Pensavate di sapere cose vere sulla Cina? Provate a verificare giorno per giorno quanto lo siano.
Questo è il racconto della vita in Cina , nella città di Shanghai, di un Italiano che ha voluto
vederci chiaro e vi svela le sue scoperte, senza peli sulla lingua, o quasi.
Sono un italiano trasferitosi in Cina.
La mia avventura "blogghistica" è iniziata a poche ore dal mio arrivo in Cina, nell'estate del 2005.
Il blog in questione, "Shanghai è in Cina" non è più stato aggiornato, anche in funzione del fatto che non vivo più a Shanghai... lo stesso è però ancora frequentatissimo e fra i primi risultati nei motori di ricerca.
Se proprio non puoi fare a meno di leggere quanto ho scritto nei miei primi sei mesi di vita cinese, puoi scaricare la versione PDF delle prime 100 pagine del blog:
Sulla scia della prima avventura da scribacchino (in realtà non è la prima, ho alle spalle un libro e parecchi articoli pubblicati) dopo mesi di meditazione è nato il nuovo blog:
La Mia Cina!
Che fin dal titolo vuole riflettere quello che per me sta diventando questo Paese.
Ecco allora che si riparte, a dire la mia, spesso controcorrente, qualche volta frutto di visioni prettamente "personali" ma, pur sempre, caratterizzati dal fatto di essere qui.
Mi rendo conto, infatti, che sempre più spesso c'è chi parla della Cina ma, se messo alla prova, non sa neanche indicarla sulla carta geografica.
Spero di condividere con molti la... "MIA" Cina!
Se qualcuna delle mie fotografie ti piace particolarmente e la vuoi per usarla come sfondo dello schermo o per farne un poster, puoi richiedrmi via mail la copia ad alta risoluzione.
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Ni hao!
Si lo so, mi davate per disperso... ho ricevuto e-mail da "chi l'ha visto"... messaggi su MSN di gente che voleva almeno la scatola nera per analizzare gli ultimi istanti... ma dove cavolo ero finito???
Andiamo per ordine... intanto la tentazione è quella di scrivere del più e del meno per un'oretta, così intanto vi fate un po' di torbide elucubrazioni sul titolo... eh eh eh
Pensavate non vi avessi beccato? Subito a volerne sapere di più sugli esercizi con la lingua eh? Dovrete aspettare, perché prima credo ci sia qualche spiegazione da dare...
Avevo fatto una promessa, e non l'ho mantenuta. Lo so!
Il fatto è che ho una valanga di cose per la testa.
Passo un sacco di tempo a pensare alle cose da scrivervi, e ne ho una marea, ma poi quando mi metto davanti al pc, e come se mi venisse un vuoto di memoria. Perbacco dovrei portarmi il computer in metropolitana!
Ma il motivo è anche (soprattutto) un'altro... Ha più o meno a che fare con il lavoro... Già perché, come sapete, sono qui per imparare il cinese con lo scopo ultimo di lavorare (e quindi di non morire di fame). All'inizio avevo pensato di lanciare una sottoscrizione fra voi lettori per raccogliere fondi che mi permettessero di vivere qui facendo il fannullone, in cambio dei miei scritti, ma poi ho pensato che forse siete un po' pochetti.
Allora succede che, guardandomi intorno, o scoperto che c'è del possibile business da fare, qui a Shanghai. Non vi posso dire di cosa si tratta, ovviamente. Ma casualmente ho degli amici in Italia che si occupano del settore in questione, esportando in vari paesi esteri. E così ho fatto due più due (potenziale mercato più potenziale mercante) e mi sono dedicato parecchio all'analisi e alla stesura di un business plan.
A grandi linee sapete che è più o meno il mio mestiere, anche se non vi ho mai raccontato molto.
Fatto sta che nell'ultima settimana ho dedicato molto tempo (anche gran parte di quello che avrei dovuto dedicare allo studio del cinese) per fare analisi di mercato, parlare con la gente, capire per bene le cose, e trasformare il tutto in un ipotetico piano d'azione.
Va da se che se gli amici italiani dovessero decidere di infilarsi in questo business, o meglio di fare qui quello che fanno già da altre parti, allora avrei risolto il mio problema di trovare un lavoro ;-)
Ecco perché vi ho trascurato un po' (romagnoli a parte) in questi giorni... posso sperare di essere perdonato?
E poi c'è questo cavolo di cinese!!!
No, non quello del piano di sopra che sciabatta... anzi, al piano di sopra ho scoperto abitano delle ragazze che ieri per poco in ascensore mi violentavano... sono scappato in tempo, per fortuna sono solo al 4 piano di 26... per fortuna? ok, lasciamo perdere... ma la cosa ha ovviamente influito positivamente sul mio piccolo ego :-)
Si perché qui il problema si fa serio, l'insegnante dice che dobbiamo fare:
Esercizi con la lingua!
Non voglio neanche sapere quali immonde porcate avete immaginato. Si sta semplicemente parlando di esercitarsi il più possibile a parlare la lingua cinese.
Sembra facile, qui ci sono un miliardo emmezzo di cinesi, ma in realtà non è così come sembra.
In casa non vedo mai nessuno. Arrivano tardi, vanno a dormire e la mattina a lavorare.
Il pazzo americano è meglio lasciarlo perdere, come minimo con lui mi gioco pure quel poco che imparo a scuola.
E poi diciamocelo, dev'essere frustrante parlare con uno che sta imparando la tua lingua.
A meno che tu non abbia una laurea in psicologia, una spiccata attitudine al volontariato, una vocazione per l'assistenza sociale e zero amici, dopo due minuti di dialogo con uno come me ti viene l'istinto omicida!
Per farvi capire cosa intendo, ho pensato di riproporvi la cosa al contrario.
Immaginate di avere un nuovo amico cinese, al quale avete deciso (bontà vostra) di insegnare un po' di italiano.
Prima di tutto, auguri!
Ora, proviamo ad immaginare il dialogo, che per avere un senso dovreste leggere a voce alta, a rischio di passare per deficienti:
Voi: allora, per salutare devi dire "buongiorno"
Cinese: puonzolno
Voi: no, non puonzolno... buongiorno
Cinese: puonciolno
Voi: no, buon..gior..no
Cinese: buonciolno
Voi: ci sei quasi... non è buonciolno ma buongioRRRno!
Cinese: buonciolllno
Voi: no buongioRRRRRno!
Cinese: puongioLLLno?
Voi: no, non L... R...
Cinese: L
Voi: R
Cinese: LL
Voi: RRR
Cinese: LLLLL
Voi: RRRRRRRR
Cinese: LLLLLLLLL
Voi: RRRRRRRR prova a fare RRRRRRRRRRRRR
Cinese: LRLRLRLRLRLRLRLRLR
Voi: ci sei quasi!!! RRRRRRRRRRR
Cinese: LRLRLRLRLRLRLRLRLRL
Voi: prova adesso... BUONGIORNO...
Cinese: BUONGIOLNO
Voi: nooooo RRRRRRRRR
Cinese: LLLLLLLLLL
Voi: RRRRRRRRRRR BUONGIORRRRRNO
Cinese: LRLRLRLRLRLR BUONGIOLLLNO
Voi: senti, per salutare devi dire CIAO!
Cinese: ciao?
Voi: PERFETTO!!!! CIAO!
Ecco, questo è più o meno quello che potete immaginare possa essere per un cinese cercare di comunicare con uno straniero che sta imparando la lingua... capite perché è difficile fare esercizi?
Dicono che la cosa migliore è andare al parco e cercare gli anziani, che hanno tanto tempo e gli fa piacere rendersi utili.
Bene, oggi l'ho fatto.
Sono andato nel parco più grande della città (fra l'altro bellissimo). Peccato che gli anziani non ci fossero! Dopo due ore a girovagare, con la tentazione di mettermi a giocare a mini golf o di noleggiare una barchetta per fare un giro sul laghetto, me ne sono tornato a casa, con il mio bel sacco pieno di pive.
Però un po' di esericizio l'ho fatto... ho pronuciato la seguente frase: "uo ia i ghe ch là" che vuol dire "vorrei una coca"... ho preso la mia bottiglietta (di Pepsi purtroppo), pagato, ringraziato e me ne sono andato.
Anche questo è un esercizio con la lingua, no?
Un'ultima cosa prima di lasciarvi... vorrei mandare un saluto a Virginia (il suo blog lo trovate nei link a sinistra col titolo "innamorata di Shanghai") che ha suo malgrado dovuto lasciare questa città nel week end... ci conosciamo poco ma nutriamo la stessa passione per questo posto magnifico, quindi non posso che augurarle "torna presto a casa!!!".
Zaijian,
Chen Long
Ni hao!
Lo so, devo scrivere più spesso... ma se tanto siete tutti in vacanza, cosa scrivo a fare?!?!
Ok, questa settimana tornate in tanti al lavoro e quindi avete bisogno di cose che vi facciano passare il tempo. Prometto che ve ne darò occasione tutti i giorni.
Ma veniamo al titolo di oggi.
Non voglio parlare della mia amata Ferrari, anche se dopo il gran premio appena finito, sarebbe in tema perfetto con l'andare piano. E non voglio neanche commentare Fernando Alonso, che non si capisce veramente come faccia ad entrare in una macchina così piccola con un fondo della schiena di quelle dimensioni. Se dovesse vincere il mondiale per due punti, saranno quelli che gli sono capottati in testa oggi all'ultimo giro.
Ma dove lo trova tutto quel c**0?!?
Io un'idea me la sono fatta. Secondo me è Flavione (Briatore) che ne ha preso un po' da tutte le modelle che ha trombato e ha trapiantato il tutto nello spagnoletto (che non è il maschio dell'arachide). D'altronde si vede anche dove lo ha messo, per poter stare nello stretto sedile, ha dovuto una parte infilarla sotto le sopraciglia, ecco perché sono così grosse!!!
Oggi, per la prima volta da quando sono arrivato a Shanghai, ho provato veramente disgusto!
No, non per il gran premio, che è stato pure bello e spettacolare.
Ci sono cose che mi piacciono di più, della Cina, altre che mi piacciono di meno. E' ovvio che sia così. Ma oggi ne ho trovata una che proprio non accetto, non condivido e critico.
Andiamo per ordine. Sono andato a comprare un po' di cose al supermercato, e ne ho approfittato per fare un po' di raccolta di dati su un argomento che potrebbe rappresentare in futuro un lavoro, ma non ve ne parlo ora.
Giravo per il centro commerciale, insieme ad almeno la metà dei 20 milioni di abitanti di Shanghai, a quanti erano, quando mi sono imbattuto in qualcosa di inaspettato.
Per la precisione, stavo curiosando il bancone del pesce dove, oltre al pesce fresco e quello surgelato, qui vi è anche una buona scelta di pesce ultra fresco, nel senso che è vivo.
Nulla di male in tutto questo. Da noi al mercato, per esempio, le anguille sono quasi sempre vive. Qui ci sono dei grandi acquari con vari tipi di pesce. Carpe, pesci che assomigliano a dentici ma di acqua dolce, pesci di colore rosso che spero non mi siano mai stati dati da mangiare fino ad ora. In realtà qui il pesce non lo sto mangiando, anche quando lo trovo in tavola. Non per altro ma perché non mi piace come lo cucinano. In pratica lo tagliano a strisce e lo friggono. Quindi è pieno di lische, che io odio. Solo per questo.
Guardo per bene nelle palle degli occhi tutti questi bei pescetti e intanto giro intorno al bancone degli acquari, fino a imbattermi nel disgusto più totale.
Si, perché alla modica cifra di 13 Euro, ho trovato in vendita nella sezione "vivo", degli animali che mai avrei immaginato qualcuno potesse essere così pazzo da cucinare e mangiare.
Tartarughe!
Non sto scherzando, giuro. Tartarughe vive, della lunghezza (guscio) di una ventina di centimetri o poco più, vendute direttamente con scatoletta completa di maniglia per il trasporto. Costo cadauna 120 RMB, ovvero poco più di 13 Euro.
Questo veramente no, mi fa schifo e lo voglio dire. Capisco le differenze di cultura. Capisco tutto. Ma le tartarughe proprio no.
Sono talmente disgustato che non ho voglia di aggiungere altro.
Speriamo solo che per il prossimo 16 ottobre, giorno in cui si correrà il gran premio di Formula 1 qui a Shanghai, la mia amata Ferrari abbia ritrovato un po' di competitività.
Non vorrei mai che così lenta, la friggessero in padella!!!
Zaijian,
Chen Long
Ni hao!
come va? Avete passato un buon ferragosto? Avete fatto gavettoni anche per me? Già, perché qui il 15 era un giorno lavorativo (scolastico nel mio caso) come gli altri e quindi... altro che spiaggia o grigliata!
Basta con le ripetute lamentele sul fatto che sto lesinando un po' nello scribacchiare. Vi ho già spiegato che sono nel pallone più totale con la difficilissima lingua cinese. Sto però impostando un po' meglio il metodo, aiutandomi con strumenti didattici che costruisco per conto mio al computer, e poco per volta sto ritornando in pari con il programma scolastico, quindi il tempo per tediarvi tornerà ad esserci.
E poi, diciamocela tutta, non è che vi trascuro così tanto... sapete quanto scrivo? Essendo (fra le altre cose) un po' malato di analisi e statistiche, le faccio anche su questo blog. Non parlo delle statistiche di accessi, pagine ecc, quelle ci sono ma non le guardo neanche. No, quello che faccio è contare quanto scrivo.
E volete sapere quanto scrivo? In due settimane vi ho propinato circa 150.000 caratteri.
La cosa vi dice poco? Lasciate che vi faccia qualche esempio di paragone. Come sapete (o forse non lo sapevate ma vabbé, ora lo sapete) ho scritto parecchi articoli per vari giornali, nel tempo. Ho quindi una dimistichezza con il conteggio dei caratteri, che è l'unità di misura che il capo redattore ti da per dimensionare la lunghezza del tuo articolo. Un articolo di 3 pagine, come quelli che (maledetti) state leggendo sotto l'ombrellone, corredato di un po' di immagini si estende su circa 10.000 caratteri.
Questo significa che, usando come parametro una normale rivista settimanale o mensile, ho messo a disposizione in due settimane 45 pagine, esclusa la pubblicità!
Potrei aggiungere che:
1) con un ritmo come questo potrei da solo fare una rivista mensile di 150 pagine, con la pubblicità al 40% che è una media normale;
2) un articolo di 3 pagine viene mediamente pagato 100 Euro... a quest'ora avrei guadagnato 1.500 Euro se avessi scritto per denaro;
3) allora sono proprio pirla!!! Non è che fra di voi c'è qualche editore che necessita di uno scribacchino???
Oggi torniamo a parlare di business!
Sì perché il lavoro e gli affari sono il motivo che mi ha spinto qui a Shanghai e, come vi ho promesso all'inizio di tutto, uno degli scopi di questo blog è di dire cose vere e (si spera) qualche volta sensate, sul mondo degli affari qui nel paese dei mangiatori di bambini (perché comunisti) cirropatici (che non so se si dice ma comunque perché hanno la pelle gialla) e monofaccia (no comment).
Vi ho già accennato al fatto che qui gli affari si fanno in particolar modo grazie alle Guanxi, le conoscenze.
Da buon furbetto, quindi, sono arrivato da sole due settimane ma mi sono già messo di gran lena a creare il mio giro di conoscenze.
Casualmente il vantaggio di un italiano, trentenne, di buona culutura, alto e se non proprio bello almeno senza doppio mento, è che le conoscenze arrivano facili facili, quando sono di sesso femminile. Non vi è, da parte mia, alcun fine diverso dal lavoro. Chiariamo subito e per benino che voi siete in mood estivo e fra Chi, Novelle varie, Vip, Gossip ecc, chissà che vi passa per la capa. Solo lavoro.
Tanto per non sbagliare sono partito da fonti buone. Ho fatto conoscenza con un po' di persone nel settore della consulenza strategica, che ruotano intorno a società di (alto) livello internazionale molto importanti, quindi consulenti che hanno agganci molto validi. E' importante avere delle buone referenze, non frega a nessuno se hai le Guanxi con il lattaio sotto casa.
Ieri sera sono stato invitato a un party di compleanno, che prevedeva cena in un ristorante nepalese, fra l'altro proprio di fianco al People7 di cuì vi ho già parlato e proposto foto.
Era il compleanno di Christopher, ragazzo francese responsabile della comunicazione e pr di un gruppo che produce ed esporta moda. Ad occupare un intero piano del ristorante eravamo in 40.
Uomini e donne di tutto il mondo, fra i 25 e i 40 anni, più o meno tutti in carriera nei vari settori che tirano qui a Shanghai. Quindi consulenza, servizi, fashion, c'erano un paio di giornaliste di settimanali locali di quelli alla moda ecc.
Inodovinate su 40 quanti italiani? 1, io!
Come al solito non ci facciamo scappare occasione per far notare come siamo messi. Vi giuro che c'era gente da tutti i paesi più sperduti del mondo. Un solo sfigatissimo (si fa per dire) italiano. In teoria siamo sempre dappertutto, ma a quanto pare non qui a Shanghai.
Allora si parlava con Linda, che fa la consulente di Strategic Management per una importante società, e che ha un capo italiano (almeno uno) che a un certo punto (lei è cinese) mi fa una domanda di quelle che vorresti magari evitare: "perché voi italiani pensate così tanto male della Cina?".
Non vi dico l'imbarazzo. Passati però quei 76, 77 minuti di completo gelo, mi sono ripreso e le ho risposto con l'unica fraseche poteva avere un senso: "perché siamo il popolo più stupido che esiste sulla faccia della Terra!"
Bene. Risata, situazione salvata, faccia come il c**o messa a dura prova e via... ma tornato a casa, la domanda era ancora lì...
Facciamo un salto indietro nel tempo... vi ricordate di R.?
Per i meno attenti, R. è l'imprenditrice del nord-est i cui dilemmi sono in parte stati sviscerati nel primo episodio di questa mini saga. Se vi serve potete rinfrescarvi la memoria cliccando qui.
Vi avevo lasciati, a quel tempo, con un commento di R. che, dissi, avrei analizzato in una successiva puntata. Ecco, ora è il momento di farlo.
Nel mio colloquio con R., pochi giorni prima di partire per Shanghai, le esponevo la mia visione (non ancora validata dall'aver toccato con mano e quindi più che variabile) sul fatto che per competere con i Cinesi doveva venire qui e allearsi con loro.
La frase emblematica di R. era stata "ma chi vuoi che ci vada fino in Cina..."
Fino in Cina???
Laciate che vi racconti un'altro pezzo di storia (di un'altra storia).
Lo so che non è facile seguirmi se salto da una parte all'altra così, ma che volete, adoro la regia alla Tarantino (anche se i miei sembrano più racconti sconnessi alla Lucarelli... paura eh?).
Qualche anno fa, diciamo pure più di 10, lavoravo in una università italiana. Ok, era il Politecnico di Torino, nella sede di Ivrea. Lì ad ogni fine anno (didattico) si sfornavano nuovi ingegneri ed era il perido in cui l'Olivetti non era ancora a p*****e e, addirittura, assumeva personale.
La storia che vi racconto è quella di Piero (nome di fantasia), giovane studente, fra le altre cose (capirete dopo perché lo sottolineo) neanche fidanzato, che, migliore del suo corso e laureato con lode, a soli 24 anni e prima ancora di ritirare il suo pezzo di carta tanto sudato, riceve la seguente proposta:
assunzione a tempo indeterminato con contratto quadro di primo livello (e stipendio conseguente) nella divisione stampanti di Olivetti, a una condizione... i primi 2 anni di carriera, per forza di cose orientata alla dirigenza visto il punto di partenza, da effettuarsi nella sede di Pozzuoli, per la quale l'azienda metteva a disposizione appartamento in residence presso la sede remota, ovvie indennità economiche di trasferta e volo andata e ritorno tutti i fine settimana Capodichino-Caselle-Capodichino per stare a casa nel week end.
Bene, cosa fece il nostro Piero? Ovviamente... rifiutò, in attesa di trovare una sistemazione che gli permettesse di stare vicino a casa... ogni (mio) commento è superfluo!
Figuriamoci se a Piero avessero proposto di venire in Cina!!!
Lasciamo Piero e il passato e torniamo ai giorni nostri.
Che gli italiani sono mammoni, lo sappiamo e non facciamo finta di niente. E le mamme degli italiani darebbero il sangue per non farli allontanare a più di 100 metri da casa. Sappiamo anche questo. Non so la mia, che mi ha lontano da casa da 10 anni, ma diciamo che la media è così.
C'è un esempio che vi volgio fare che è bellissimo, per capire come vanno le cose da noi.
Pochi giorni prima di partire ero dalla Nonna a pranzo e a un certo punto si mette a piangere. Le chiedo "che c'è?" e lei mi risponde "non sono contenta che vai così lontano"...
Al che le ho detto: "Nonna, vado a Shanghai per 2 mesi. A gennaio sono andato in America per due mesi, stessa distanza, e non hai pianto. Ad Aprile sono andato in Egitto per due mesi, un po' più vicino, ma non hai comunque pianto."
E la serafica risposta è stata: "eh ma lì è diverso"!!!
Come?!? In America... si. In Egitto... si. In Cina... no!
non stiamo parlando di periodi, quindi di situazioni, diversi. Uno in coppa all'altro, direbbero a Napoli dove si sono presi volentieri il posto lasciato da Piero (forse).
Vi propongo una mia personalissima statistica, non basata su alcun numero ma su pura immaginazione (e non sono così sicuro di sbagliare).
Prendiamo a campione 100 neo laureati.
80 di questi non accetterebbero mai di lavorare a tempo pieno all'estero. Vuoi per il/la fidanzato/a. Vuoi perché mammoni. Vuoi perché chissàcheccavolo. Ma non lo farebbero.
Dei restanti 20, alle seguenti proposte di città dove lavorare, ecco la mia stima:
Londra - 20
Parigi - 15
Bruxelles - 8
Altre città europee - 6/7
New York - 5
Altre città americane - 3
Shanghai - 1 (forse)
Ma perché?!? Che cos'ha questa Cina che mette così a disagio?
La distanza? Non sapete che Alitalia ha un volo diretto andata e ritorno tutti i giorni Malpensa-Shanghai?
La lingua? Perchè pensate che a Parigi ve la cavate con l'Inglese? Nell'unico paese al mondo che non dice Computer ma Ordinateur (o come dicono, insomma).
La paura? Ma lo sapete che Shanghai è probabilmente fra le prima nella lista delle città con meno crimini al mondo, dove i polizziotti hanno talmente un c**o da fare che ogni giorno si dedicano a multare i ciclisti che non rispettano lo stop?
Io davvero non capisco!
Ma allora chi ci va in Cina?
Quelli come me, ad esempio.
Imprenditori, non avete le palle per venire qui? E sfruttate le nostre no?
Ritorniamo a Linda, che ha avuto la malaugurata idea di originare questo sproloquio. Dopo averle detto come siamo noi italiani, le ho spiegato perché secondo me c'è questo problema.
Ritengo che la vera colpa sia del Governo cinese. Non per come governa, anzi, sapete bene (anche chi in privato mi chiama comunista di m****a) che a me piace e che secondo me le cose filano, qui. Ma per i troppi anni di chiusura nei confronti del mondo della comunicazione esterno. Non quello interno. Sapete che qui ci sono oltre 60 canali televisivi? altro che 6 o 7. La totale mancanza di una struttura di comunicazione e di pubbliche relazioni, che invece regge di fatto in piedi i governi occidentali (almeno nei rapporti esterni), ecco cosa ha generato tutto questo.
Però anche noi, se volessimo delle informazioni non sarebbe così difficile trovarle.
Vi lascio con un concetto profondo: avete paura della Cina? Il titolo di questo articolo è proprio per voi... non avete davvero capito un c**o :-)
Zaijian,
Chen Long
Ni hao!
Ve lo avevo promesso, ed eccomi di nuovo qui... per la serie oggi non ho proprio niente da fare, starete pensando... ma come? io mi dedico a raccontarvi un sacco di cose intelligenti (ops) e voi mi prendete in giro?
Oggi mi sono dedicato allo studio... insomma... sapete com'è studiare no?
Si comincia... poi la scrivania è scomoda e ci si appoggia sul letto... poi si sprofonda sempre di più... e quando si arriva a pensare "ok tolgo un secondo gli occhiali per riposare gli occhi e ripasso a mente" state già dormendo da un pezzo.
Dopo un paio d'ore di studio profondo, sono rinsavito e ho deciso di andare a studiare fuori, così almeno non correvo il rischio di addormentarmi.
Oggi era una di quelle giornate da dedicare al turismo d'alta quota. Non parlo di andare in montagna, ma di salire in cima a un grattacielo per guardare la città. La visibilità era molto buona, complice la bassissima percentuale di umidità, che non credo superasse l'80%, valore che qui ha del miracoloso.
Io non mi dedico a queste attività turistiche, non mi piace molto, ma vi mostro qual'è un ottimo punto di osservazione. La Jinmao tower, con i suoi 88 piani, è l'edificio più alto di tutta la Cina:


Ni hao!
Ne ho ricevute di lamentele, eccome se ne ho ricevute... lo so, sono due giorni che non scrivo :-(
Lasciate che vi spieghi, è tutta colpa del cinese.
No, non sto parlando dell'inquilino cinese dell'appartamento del piano di sopra, che sciabatta e non mi fa dormire, sto parlando della lingua cinese.
Anche perché ultimamente dormo, mi sono liberato del bastardo!!! Ricordate? Il bastardo è il gatto. No, non l'abbiamo cucinato come pietanza principale del pranzo domenicale, tranquilli. Semplicemente ho finalmente cambiato stanza. Ora ho una camera tutta mia, senza gatto, senza americano, con il condizionatore che regolo come voglio e pure il tavolino per il computer (che ho costruito togliendo un ripiano dall'armadio).
Ma torniamo al maledetto cinese (non quello del piano di sopra).
Sono qui per studiare il cinese no? O meglio, sono qui per imparare il cinese!
Il problema è che il cinese è una lingua stramaledettamente difficile. Lasciate che vi descriva le caratteristiche principali:
- nel cinese non c'è un alfabeto, ovvero non c'è un elenco di 26 caratteri che hanno un loro suono e che poi, combinati fra loro, producono le parole. Qui si parla di sillabe che sono composte da una parte iniziale e una parte finale. Ad esempio, b, f, x, zh sono delle iniziali. Ce ne sono 23 di iniziali. Mentre a, o, en, iang, sono per esempio finali. Ce ne sono 37. La combinazione di iniziali e finali costituisce le sillabe. Le differenti sillabe che compongono l'alfabeto cinese sono 408!!!
- Come se non bastasse, ci sono le tonalità. Si, perché ogni singola sillaba può essere pronunciata con 4 differenti tonalità e, in alcuni casi, anche con tono neutro che fa 5! Questo significa che le sillabe base diventano oltre 1.600, se si aggiungono le tonalità. Vuol dire che la stessa sillaba "ma" pronunciata con tono differente corrisponde a 5 diversi significati ben distinti, fra cui mamma, lino, cavallo ecc.
- Allo stesso modo, sempre in riguardo ai suoni, per esempio z, c ed s sono al nostro orecchio (vista la nostra abitudine a pronunciarle ben diversamente una dall'altra) incomprensibili, perché qui hanno un suono praticamente identico. E quindi immaginate la difficoltà di pronunciare una c con un suono simile alla z ma che deve distinguersi dalla z pur essendo praticamente identico.
-Per non parlare, ad esempio, di an e ang. Sono due suoni identici, solo che il secondo è aspirato. Il problema è che noi piemontesi abbiamo il vizziaccio, quando parliamo una lingua straniera, di aspirare qualsiasi parola. Non so perché, ma lo facciamo. E quindi tre quarti dei suoni che emettiamo sono aspirati, senza che ce ne accorgiamo.
- Ogni singola parola, è composta da 1, 2 o 3 sillabe combinate fra di loro.
- A questo potremmo aggiungere le eccezzioni, come quella che se due parole consecutive hanno la stessa tonalità, la prima delle due cambia tonalità.
- Ogni parola è poi rappresentata da uno o più simboli, i cosiddetti ideogrammi. Ed ognuno di essi è composto da due parti.
E tutto questo è solo (in parte) la teoria!
Si perché la pratica è che la via dove abito io, ad esempio, che è una via abbastanza importante, si chiama ZhangYang Lu. Bene, la prima parte si dovrebbe pronunciare una specie di "cian" con il finale aspirato e la ci che sembra una zeta. La seconda parte è un "ian" a finale aspirato. Il tutto con i toni che è troppo complicato spiegare.
Sta di fatto che ogni volta che salgo sul taxi, provo 4 o 5 volte a dire il nome della via al tassista. Dopo di che tiro fuori il mio bel bigliettino con l'indirizzo e lui, dopo averlo letto, mi risponde "aaahhh!!! cianian lu!!!" con (secondo me) lo stesso identico accento e tono usato da me. E io che avevo detto?!?!
Inutile dire che non esiste un singolo tassista a Shanghai (su oltre 50.000) che parli una parola di inglese. E a me viene da pensare ad 'A' (ricordate? non abbiamo ecc..) che è convinto che per fare affari qui basti l'inglese. Seeh, voglio vederti ad arrivarci agli affari, con questi taxi!!!
Tornando a noi, capite perché sto impazzendo? Sono giorni difficili perché c'è da fare il salto dai semplici saluti a una maggiore comprensione, per poi poter sviluppare l'uso della lingua. E questo mi assorbe tempo ed energie.
Se poi aggiungiamo che in classe c'ho gli animali che fanno casino... Vi ho già parlato dei miei due amici e compari di merende, anzi, avevo promesso che venerdì sera al Mural li avrei catturati sull'ubriaco andante e fotografati per voi. Ogni promessa è debito e quindi eccoli qui:

Ni hao!
Buona sera care amiche e cari amici del Bel Paese (sempre quello dei formaggini).
Buona sera perché qui a Shanghai sono ormai le 21 e si, come sempre, ho già mangiato da un pezzo (a proposito, oggi parleremo anche di mangiare).
Lo so che non scrivo da due giorni e che sentivate la mia mancanza. Mi scuso ma ieri non sono proprio riuscito a trovare il tempo. Sono in un periodo di lezioni molto difficile. Dopo la prima settimana di insegnanti che parlavano inglese, da questa settimana si è passati al cinese puro, comprese le spiegazioni. Un delirio! Se poi aggiungiamo che ieri era mercoledì, quindi uno dei due giorni di uscite in gruppo (insieme al venerdì) ne risulta che tornato da scuola ho avuto tempo di cenare (sempre più presto, fra un po' farò merenda), docciarmi e uscire.
Oggi però non mi stacco dal computer e oltre ad avere tempo ho anche voglia di scrivere quindi, mettetevi comodi perché sarà lunga.
Ho deciso di parlarvi un po' di cose easy, che ho raccolto in un titolo esemplificativo: Enjoy Shanghai, ovvero posti dove mangiare, da vedere ecc.
Partiamo dal cibo
Questa sera, mentre divoravo la quinta scodella di noodles, mi sono di colpo reso conto che la dimistichezza con i bastoncini è ormai totale. Sapete tutti che qui in cina non si usano le posate, e ne ho già anche parlato. Io non sono arrivato qui a zero, sull'argomento. Sono anni che uso i bastoncini ai ristoranti cinesi e giapponesi e avevo una buona pratica, anche se non accompagnata a una tecnica impeccabile.
Quello che mi ha fatto notare il "passaggio di grado" è il fatto che ho sempre dovuto usare due mani per posizionare i bastoncini in modo da riuscire a usarli per "pizzicare" il cibo. Il cibo non si infilza, mai! Ricordatelo. Porta una sfiga tremenda, è una cosa che si fa solo ai funerali. Allora, dicevo, la mia tecnica consisteva nell'usare la mano sinistra per posizionare adeguatamente i bastoncini fra le dita della destra.
Tutto questo ora non mi serve più, prendo su i bastoncini con la destra e li uso. Questo specialmente con quelli di casa, che sono più lunghi e affusolati di quelli usa e getta da ristorante. Insomma, accorgermi di questa cosa mi ha reso felice e volevo dirvelo. Bastano una decina di giorni, quindi, per passare da un imbarazzante e goffo tentativo di mangiare con le bacchette, a una discreta padronanza del mezzo.
Ma non è con questo che voglio tediarvi.
Ho scoperto, grazie ai messaggi che ricevo, che parte dei lettori di cotante nefandezze è composta da persone che sono in procinto di venire qui a Shanghai (il che non mi stupisce). Allora vai con i consigli per gli acquisti, ma non quelli da guida turistica. A proposito di guide, quella di Time Out è certamente la migliore, così come sono eccezzionali le guide Time Out di ogni città, provatele (signor tecniche nuove, editore delle guide time out, la prego di contattarmi per il pagamento di questo spot).
Siamo in Cina, giusto? E per la precisione a Shanghai, esatto? Bene allora in tema di cibo e ristoranti, non posso che parlarvi di:
CHURRASCHERIA
Come di churrascheria? Sono scemo dite? Voi venite in Cina e io vi mando alla churrascheria??? Ma va là che siete tutti uguali voi italiani, dopo due giorni che siete fuori di casa cominciate a cercare pizza e spaghetti!!! :-D (a proposito di "ma va là" questa settimana a scuola è arrivato Ivan, un bolognese verace, e finalmente di può parlare un po' in dialetto, sochmel! lo so che sono piemontese e che il mio dialetto sarebbe un'altro, ma che ci volete fare, l'emilia e, soprattutto, la romagna...)
Sento delle altre vocine che invece dicono: che caspita è una churrascheria?!?! Uff! Ma vi devo sempre dire tutto!!! Le churrascherie sono i ristoranti tipici sud americani dove, per un prezzo fisso, camerieri con enormi spiedi e coltelloni in mano girano fra i tavoli a servire carni alla brace di diverso tipo (salsicce, filetti, arrosti ecc) tagliati direttamente nel piatto dallo spiedo e, soprattutto, a volontà. Mangi quanto vuoi (o quanto riesci).
Dopo quasi due settimane di cucina cinese, che come sapete adoro, non dispiace fare una mangiata di carne alla brace, che adoro decisamente di più (chiede alla mamma che ogni volta che sono a casa si becca la grigliata).
Churrascheria, dicevamo. A Milano ad esempio sono molto conosciute il Picanas e il Rios, famoso come Porcao prima che cambiasse gestione e nome. Sono posti in cui si mangia bene ma il prezzo, beh, non è certo da tutti i giorni. Fra i 70 e i 90 Euro, escluse le bevande, per il giro di carne a volontà e il buffet di antipasti e contorni.
Questo a Milano, ovviamente, perché qui è un'altro paio di maniche.
Per voi che state per arrivare, ve ne consiglio una che davvero vale la pena. Si chiama Brasil e si trova sulla Huaihai Road, proprio di fronte alla Shanghai Library. Fermata della metropolitana più vicina Hengshan Road, pulman 911 e 926.
Perché parlo di questo posto? Diciamocelo, una mangiata colossale che costa, incluso soft drink (es. coca), 55 RMB ovvero 6 Euro, non si può non consigliarla! Non credete?
Si si, avete letto bene. In Italia 90 Euro... a Shanghai 6!!!
I miei amici tedeschi, che non rinunciano a bere birra, ovviamente non bevono soft drink e quindi arrivano a spendere anche 8 Euro.
Nei prossimi giorni vi darò qualche altra segnalazione. Ma ora cambiamo argomento e parliamo di night life.
Nuovi locali visitati
Vi ho già parlato del Mural Bar, che è ormai stato eletto a locale ufficiale del venerdì e quindi vi torneremo anche domani. Del resto quando hai da bere incluso per tutta la sera con 11 Euro, e in più la musica e la gente sono belle...
Ma ho visitato altri locali (e chi lì in Italia dice che me la sto spassando, sappia che è solo dovere di cronaca, lo faccio per voi).
Il primo che vi consiglio assolutamente è il PEOPLE7. Locale molto esclusivo, un enorme loft in stile newyorkese decisamente hi-tech, frequentato da occidentali e cinesi vip. Un posto veramente di classe. Si trova all'805 di Julu Road. Per entrare dovete infilare la mano in una delle fessure nel muro, la parete si aprira. Quale fessura usare, sta a voi scoprirlo. Qui sotto invece trovate una foto del bar.

Ni hao!
Finalmente ce l'abbiamo fatta, sono arrivate le fotografie!!!
So che non capite perché la cosa mi rende così felice, e quindi ve lo spiego.
Innanzi tutto, con il supporto visivo potrò affrontare ancora più argomenti divertenti, e questo mi stimola. In secondo luogo, la fotografia è una mia grandissima passione e quindi non vedevo l'ora di condividere con voi le foto che mi piacciono di più. Le trovate nell'album.
Durante i miei vari viaggi, ho scattato oltre 20.000 fotografie (tutte in digitale). In particolare adoro fotografare fiori, piante, animali e... edifici o costruzioni molto alti... la natura e il contronatura :-)
Nell'album vi mostrerò quindi un po' delle mie foto. Ho cominciato con una selezione un po' casuale, e man mano ne aggiungerò ogni giorno, fino ad arrivare a qualche centinaio (spazio permettendo). Non hanno un ordine preciso e non tutte hanno un titolo, ma i commenti sono come sempre i ben venuti.
Tutte le foto hanno caratteristiche comuni:
- sono tutte fotografie scattate da me, originali e di mia proprietà
- nessuna immagine è stata elaborata elettronicamente
- sono state fatte tutte direttamente in digitale con diverse macchine, più o meno avanzate

Ni hao!
Oggi sono scatenato, un post via l'altro. La verità è che avevo un mezzo date con Jessica (ricordate? la ragazza cinese di venerdì sera al Mural) ma le sta andando lungo il corso di formazione che sta seguendo da domenica per tre giorni e quindi mi ha paccato e sono a casa... tutto per voi, contenti?
Come vedete ho trasformato quello del vino in un argomento degno della sua propria sezione, perché ho visto che interessa e poi perché ormai è una questione di principio.
Allora, dopo cena sono andato all'ipermercato vicino a casa per fare scorta di bottigliette di the freddo (che bevo a litri) e per comprare le pile del telecomando della TV che si erano esaurite.
In realtà vado spesso al centro commerciale, perché mi aiuta a fare esercizio con il cinese. Essendo io poco addicted allo studio, adotto il metodo del live learning, quindi non perdo l'occasione per frequentare posti dove posso approfondire e fissare quello che imparo a scuola durante le lezioni.
Un altro metodo che uso molto, che però in certe fasi è quasi pericoloso, è quello di modificare la lingua in cui penso. Ci avete mai provato? Se state in Italia tutto il tempo, non potete riuscirci. Ma se ad esempio siete in un paese dove si parla normalmente inglese, provate i primi giorni a sforzarvi di pensare in inglese. Dopo un po' di giorni vi verrà automatico e anche comunicare sarà più facile perché non dovrete pensare in Italiano a cosa dire, poi tradurre a mente e infine esternare, si fa tutto in automatico.
Il problema è che il mio cinese è ancora troppo piccolo per usarlo come lingua principale di pensiero (ecco un esempio di quello che spiego meglio sotto, che ho visto rileggendo e che ho voluto lasciare per far capire lo stato in cui sono messo, in inglese infatti avrebbe senso dire "my chinese is too little" mentre in italiano suona come uno strafalcione, capite ora?).
L'inglese è la lingua che qui uso per il 95% del tempo, per comunicare con gli altri. Quindi penso in inglese. Però, per esempio quando medito su cosa scrivere sul blog, penso anche spesso in italiano. In tutto questo, cerco di sforzarmi a pensare alcune cose semplici in cinese. Anche perché se vi fanno una domanda in cinese e rispondete NO non capiranno mai, ecco che allora ad esempio cerco di sforzarmi di pensare al "no graziè" in cinese (si pronuncia più o meno: pù scìescie).
La mia attuale lingua, quindi, la definirei CHINITALISH (chinese+italian+english) il che è tutto un programma, e quindi non vi stupite se a volte scrivo strano.
Torno ai vini, ok!
Sono andato avanti con le mie ricerche e ne ho trovata una talmente bella che non ho resistito al correre a casa per raccontarvela.
All'ipermercato c'è ovviamente anche la sezione dei vini. A parte il vino Grande Muraglia e tutte le altre case vinicole cinesi (che non sono mica poche) ho contato più o meno una selezione di un centinaio di bottiglie straniere. Vini californiani alla grande, vini francesi ecc. Non del livello dell'enoteca per fichetti, che di bottiglie ne aveva molte di più e di qualità superiore.
Niente Italia... no no no!
Si, avete capito bene, non uno straccio di etichetta italiana, giuro! O quasi, ma dovete proseguire a leggere per il quasi :-)
Ora, in un commento nel post precedente, anonimo (che segnala l'edizione cinese di vinitaly) sostiene che il vino italiano non piace ai cinesi.
Se riuscite a dimostrarmi che gli piace il vino di tutto il resto del mondo e non il nostro, vi faccio il monumento. Voglio proprio approfondire sto fatto del vino.
Ma ecco la chicca...
Sempre nella zona dei vini, perlustro anche l'angolo delle bazze. Uff! Vi devo proprio spiegare tutto!!! La bazza, tradotto dal bolognese, è l'affare o occasione, quindi Angolo delle bazze = scaffale delle promozioni, ok?
Nell'angolo delle bazze, dicevo, cosa ti vedo che riempie uno scaffale intero???
A soli 2,25 Euro a cartone, nientepopodimenoché... IL TAVERNELLO!!!
Sia bianco che rosso, giuro, in offerta speciale super scontata.
Ecco che si cominciano a delineare le cose. Certo che se ci presentiamo con il Tavernello (senza volerne troppo di male, s'intende, io quello bianco per cucinare lo uso, il cartoncino da 25cl è così comodo) allora è possibile che il vino italiano lasci perplessi i cinesi... o no?
Prosegue l'indagine etilica.
Zaijian,
Chen Long
Ni hao!
Per la gioia di tutti voi, è tornato il bel tempo qui a Shanghai.
Oggi pomeriggio non avevo lezione e mi sono dilettato a fare un po' di ripasso andando in giro per la città, a leggere cartelli e insegne e ascoltare la gente parlare. L'ho sempre considerato un ottimo approfondimento, anche quando viveo a Londra facevo così.
Le lunghe camminate e i viaggi in metropolitana sono solitamente i momenti in cui elaboro le boiate che poi scrivo qui per voi. In pratica mentre non ho niente da fare penso a voi che non avete ovviamente niente da fare, se state qui a leggere le mie scelleratezze :-)
La riflessione odierna è lo sviluppo di un pensiero che ho elaborato fin dal mio arrivo qui:
i Cinesi sono magri!
E' ovvio che anche qui ci sono quelli un po' più in carne, più uomini che donne, mentre di veramente obesi non ne ho ancora visto uno.
Diciamo che se in Italia i fuori forma sono, mettiamo, il 40% e in america il 70%, qui siamo abbondantemente sotto la soglia del 10%.
Ho elaborato una mia teoria basata sull'esperienza. Personalmente non ho una forma eccezzionale, non sono certo palestrato, ma 65Kg per 1,80 di altezza significano che se tengo un po' in dentro la pancetta entro in una 48, ecco. L'esperienza non è quindi vissuta in proprio ma, diciamo, di riflesso.
In uno dei periodi milanesi, ho vissuto per tre anni con una ragazza (ovviamente eravamo fidanzati) che direi problemi di linea non ne poteva avere. Di mestiere, infatti, faceva l'insegnante di fitness. Cominciava alle 8 del mattino a fare personal training in casa di riccone della Milano bene e finiva a sera inoltrata nelle palestre, passando la sua giornata fra Step, Acquagym, Aerobica ecc. Diciamo che faceva da 6 a 9 ore al giorno di fitness. Per le ragazze che leggono e hanno capito cosa sto dicendo, non credo ci sia da aggiungere altro.
In effetti aveva il suo fisichino.
Eppure viveva a dieta!
Malata? Direte voi...
Malata! Rispondo io, infatti era anoressica.
Non nel modo di dire che si usa quando si vede una magrissima e, soprattutto voi ragazze, si esclama "quella è anoressica". Credetemi l'anoressia è ben altro che essere molto magre, non a caso è una malattia mentale. Ma non siamo qui per parlare della sua malattia, non centrerebbe con i cinesi.
Ho citato la mia ex fidanzata perché, essendo laureata all'ISEF e avendo studiato alimentazione per lo sport, la sua dieta era piuttosto curata, nel suo non voler ingrassare (come potesse farlo con 8 ore di salti al giorno non so).
Fatto sta che i suoi pasti si componevano perlopiù di, sentite un po': riso bollito, verdure bollite o al vapore, carni bianche, tofu e come condimento principale la salsa di soia, solo aceto per l'insalata. Questi gli alimenti tipici della mia super esperta di ginnastiche aerobiche ecc., nonché magrissima, ex fidanzata.
Indovinate cosa si mangia in cina?
Pollo in quantità (ovvero carni bianche)
Riso bianco scondito cotto al vapore a ogni pasto
Verdure varie perlopiù al vapore o bollite
Tofu e altri derivati della soia
Condimenti principali: aceto e salsa di soia
Sbaglio o tutto combacia alla perfezione?
Quelle cose schifosissime che vi fanno stare lontane dal ristorante cinese e l'odore di fritto che ne annuncia la presenza a kilometri di distanza, care le mie signorine attente alla linea, pensateci bene perché potrebbero essere la soluzione ai vostri problemi.
Se così non fosse, perché qui sono tutti così magri?
Zaijian,
Chen Long
Ni hao!
Come promesso prima, ve la racconto sull'esperenza vinicola avuta in serata.
Si parla di vino...
Prima di tutto una premessa importante! Quanto sto per riportarvi non è ancora suffragato da un numero sufficiente di verifiche. Prometto che nei prossimi giorni farò delle ricerche approfondite e poi vi dirò se quanto sto per dire è confermato o meno.
Si parla di vini. In particolare, sono stato in una enoteca di quelle diciamo così "fichette". Quelle per intenderci dove si compra il vino per le occasioni speciali e dove vanno quelli che hanno qualche soldo in più da mettere in tavola, rispetto alla famigla operaia, oppure sono proprio estimatori.
Faccio allora un giro in questa enoteca veramente grande e ben fornita e vi trovo rappresentata la migliore produzione vinicola mondiale. C'erano tutte le cantine californiane, non mancavano ovviamente quelle australiane e anche sudafricane.
L'europa era ovviamente rappresentata dai vini francesi, da quelli spagnoli, dai portoghesi. C'erano vini dalla gracia...
Come dite? Sto dimenticando qualcosa? Come? L'Italia? Mi state dicendo che il nostro amato Bel Paese (come i formaggini) è il produttore dei migliori vini del mondo?
In effetti devo ammetterlo, due o tre bottiglie italiane (fra le centinaia) sono riuscito a scovarle.
La Toscana era, ovviamente, rappresentata dalla classica casata dei Marchesi Antinori (www.antinori.it). Un Chianti Classico IGT, il rinomato Villa Antinori e l'inmancabile Santa Cristina erano a disposizione, a prezzi peraltro poco più che doppi rispetto ai nostri supermercati. Si perché sapete che Antinori ormai si trova in tutti i supermercati d'Italia vero?
A proposito del Santa Cristina, sapevate che attualmente sembra essere uno dei vini preferiti dalle ragazze? Se avete un appuntamento e la portate a cena a base di carne, ordinate tranquilli un Santa Cristina e non dovreste fare brutta figura. Certo non passerete per super sofisticati con un vino che si trova alla coop, ma sarete certi che lo berrà volentieri, e questo è l'importante.
L'altra cantina rappresentata era la veneta MASI (www.masi.it), di un noto appassionato, Sandro Boscaini, che fra l'altro produce anche in Argentina. Qui propone un Valpollicella DOC. Vino fra l'altro molto apprezzato dalla mia famiglia cinese, che ha fatto vaporizzare la bottiglia portata da me in dono dall'Italia (il mio era un Sartori - www.sartorinet.com).
E basta. Non c'era altro... fra centinaia di bottiglie, queste quattro.
Per la miseria sto parlando del vino italiano!?!?!
Come ho premesso, devo verificare altre enoteche prima di dare conferma, ma se la dovessi trovare, sarei davvero sconcertato. Decine di case californiane si contendono scaffali che onorerebbero i migliori vini italiani e noi non facciamo nulla???
La cosa non finisce qui, credetemi!
Zaijian,
Chen Long
Ni hao!
A guardare le notizie che vi riportano lì in Italia, si direbbe che qui a Shanghai siamo messi male... in una scala da 1 a 10, quanto pensate che sia vero?
Sicuramente è passato un tifone, e questo si sa, ma da qui alle catastrofi sbandierate dai giornali italiani, secondo i quali Shanghai sarebbe una città sotto assedio e devastazione beh, ce ne passa, e ogni commento è superfluo.
E' vero, questa notte abbiamo avuto un black out dalle 24 fino alle 10 di questa mattina. Ma per diana qui è passato un tifone! Non vorrei ricordare che in Italia i blackout li fanno per i troppi condizionatori accesi...
Avendo smesso di piovere, visto che erano due giorni che stavo barricato in casa a chattare, ho voluto uscire a sgranchirmi le gambe.
Gli shanghainesi erano già tutti fuori, a giudicare dal casino in strada e nei negozi. A proposito, vi ricordo che qui ora sono le 21 e si è ovviamente cenato alle 18:30.
Fatto sta che sono uscito e avevo voglia di fare almeno 10 kilometri a piedi! Ovviamente dopo 5 minuti che ero in strada, ha ricominciato a piovere!!!
Quattro gocce, sia chiaro, ma io odio la pioggia di suo e poi, per stare fuori un paio d'ore a passeggiare fra i viali e i palazzoni, non avevo messo le lenti a contatto e non sopporto che mi si bagnino gli occhiali.
Così mi sono infilato al Time Square, mega centro commerciale in stile occidentale, dove i cinesi si divertono a guardare le vetrine (di comprare non se ne parla) degli stilisti europei e americani.
Mi sono divertito a guardare i cinesi che provavano le scarpe GEOX, quelle che respirano, che costano quanto uno stipendio mensile di un operaio, anche se con molta probabilità vengono prodotte in un sobborgo della città e portate qui in bicicletta, al costo indicativo di un cheese burger.
Per la carità, non ho nulla contro le scarpe GEOX, le porto anche io regolamente quando lavoro e quindi indosso abito e cravatta. Ma mi fa ridere ugualmente che negli espositori sia pieno di prodotti molto probabilmente cinesi ma marchiati da aziende occidentali, e quindi ultra costosi.
Ho girato per un paio d'ore per il centro commerciale, soffermandomi sull'argomento vini che però vi sviscero più tardi, e ho realizzato che Shanghai sta vivendo una sua normalissima e tranquillisima domenica sera.
Lo immaginavate dalle notizie che arrivano lì?
Zaijian,
Chen Long
Ni hao!
Buongiorno... qui a Shanghai è meggiogiorno passato e il tifone ormai ci ha lasciati.
Non il maledetto gatto, che anche questa notte ha fatto un casino infernale giocando con una caramella sul parquet.
Non lo sopporto più, non passa notte che non mi tenga sveglio. Mi hanno promesso che ce ne saremmo liberati presto e, sinceramente, speravo di trovarlo in tavola ben guarnito per il brunch della domenica. Invece è li che dorme della bella, il bastardo, pronto a riposarsi tutto il giorno per poi stare sveglio (e tenerci me con lui) tutta la notte.
Ma visto che ultimamente il tema è il cibo, continuiamo a parlare di questo.
Sono Pazzi Questi Cinesi - S.P.Q.C.
Una nuova rubrica dove vi racconterò qualche stranezza e quella di oggi è a tema culinario.
Il bastardo (il gatto) come vi dicevo non mi ha fatto dormire e così ho preso sonno tardi e mi sono svegliato, cosa per me non così abituale, alle 11 passate.
Vi lascio immaginare lo shock che mi ha colpito quando, pochi minuti dopo, alle 11:30, qualcuno ha aperto la porta della camera e, accompagnato da un fetenziale (buonissimo ma appena svegli diventa fetenziale) odore di fritto in soia urlandomi "il pranzo è pronoto"!!!
AAAAAAHHHHHHH!!!!!!
Il pranzo alle 11:30 del mattino dopo che sono sveglio da 10 minuti? No, mi spiace ma non lo reggo!
Alla fine, con le caccole agli occhi, per non offendere la famiglia, una mezza ciotola di riso e due gamberetti li ho mangiati, ma che fatica... mi rimarranno qui tutto il giorno.
Il gatto nel frattempo è salito sulla finestra aperta, e se cadesse giù? Che dite, dal 4° piano sopravviverebbe? Non so perché ma in questo momento rimpiango un po' di non essere su all'ultimo piano, il 26mo. Avrei volentieri aiutato il bastardo a scoprire se la teoria dell'atterraggio sempre in piedi è valida anche da 100 metri di altezza!!!
Zaijian
Chen Long
Ni hao!
Con questa storia del tifone sto un po' trascurandovi, lo so... ma sono qui per rimediare, anche perché di uscire non se ne parla, c'è addirittura un'ordinanza governativa che dice "uscite di casa solo se necessario" e mi chiedo se sono deficienti quelli che escono per andare al centro commerciale qui di fronte, a vedere le vetrine degli stilisti italiani. Mah!
Fra parentesi il tifone è già quasi passato e il vento sta calando, dopo aver raggiunto punte di 130km orari, molto inferiori a quelle attese, ma la pioggia si protrarrà ancora per tutto domani. Purtroppo i danni ci sono stati e fuori città in un cantiere edile il forte vento ha fatto crollare una struttra causando un morto e una quindicina di feriti. Per non rischiare, noi stiamo in casa.
Torniamo a parlare di Cina? Mi è venuto in mente un bell'argomentino.
Come si mangia in Cina?
No, adesso non mi metto a fare un elenco di ricette o cose simili. Non voglio neanche parlare di qualità, bontà ecc., sono cose che dipendono esclusivamente dai gusti personali. Per quanto mi riguarda devo dire che dopo una settimana di vita a Shanghai, non mi posso proprio lamentare, il cibo qui lo trovo delizioso.
Ma allora che vi voglio raccontare? Non di ristoranti o di pranzi e cene d'affari. Su quelli e sul galateo da tenere ne parlano tutte le guide e tutti i libri sulla Cina. Ho voglia di raccontarvi come si mangia in casa, ovvero com'è la vita quotidiana a tavola di una normale famiglia cinese, che ne dite?
Come mi vengono queste idee? Sono le 7:30 e quindi ho appena finito di mangiare, tutto qui :-)
Già, partiamo dagli orari. Shanghai è una grande città, credo che si collochi fra le 10 maggiori al mondo sia per estensione che per numero di abitanti, eppure le consuetudini di origini contadine non si sono perse. Nonostante la città sia impostata in modo assolutamente occidentale, con traffico (abbondante, certo, ma non impossibile come sostengono certe guide, ma di questo parleremo un'altra volta), ore di punta e tutto il resto, in casa si cena fra le 6 e le 7, con obbligo di puntualità per l'ora stabilita. Qui da noi ad esempio ho avuto la fortuna di far passare più o meno le 7 come orario per la cena, rispetto alle 6 proposte in origine.
La tavola apparecchiata non esiste, così come non esistono le posate, che non vedo a cosa possano servire (escluso un cucchiaio mestolino usato per i brodi, quando previsti). La dotazione individuale prevede una ciotolina di riso e le due bacchettine. E basta.
In centro alla tavola vengono posti i recipienti delle pietanze. Tutti i cibi sono tagliati prima della cottura e hanno tutti dimensione tale da poter essere mangiati senza necessità di coltello.
Ognuno dei commensali, quindi, con le proprie bacchettine in mano, prende dalla tavola quello che vuole e lo porta direttamente alla bocca. Tutto qui. Una semplice ma efficace accortezza prevede che si usi la ciotola di riso come "vassoio" per evitare che il cibo cada mentre lo si porta alla bocca.
Il menù di solito prevede una portata principale a base di carne, inmancabile, a cui si possono aggiungere altre portate a base di pesce, tofu, soia, oltre a uno o più tipi di verdure. La presenza di ospiti potrebbe generare la disponibilità di qualche piatto in più ma altrimenti la base è: una pietanza e 2/3 contorni. Può anche capitare, come ieri a cena, che il menù preveda un piatto unico, come ad esempio noodles saltati con carne e verdure. In questo caso, niente riso e la ciotolina si usa riempiendola di noodles (per chi non lo sapesse sono tipo spaghetti fatti di pasta all'uovo) per mangiarli più comodamente. In questi casi non manca mai una zuppa. Quella di ieri per esempio era un brodo con dentro pomodori e uova, squisitissima.
Torniamo alle modalità operative. Con tutti il cibo sul tavolo (mi sono ripromesso di docuementare la cosa e presto vi farò vedere delle foto) i commensali si siedono e, con la ciotolina di riso nella mano sinistra (almeno per me che sono destrorso) e le bacchettine nella destra, si comincia a piluccare nei piatti e mangiare. Bocconcino di carne, un poco di riso. E via così finchè si ha fame.
Se penso alla mia nonna che a ogni pasto apparecchia con doppio piatto, coltello, forchetta e cucchiaio anche se non sono previste minestre, qui è tutto un gran risparmi di energie. Una famiglia di 4 persone, come siamo noi, alla fine della cena produce da lavare: 4 piatti fondi (che contenevano le pietanze), 4 ciotoline (tipo quelle da macedonia ma alte), 1 ciotola (conteneva il riso) e 8 bacchettine. Un solo bicchiere perché io sono l'unico che beve durante i pasti.
Quand'è così i piatti li laverei anche io!
Zaijian
Chen Long
Ni hao!
Facciamo una considerazione veloce veloce: è il 6 agosto, qui a Shanghai sono le 2 di pomeriggio (le 8 del mattino in Italia) la temperatura esterna è abbondantemente sopra i 30 gradi e io ho appena finito di mangiare una fantastica zuppona bollente e un po' piccante con dentro affogati ravioloni ripieni di maiale e verdure!
Sono pazzo? Dite? Lasciate che vi spieghi...
Prima di tutto l'aria condizionata è a manetta, quindi la temperatura in casa non supera i 22/23 gradi ed è perfettamente deumidificata... ah! che bello... e poi se vedeste cosa c'è fuori dalla finestra, capireste perché avrei mangiato volentieri polenta e camoscio!
Già, il tifone è arrivato. Non sta ancora manifestando tutta la sua violenza, a quanto dice la TV (per quanto riesca a capire io quello che dice la TV cinese, dopo sole 20 ore di scuola dedicate a imparare l'alfabeto), ma è già bello tosto. Per fortuna noi stiamo solo al 4° piano, perché se qui il vento si sente in questo modo, non voglio pensare a quelli che stanno su in alto nel palazzo, al 25mo o 26mo piano. L'acqua abbonda ma non è poi così torrenziale, è il vento che è tosto. Certo non è la prima volta che vedo vento e pioggia, quanti temporali abbiamo noi in Italia... ma un temporale dura un'ora o due al massimo, per un tifone si parla di giorni... per fortuna, come sapete, sono stato previdente e ho fatto scorta di schifezze da mangiare mentre passo il mio tempo davanti al computer o guardando fuori dalla finestra quei pazzi che si avventurano per la strada.
Alla faccia del tifone, però, ieri sera siamo usciti comunque!
Siccome le previsioni dicevano che avrebbe cominciato a piovere nella notte (il vento era già iniziato dal pomeriggio) ci siamo dati appuntamento per le 22 all'uscita della metropolitana.
Indovinate un po' a che ora è iniziato il diluvio universale??? Esatto, alle 21:59!!!
Mamma mia quanta acqua... per fortuna c'è stato un momento di calma (forse il capo lassù stava cambiando l'attacco dell'idrante che gli era finita la scorta) e quindi abbiamo potutto correre fra una pozzanghera e l'altra fino al club.
La destinazione della serata era il MURAL BAR. Se venite a Shanghai, il venerdì sera del Mural non ve lo dovete perdere assolutamente! Tanta gente, bella musica e, come direbbero i miei amici romagnoli, "pieno così di gnocca" che non guasta mai. Il locale è un disco bar molto bello, di recente costruzione, design piacevole. Per la disarmante cifra di 11 Euro pagati all'ingresso, avrete a disposizione un'orda di baristi pronti a servirvi quello che volete, quando volete e senza nessun limite, perchè la serata è Open Bar... immaginatevi la felicità dei miei amici tedeschi e inglesi alla sola idea di poter bere senza limiti e senza costi!
Il locale è frequentato da occidentali, perlopiù studenti che vengono qui a imparare il cinese (come il sottoscritto) o dipendenti di aziende occidentali traferiti qui (come spera di essere in futuro il sottoscritto). La popolazione cinese è rappresentata solo dal personale e da un buon numero di ragazze che conoscono bene l'inglese. Si perché finalmente un po' di ore passate dove tutti parlano una lingua conosciuta :-)
Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare... ho visto un messicano sostenere che dalle sue parti gli shot di tequila sono grossi il doppio e lui può berne all'infinito, salvo poi vedere lo stesso messicano andare via strisciando sui gomiti alla quindicesima tequila, mentre il ragazzo svizzero che beveva con lui, lucido come una madreperla, si dedicava a tampinare una ragazza svedese... ho visto una minuta segretaria cinese iniziare la serata dicendo "io bevo solo aranciata" per poi ritrovarla un'ora dopo stesa sotto un tavolo con in mano una dozzina di bicchieri di tequila vuoti... ho visto un ragazzo tedesco con le lacrime agli occhi alla sola idea di poter davvero bere quanto voleva senza salassarsi, dopo che la sera prima aveva speso 10 volte tanto per ammazzarsi di birra al Roof Bar del Marriot... ho visto un amico italiano dispiacersi perchè io avevo il numero della francesina carina e lui no, ma non preoccupatevi, ci siamo messi d'accordo... insomma, ho visto una gran bella serata!
Io non sono astemio, non disdegno l'idea di bere, ma non mi ammazzo di alcool per principio, anzi, per due principi: il primo è che il giorno dopo poi stai veramente di m***a e la cosa non mi aggrada. In secondo luogo bisogna ricordare che noi italiani abbiamo una certa fama, e non si può rischiare di far cadere un mito per colpa dell'alcool, non credete?
Già perché da queste parti le dicerie sugli italiani sono ancora di moda, cosa aspettate a venire qui?
Ne avrei ancora da raccontare, ma devo dedicare tempo anche a smistare i numeri di telefono raccolti ieri sera e a fare un po' di recall. Sapete, il customer relationship management è fondamentale nel nostro mestiere. E poi speriamo che starera la pioggia ci dia un po' di tregua, non mi dispiacerebbe rivedere una certa ragazza cinese, il cui nome occidentale è Jessica, e non credo di dover aggiungere altro!
Zaijian,
Chen Long
Ni hao!
Finalmente è venerdì... faceva così il ritornello di una canzone degli Articolo 31 nel periodo in cui lavoravo nella loro casa discografica, quella del mitico Maestro Franco Godi (per intenderci il creatore di musiche pubblicitarie come quella del Fernet Branca, dei Lines Notte che faceva dormi, tranquillo e asciutto, e se non ricordo male anche della mitica Ciccibùcibùcaffè...cicici...saòcaffè!).
Già, il venerdì serà è l'inizio del fine settimana, ci si prepara ad uscire, a fare baldoria, visto che qui sono già le sette di sera e, come d'uso locale, si è già finito di cenare. (questa sera noodles con manzo e zuppetta di pomodori e uova)
Cosa ci aspetta questo fine settimana Shanghainese?
Menù specialissimo, con un piatto forte d'eccezzione: un freschissimo TIFONE devastante con venti a 200km orari, tonnellate di acqua scaricate sulle nostre povere testoline e una bella due giorni da barricati in casa con le spranghe a porte e finestre... che ne dite?
Non c'è bisogno che mi diciate che, a Milano per esempio, per tutto il week end è previsto bel tempo, e non parliamo poi delle località di mare dove in molti si staranno godendo la meritata (?) vacanza.
Come ci si prepara a un Tifone subtropicale che, dopo essersi formato a centinaia di km da qui, nel mezzo del Pacifico, decide di venire a scaricare la sua furia sulle nostre teste?
Per quanto mi riguarda ho fatto scorta di patatine ai gusti più osceni, biscotti danesi al burro e gran quantità di Ice Tea.
La città invece fa cose che forse Bertolaso (per i pochi che non lo sapessero è il capo della Protezione Civile in Italia) dovrebbe vedere.
Un esempio per tutti: la municipalità ha fatto controllare e per sicurezza spurgare tutti i tombini della città, così che la pioggia possa defluire meglio. Se qualcuno dei miei tre lettori (anche se oggi ho ricevuto la candidatura ufficiale di un quarto e quindi dovrei aggiornare la statistica) &e