of my friends - Brenda's birthday - so we thought it will be great idea to have a combined "House Warming/Birthday Party".

Now, I must admit the concept of "House Warming" (or at least the term House Warming) has been slightly confusing in China as I have
received some queries regarding my "House "Heating" and House "Whirling" party.  I want to assure everybody that there will be no
"heating" or "whirling" going on during the party.

Any how here are the details:
==================================
When:             Saturday September 3

Time :                  9 PM -- ?? (Usually I would say until the COPS show up, but that might be suicidal in China!!)

Where:            Building Name: Royal Pavilion (Two Tall Towers)
                 Address: ********** (between Wulumuchi Lu and Chang Le Lu).
                 Near Hilton Hotel and Huashan Hospital

Phone:            Manoj's Mobile: ********

What to Bring :         Bring yourself, bring your (fun) friends (Mandatory!)
                 And if possible bring something small (Drinks/Appetizer) to share with friends (and strangers!)

What to Expect:         I will have Beer, Rum, Vodka, Gin, Whisky, coke, sprite, Soda, water, fruit juices/mixes, Mojito ( if I can
find MINT),
                 Variety of Snacks, fruit, and Music. Yes, there will be dancing at some point in the party, so bring your
                 free spirit and dancing shoes!!

Dress Code/Theme: "Dress to Impress" ( What does that mean -- you figure it out!!)
                 It can be as formal or informal as you like.
                 It can be your national dress or not  (man with Kilts must ware underwear :-)
                 Make it fun, Make it Unique

What not to do:   Please don't plan on driving if you are going to Drink

Questions:        Send me an email or Call my mobile ( *************)

Please RSVP at your earliest convenience. Also feel free to bring your (fun) friends. Just let me know how many -- so I may be able to
plan accordingly.
==================================

Ho ovviamente oscurato l'indirizzo e il numero di telefono del malcapitato di turno che uso come esempio, ma vorrei farvi notare gli elementi cruciali di questo simpatico invito:

- Il concetto di "ho una casa nuova da inaugurare" anche se in modo divertente, è ben sottolineato
- Il nome del palazzo: Royal Pavilion (Two Tall Towers) semplicemente fantastico
- l'indicazione per non confondersi: vicino all'Hilton
- La promessa di dedicarsi alla ricerca della menta per offrire un buon Mojito (che qui non lo sanno proprio fare!)

Insomma, giusto un assaggio per farvi capire cosa vuol dire qui a Shanghai tirarsela... lo fanno in tanti, tutti quelli che possono permetterselo e anche qualcuno che non può.

E qui entra in gioco la Formula 1... cosa c'è di più spendareccio di un biglietto che costa mediamente lo stipendio di 6 mesi di un operaio?

Vogliamo mettere andare al lavoro il 17 ottobre con il cappellino (tarocco) della Renault (che è di moda quest'anno grazzie ai pezzi di fondo schiena recuperati chissà dove da Flavione) per poter dire "si, l'ho preso ieri all'uscita del circuito"... e giù a raccontare di quanto è bella la F1. Cosa che qui non la possono aver capito veramente, visto che la vedono solo da 2 anni.

Bene, con il mio lutto al braccio vado a tirarmela un po' in quel che è la mia cameretta... è tardi, domani si va a scuola.

Zaijian,

Chen Long

 lutto
lutto

Postato da: shanghai a settembre 04, 2005 23:03 | link |
cina, vita di tutti i giorni, shanghai, questa è la cina

venerdì, 02 settembre 2005
30 giorni a novembre con april...

Ni hao!

Non molto tempo fa, a gennaio, una domenica mattina guidavo sereno fra le strade di New Orleans. Guidavo, insomma, mi facevo trascinare dal traffico. Ma più che sereno ero affascinato.

A differenza di molte altre "leggende metropolitane" (fra cui le tante su Shanghai che mi diverto a sbugiardare) quello che si dice di New Orleans è (era) vero. Nulla di più facile che vedere per la strada anziani di colore, col vestito della festa, che cantano e ballano a ritmo di swing.

Colori. Ecco cosa contraddistingue(va) quella città, i colori.

Colori che, a giudicare da quanto si vede nelle foto pubblicate dai vari giornali online, sono stati tutti sopraffatti da uno solo, quello della melma. E' un peccato.

So che tutto questo non centra nulla con la Cina e con Shanghai, ma avevo voglia di esprimere il mio dispiacere per quei colori andati (speriamo non irrimediabilmente) perduti.

Insomma, è un mese che sono a Shanghai!!!

Gia, a questo si riferiva il titolo di oggi. Che si fa? Tiriamo qualche somma?

Dicamolo subito, se qualcuno mi ponesse che so, la domanda: "dopo un mese a Shanghai, cosa ne pensi?" potrei rispondere con una sola frase:

Scusa ma che ci fai ancora lì dove sei??? Cosa aspetti a venire qui?!?!?!

Quando si tirano le somme, è spesso d'uso farlo con i numeri. Ecco allora un po' dei miei (così avrete motivo per dire che do i numeri):

0 le cose che potrebbero farmi venire voglia di tornare in Italia (a parte la romagna)
1 i mesi che ho passato a Shanghai
2 gli anni che ci vorrebbero per imparare decentemente la lingua cinese
3 il massimo di ore di lezione di cinese che si riescono a sopportare prima di collassare
4 i giorni di pioggia che abbiamo avuto in agosto, contro i 19 di media che segnalano le guide turistiche italiane
5 gli italiani che ho trovato a Shanghai in un mese, di cui 4 nella mia scuola (una volta eravamo ovunque)
6 le ore di differenza di fuso orario fra la Cina e l'Italia
7 il numero che contraddistingue il mio bar preferito qui, il People 7
8 il numero fortunato secondo la tradizione cinese
9 le ore di viaggio minime per raggiungere Shanghai dall'Italia
10 il voto che merita chi ha progettato e gestisce la metropolitana di Shanghai, perfetta
12 i giorni di ferie che matura un cinese in un anno di lavoro
15 gli anni che sono passati dalla costruzione del primo grattacielo alla attuale skyline di Shanghai
30 RMB (3 Euro) il costo di una maglietta Diesel tarocca al mercato dei falsi, cotone 100% e ottima fattura
59 le stazioni della metropolitana, suddivise su 3 linee
100 circa le parole cinesi che sono in grado di riconoscere senza problemi
130 le ore di lezione di cinese che ho seguito fino a questo momento
207 il numero che identifica, sul menù del ristorante, la zuppa di noodle e ravioli di gamberetti, il mio piatto preferito per pranzo
408 il numero dell'appartamento dove abito
628 il numero civico del palazzo dove abito
1.000 le volte che si rischia di essere investiti dai motorini sui marciapiedi, se si cammina per 8 ore a Shanghai
2.000 le nuove offerte di lavoro pubblicate ogni giorno nell'area di Shanghai
5.000 RMB (500 Euro) lo stipendio medio di un impiegato di banca
10.000 gli Euro che sono necessari per vivere un intero anno a Shanghai da benestanti, senza farsi mancare nulla
40.000 abitanti per km quadrato, la densità di popolazione della parte centrale di Shanghai
100.000 i palazzi che a Shanghai superano i 100 metri di altezza, quanto il Pirellone, unico grattacielo italiano
19.000.000 i cinesi che si stima abitino nell'area metropolitana di Shanghai, quanti gli abitanti di Piemonte, Lombardia e Veneto

E questi sono solo un po'... i prossimi alla fine del secondo mese, ok?

Vado a prepararmi, è venerdì e quindi questa sera si va al Mural.

Zaijian,

Chen Long

Postato da: shanghai a settembre 02, 2005 19:54 | link |
cina, vita di tutti i giorni, shanghai

martedì, 30 agosto 2005
Esercizi con la lingua...

Ni hao!

Si lo so, mi davate per disperso... ho ricevuto e-mail da "chi l'ha visto"... messaggi su MSN di gente che voleva almeno la scatola nera per analizzare gli ultimi istanti... ma dove cavolo ero finito???

Andiamo per ordine... intanto la tentazione è quella di scrivere del più e del meno per un'oretta, così intanto vi fate un po' di torbide elucubrazioni sul titolo... eh eh eh

Pensavate non vi avessi beccato? Subito a volerne sapere di più sugli esercizi con la lingua eh? Dovrete aspettare, perché prima credo ci sia qualche spiegazione da dare...

Avevo fatto una promessa, e non l'ho mantenuta. Lo so!

Il fatto è che ho una valanga di cose per la testa.

Passo un sacco di tempo a pensare alle cose da scrivervi, e ne ho una marea, ma poi quando mi metto davanti al pc, e come se mi venisse un vuoto di memoria. Perbacco dovrei portarmi il computer in metropolitana!

Ma il motivo è anche (soprattutto) un'altro... Ha più o meno a che fare con il lavoro... Già perché, come sapete, sono qui per imparare il cinese con lo scopo ultimo di lavorare (e quindi di non morire di fame). All'inizio avevo pensato di lanciare una sottoscrizione fra voi lettori per raccogliere fondi che mi permettessero di vivere qui facendo il fannullone, in cambio dei miei scritti, ma poi ho pensato che forse siete un po' pochetti.

Allora succede che, guardandomi intorno, o scoperto che c'è del possibile business da fare, qui a Shanghai. Non vi posso dire di cosa si tratta, ovviamente. Ma casualmente ho degli amici in Italia che si occupano del settore in questione, esportando in vari paesi esteri. E così ho fatto due più due (potenziale mercato più potenziale mercante) e mi sono dedicato parecchio all'analisi e alla stesura di un business plan.

A grandi linee sapete che è più o meno il mio mestiere, anche se non vi ho mai raccontato molto.

Fatto sta che nell'ultima settimana ho dedicato molto tempo (anche gran parte di quello che avrei dovuto dedicare allo studio del cinese) per fare analisi di mercato, parlare con la gente, capire per bene le cose, e trasformare il tutto in un ipotetico piano d'azione.

Va da se che se gli amici italiani dovessero decidere di infilarsi in questo business, o meglio di fare qui quello che fanno già da altre parti, allora avrei risolto il mio problema di trovare un lavoro ;-)

Ecco perché vi ho trascurato un po' (romagnoli a parte) in questi giorni... posso sperare di essere perdonato?

E poi c'è questo cavolo di cinese!!!

No, non quello del piano di sopra che sciabatta... anzi, al piano di sopra ho scoperto abitano delle ragazze che ieri per poco in ascensore mi violentavano... sono scappato in tempo, per fortuna sono solo al 4 piano di 26... per fortuna? ok, lasciamo perdere... ma la cosa ha ovviamente influito positivamente sul mio piccolo ego :-)

Si perché qui il problema si fa serio, l'insegnante dice che dobbiamo fare:

Esercizi con la lingua!

Non voglio neanche sapere quali immonde porcate avete immaginato. Si sta semplicemente parlando di esercitarsi il più possibile a parlare la lingua cinese.

Sembra facile, qui ci sono un miliardo emmezzo di cinesi, ma in realtà non è così come sembra.

In casa non vedo mai nessuno. Arrivano tardi, vanno a dormire e la mattina a lavorare.

Il pazzo americano è meglio lasciarlo perdere, come minimo con lui mi gioco pure quel poco che imparo a scuola.

E poi diciamocelo, dev'essere frustrante parlare con uno che sta imparando la tua lingua.

A meno che tu non abbia una laurea in psicologia, una spiccata attitudine al volontariato, una vocazione per l'assistenza sociale e zero amici, dopo due minuti di dialogo con uno come me ti viene l'istinto omicida!

Per farvi capire cosa intendo, ho pensato di riproporvi la cosa al contrario.

Immaginate di avere un nuovo amico cinese, al quale avete deciso (bontà vostra) di insegnare un po' di italiano.

Prima di tutto, auguri!

Ora, proviamo ad immaginare il dialogo, che per avere un senso dovreste leggere a voce alta, a rischio di passare per deficienti:

Voi: allora, per salutare devi dire "buongiorno"
Cinese: puonzolno
Voi: no, non puonzolno... buongiorno
Cinese: puonciolno
Voi: no, buon..gior..no
Cinese: buonciolno
Voi: ci sei quasi... non è buonciolno ma buongioRRRno!
Cinese: buonciolllno
Voi: no buongioRRRRRno!
Cinese: puongioLLLno?
Voi: no, non L... R...
Cinese: L
Voi: R
Cinese: LL
Voi: RRR
Cinese: LLLLL
Voi: RRRRRRRR
Cinese: LLLLLLLLL
Voi: RRRRRRRR prova a fare RRRRRRRRRRRRR
Cinese: LRLRLRLRLRLRLRLRLR
Voi: ci sei quasi!!! RRRRRRRRRRR
Cinese: LRLRLRLRLRLRLRLRLRL
Voi: prova adesso... BUONGIORNO...
Cinese: BUONGIOLNO
Voi: nooooo RRRRRRRRR
Cinese: LLLLLLLLLL
Voi: RRRRRRRRRRR BUONGIORRRRRNO
Cinese: LRLRLRLRLRLR BUONGIOLLLNO
Voi: senti, per salutare devi dire CIAO!
Cinese: ciao?
Voi: PERFETTO!!!! CIAO!

Ecco, questo è più o meno quello che potete immaginare possa essere per un cinese cercare di comunicare con uno straniero che sta imparando la lingua... capite perché è difficile fare esercizi?

Dicono che la cosa migliore è andare al parco e cercare gli anziani, che hanno tanto tempo e gli fa piacere rendersi utili.

Bene, oggi l'ho fatto.

Sono andato nel parco più grande della città (fra l'altro bellissimo). Peccato che gli anziani non ci fossero! Dopo due ore a girovagare, con la tentazione di mettermi a giocare a mini golf o di noleggiare una barchetta per fare un giro sul laghetto, me ne sono tornato a casa, con il mio bel sacco pieno di pive.

Però un po' di esericizio l'ho fatto... ho pronuciato la seguente frase: "uo ia i ghe ch là" che vuol dire "vorrei una coca"... ho preso la mia bottiglietta (di Pepsi purtroppo), pagato, ringraziato e me ne sono andato.

Anche questo è un esercizio con la lingua, no?

Un'ultima cosa prima di lasciarvi... vorrei mandare un saluto a Virginia (il suo blog lo trovate nei link a sinistra col titolo "innamorata di Shanghai") che ha suo malgrado dovuto lasciare questa città nel week end... ci conosciamo poco ma nutriamo la stessa passione per questo posto magnifico, quindi non posso che augurarle "torna presto a casa!!!".

Zaijian,

Chen Long

Postato da: shanghai a agosto 30, 2005 15:51 | link |
cina, vita di tutti i giorni, shanghai, questa è la cina

domenica, 21 agosto 2005
Chi va piano... è fritto!!!

Ni hao!

Lo so, devo scrivere più spesso... ma se tanto siete tutti in vacanza, cosa scrivo a fare?!?!

Ok, questa settimana tornate in tanti al lavoro e quindi avete bisogno di cose che vi facciano passare il tempo. Prometto che ve ne darò occasione tutti i giorni.